Cassazione Civile, Sentenza n. 22513/2024 del 08/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della C.T.R. Campania che aveva rigettato l'appello avverso la decisione della C.T.P. di Avellino che aveva respinto il ricorso del Consorzio avverso l'avviso di accertamento IMU relativo all'anno 2014. Questioni principali: (i) nullità/insufficiente motivazione della sentenza di merito (violazione art.111 Cost. e norme processuali); (ii) diritto all'esenzione IMU ai sensi dell'art. 7 d.lgs. n.504/1992 (ora richiamato da d.lgs. n.23/2011, art.9, comma 8) e applicabilità dell'art.31, comma 18, L. 289/2002 ai consorzi fra enti territoriali; in particolare deduzione che il Consorzio ASI, essendo costituito da enti territoriali e avendo finalità istituzionali secondo lo statuto, sarebbe esente; (iii) vizio di valutazione del presupposto impositivo IMU con riguardo alla titolarità del diritto reale sul bene (proprietà o diritto reale di godimento) e non alla mera detenzione o godimento provvisorio da parte dei concessionari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i tre motivi: (i) la contestata carenza motivazionale non impedisce la decisione di legittimità quando la soluzione di diritto adottata dal giudice del merito sia corretta e, anzi, la motivazione va letta congiuntamente alla sentenza di primo grado; (ii) l'esenzione IMU prevista per i consorzi tra enti territoriali richiede che gli immobili siano destinati esclusivamente a compiti istituzionali e che i consorzi e gli enti consorziati soddisfino i requisiti previsti; nel caso di specie i giudici hanno correttamente ritenuto che il Consorzio ASI svolge attività economica/commerciale e percepisce corrispettivi, quindi non sussisteva la destinazione esclusiva a compiti istituzionali; (iii) quanto al profilo del possesso, ai fini IMU rileva la titolarità di un diritto reale (proprietà o diritto reale di godimento): i promissari acquirenti o i meri detentori qualificati non sono soggetti passivi; nel caso concreto la proprietà e il relativo ius aedificandi erano in capo al Consorzio nell'anno 2014 fino al pagamento dell'ultima rata, per cui il Consorzio era soggetto passivo. Il ricorrente è stato condannato alle spese di giudizio e ad ulteriori oneri (rimborso forfettario, contributo unificato).
Norme richiamate
d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (art. 7, comma 1, lett. a))
art. 7, comma 1, lett. a)
L'esenzione IMU per immobili posseduti da consorzi fra enti territoriali si applica solo se gli immobili sono destinati esclusivamente a compiti istituzionali; non si estende ad attività economiche o commerciali svolte dall'ente.
d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 (art. 9, comma 8)
Riformula/riporta il contenuto dell'art.7 d.lgs. 504/1992 in materia di esenzioni IMU; richiede destinazione esclusiva a compiti istituzionali per l'applicazione dell'esenzione.
legge 27 dicembre 2002, n. 289 (art. 31, comma 18)
Norma interpretativa che chiarisce che l'esenzione prevista per i consorzi tra enti territoriali va applicata anche ai consorzi costituiti da enti individualmente esenti, a condizione che l'immobile sia destinato esclusivamente a compiti istituzionali.
Costituzione (art. 53)
Richiamato in relazione al principio di capacità contributiva; la Corte conferma che la qualificazione del soggetto passivo e il presupposto impositivo seguono le norme specifiche del tributo e che l'assetto proprietario/reale incide sulla soggezione fiscale.
codice di procedura civile (art. 360, n. 3 e n. 4)
art. 360, primo comma, nn. 3 e 4 c.p.c.
Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione per violazione di legge e nullità della motivazione; la Corte valuta se i motivi siano fondati anche integrando/corrigendo la motivazione quando si tratti di questione di diritto astratta.
codice di procedura civile (art. 384 c.p.c.)
Attribuisce alla Corte di Cassazione il potere di integrare e correggere la motivazione della sentenza impugnata quando la questione sia di diritto, rendendo irrilevante la eventuale carenza motivazionale che non incida sulla soluzione di diritto.
Costituzione (art. 111)
Principio del diritto a una decisione motivata; sollevato dal ricorrente ma la Corte ha ritenuto che la motivazione complessiva (anche per relationem alla sentenza di primo grado) soddisfacesse i requisiti costituzionali.
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 (richiami art. 32 e 36)
artt. 32 e 36 d.lgs. n. 546/1992
Norme processuali tributarie richiamate dal ricorrente in tema di nullità e motivazione; la Corte non ha accolto l'eccezione di nullità del procedimento o della sentenza per carenza motivazionale.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (art. 13, comma 1-quater)
Norma che disciplina l'aggravio contributivo unificato a carico della parte ricorrente; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'applicazione dell'ulteriore importo.
Massime di principio
- Onere della prova: grava sul soggetto che invoca l'esenzione dimostrare che gli immobili sono destinati esclusivamente a compiti istituzionali e che la natura del consorzio rientra nei requisiti normativi.
- Limiti dell'esenzione IMU per consorzi: l'esenzione non copre immobili impiegati per attività economiche o commerciali anche se riconducibili all'interesse pubblico; va valutata la natura effettiva dell'attività (istituzionale vs commerciale).
- Rilevanza del titolo giuridico: ai fini IMU il soggetto passivo è il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento; la mera detenzione qualificata o il promissario acquirente non sono soggetti passivi salvo che sia configurato un diritto reale.
- Valutazione della motivazione: in cassazione le carenze motivazionali su questioni di diritto possono essere integrate/corrette quando la soluzione adottata sia oggettivamente conforme alla legge; la carenza apparente non determina automaticamente l'annullamento se la decisione di merito è corretta in diritto.
- Documentazione probatoria: per ottenere l'esenzione è fondamentale produrre statuto, atti costitutivi e prove che dimostrino la destinazione esclusiva degli immobili a compiti istituzionali; assenza di tali prove favorisce la qualificazione fiscale come attività commerciale.
- Effetti pratici per operazioni con patto di riservato dominio: fino al trasferimento formale della proprietà (es. pagamento dell'ultima rata) il soggetto che formalmente risulta proprietario mantiene i diritti reali e, quindi, la soggezione all'imposta.
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