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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32358/2022 del 02/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione. Il difensore deduce: (i) travisamento delle risultanze e carenza di prova del pericolo di fuga e della recidiva (sostenendo che l'intento di lasciare l'Italia sarebbe stato abbandonato già da gennaio 2021); (ii) mancata motivazione sulla possibile riqualificazione del fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza e minaccia, con conseguenze sugli automatismi degli artt. 275, comma 3 e 274 c.p.p.; (iii) censura sulla mancata considerazione dell'ipotesi di cui all'art. 630, comma 4, c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il riesame svolto dal Tribunale e la motivazione del Gip fossero logici e congrui, confermando la sussistenza del pericolo di fuga sulla base di contatti all'estero e intercettazioni che indicavano la volontà di recarsi in Spagna. Ha inoltre escluso il travisamento rilevante delle prove e ha considerato inammissibile la questione di riqualificazione perché proposta per la prima volta in Cassazione. Condanna alle spese processuali e al pagamento di euro 3000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    Disciplina i motivi di ricorso in Cassazione impugnando provvedimenti penali; utilizzato per inquadrare i motivi dedotti (travisamento delle risultanze e omessa motivazione). La Corte osserva i limiti di rilevabilità in sede di legittimità.

  • art. 273 c.p.p.

    Definisce la nozione di "gravi indizi di colpevolezza" per l'adozione di misure cautelari. La Corte distingue questa nozione da quella più stringente prevista per la prova nel giudizio, e la applica per valutare la sufficienza degli elementi a fondare la custodia.

  • art. 192 c.p.p.

    Riguarda il requisito degli indizi nel giudizio probatorio (fatti certi, gravi, precisi e concordanti). La Corte lo contrappone alla minore intensità richiesta per le misure cautelari.

  • art. 274 c.p.p.

    Richiamato insieme all'art. 275 per gli "automatismi" relativi alla riqualificazione del fatto; la Corte osserva che la questione di riqualificazione non poteva essere sollevata ex novo in Cassazione.

  • art. 275 c.p.p.

    Richiamato in relazione agli effetti procedurali conseguenti alla diversa qualificazione del reato; la Corte rileva che non è possibile introdurre tale questione per la prima volta in sede di legittimità.

  • art. 630 c.p.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno di una diversa valutazione della fattispecie; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile o non fondata nella parte in cui è stata proposta tardivamente.

Massime di principio

  • Il sindacato di legittimità sulle misure cautelari è limitato: la Cassazione verifica solo la presenza di una motivazione minima, logica e congrua nel provvedimento impugnato, non riesamina i fatti o riformula la valutazione degli indizi.
  • Per contestare con successo la custodia cautelare occorre dimostrare, mediante riferimenti precisi e autosufficienti agli atti, che il giudice ha travisato o ignorato elementi decisivi tali da rendere illogica l'intera motivazione.
  • Questioni di riqualificazione del fatto o nuove linee difensive devono essere sollevate in sede di merito; introdurle per la prima volta in Cassazione è, di regola, inammissibile.
  • Prove di rischio di fuga basate su contatti esteri e intercettazioni che esprimono la volontà di allontanarsi sono elemento valido per la conferma della custodia: per contrastarle serve documentazione contraria chiara e specifica.
  • Se si ritiene che la motivazione sia insufficiente, il ricorso deve puntare a specifiche carenze logiche o formali della motivazione (incoerenze, omissioni rilevanti), non a una diversa valutazione della forza probatoria degli elementi.

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