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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17025/2026 del 12/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva riconosciuto la continuazione ai sensi dell'art. 671 c.p.p. tra due sentenze irrevocabili e aveva rideterminato la pena complessiva. Deduceva, primo motivo, la violazione degli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p. e 187 disp. att. c.p.p. perché il giudice dell'esecuzione aveva assunto quale pena base la somma già irrogata con la sentenza sub 2) (che aveva a sua volta già operato la continuazione interna), anziché scorporare i reati previamente unificati e individuare la singola violazione con la pena più grave. Secondo motivo, censurava la mancata motivazione sull'aumento applicato per uno dei reati satellite (anni 4 e mesi 4), che avrebbe ridotto la pena in misura tale da svilire la ratio dell'istituto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Napoli. Ha ritenuto errato il criterio applicato dal giudice dell'esecuzione nell'individuare la pena base (non è stato effettuato lo scorporo dei reati già riuniti né individuato il reato singolo più grave) e carente la motivazione relativa agli aumenti per i reati satellite. Ha richiamato i principi giurisprudenziali secondo cui, nel caso di reato continuato, il giudice dell'esecuzione deve scorporare le unificazioni operate in sede di cognizione, individuare il reato più grave, assumere la pena inflitta per quel reato come pena base e applicare aumenti distinti e motivati per ciascun reato satellite, garantendo proporzionalità e il rispetto dei limiti dell'art. 81 c.p.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Va rispettato il divieto di cumulo materiale: quando sono determinate pene per più reati il giudice deve individuare il reato più grave e mantenere il rapporto di proporzione tra le pene, applicando aumenti distinti per i reati satellite

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riconoscimento della continuazione in sede di esecuzione e il procedimento per la rideterminazione della pena; impone che il ricalcolo segua i criteri previsti per il reato continuato

  • art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alle procedure di esecuzione e al ricalcolo delle pene già inflitte; la sua menzione attiene alle modalità operative del giudice dell'esecuzione

  • Sez.1, Sentenza n. 17948 del 31/01/2024

    Sez.1, Sentenza n. 17948 del 31/01/2024

    Principio secondo cui il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati già riuniti dal giudice della cognizione, individuare quello più grave e poi operare autonomi aumenti per ciascun reato satellite

  • Sez. U, n. 7930/1995

    Affermato il principio che la motivazione degli aumenti deve consentire la verifica della proporzionalità tra le pene e che il grado di approfondimento motivazionale è correlato all'entità degli aumenti

  • Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021

    Conferma della necessità di calcolare e motivare distintamente gli aumenti per ogni reato satellite nel giudizio di determinazione della pena complessiva per reato continuato

Massime di principio

  • Nel ricalcolo della pena per reato continuato in sede di esecuzione occorre prima scorporare le unificazioni già operate dal giudice della cognizione e individuare il reato singolo con la pena più grave quale pena base
  • Sulla pena base così individuata devono essere applicati aumenti distinti e autonomi per ciascun reato satellite, compresi quelli già riuniti in continuazione con il reato assunto a base
  • La motivazione degli aumenti deve essere adeguata alla loro entità: più consistente è l'aumento, maggiore è l'onere motivazionale per garantire la proporzionalità e l'assenza di cumulo materiale
  • L'errata individuazione della pena base o la carenza motivazionale sugli aumenti comportano l'annullamento con rinvio per nuovo esame da parte della Corte d'appello
  • In pratica, per evitare censure il giudice dell'esecuzione dovrebbe esplicitare lo scorporo dei reati, indicare il reato preso a base e mostrare il calcolo numerico degli aumenti applicati a ciascun satellite

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