Cassazione Penale, Sentenza n. 29837/2023 del 10/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la condanna per inosservanza dell'ordinanza comunale (art. 650 c.p.), deducendo: a) l'inosservanza era contestata prima del decorso dei 90 giorni concessi per demolire e quindi il reato non si sarebbe perfetto; b) la materia edilizia (d.P.R. n. 380/2001) prevederebbe sanzioni amministrative specifiche per le opere abusive in zone vincolate, rendendo inapplicabile la norma penale in bianco dell'art. 650 c.p.; c) erano impossibilitati a ottemperare perché l'immobile era sottoposto a sequestro penale e la custodia era affidata al Sindaco.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha richiamato i principi secondo cui l'art. 650 c.p. è norma penale in bianco e applicabile solo se non esiste una specifica sanzione autonoma; il giudice penale deve verificare la legittimità formale e sostanziale del provvedimento amministrativo (vizi: violazione di legge, incompetenza, eccesso di potere). Nel caso di specie la Corte ha ritenuto legittima l'ordinanza dirigenziale n. 37 del 24 giugno 2019, adottata per motivi di sicurezza pubblica a seguito di attestazione tecnica che segnalava una frana con rischio R4 e pericolosità P4, e finalizzata alla tutela dell'incolumità collettiva, comprensiva dell'ordine di sgombero immediato. Ha richiamato precedenti giurisprudenziali che considerano integrato l'art. 650 c.p. l'inosservanza di un ordine di sgombero per pericolo per la pubblica incolumità. Conseguentemente i ricorsi sono stati respinti, i condannati mantengono la pena (ammenda di 300 euro ciascuno) e sono condannati alle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 650 cod. pen.
Norma penale in bianco a carattere sussidiario che punisce l'inosservanza di un ordine dell'autorità; applicabile solo se non esiste una disposizione specifica che preveda autonoma sanzione per la stessa condotta e quando l'ordine riguarda situazioni di sicurezza, ordine pubblico, igiene o giustizia e sia rivolto a soggetti determinati ed eseguibile.
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico edilizia)
Disciplina le sanzioni amministrative per le violazioni edilizie; la presenza di sanzioni amministrative non esclude automaticamente l'applicazione dell'art. 650 c.p., ma impone al giudice di verificare se il provvedimento amministrativo presupposto dispone di un meccanismo di tutela specifico che renda l'art. 650 non applicabile.
art. 568, comma 5, cod. proc. pen.
Norma procedurale che consente la riclassificazione dell'impugnazione quando la competenza spetti ad un diverso giudice, come avvenuto quando la Corte d'appello ha qualificato l'atto come ricorso per cassazione e ha trasmesso gli atti.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese del procedimento per i ricorrenti quando il ricorso è rigettato; applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese.
Massime di principio
- L'art. 650 c.p. è sussidiario: prima di applicarlo il giudice deve verificare se una normativa specifica prevede sanzioni autonome per la stessa condotta; in presenza di un meccanismo di tutela specifico l'art. 650 può risultare inapplicabile.
- Il giudice penale è tenuto a valutare la legittimità formale e sostanziale del provvedimento amministrativo presupposto (vizi tipici: violazione di legge, incompetenza, eccesso di potere). Se il provvedimento è legittimo e adottato per interessi collettivi di sicurezza/igiene/ordine pubblico, la sua inosservanza può integrare l'art. 650 c.p.
- Per configurare il reato devono ricorrere: ordine specifico a soggetto determinato, finalità di tutela collettiva (sicurezza, ordine, igiene, giustizia) e mancanza di una specifica sanzione alternativa prevista dalla norma amministrativa di riferimento.
- La presenza di un termine (es. 90 giorni per demolire) non esclude automaticamente la punibilità se il provvedimento contiene altresì ordini immediatamente eseguibili (es. sgombero immediato) o se la situazione concreta richiede misure urgenti; occorre valutare caso per caso se e quando si è perfezionata l'inosservanza.
- L'impossibilità materiale o giuridica di ottemperare al provvedimento (es. immobile sotto sequestro; custodia affidata ad autorità) può costituire una difesa rilevante, ma deve essere provata e valutata dal giudice nella concreta situazione fattuale.
- In situazioni analoghe è opportuno acquisire ed allegare ai difensori la documentazione tecnica che giustifica l'adozione dell'ordinanza (perizia, attestazioni di rischio) e verificare tempestivamente la possibilità di rimedi amministrativi o giurisdizionali per impugnare l'atto prima di incorrere in una contestazione penale.
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