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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5401/2024 del 29/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti chiedevano la pronuncia di trasferimento gratuito della proprietà degli alloggi prefabbricati a loro assegnati in conseguenza del terremoto dell'Irpinia (1980), invocando l'art. 21‑bis del d.l. 23/6/1995, n. 244. La Corte d'appello di Potenza aveva rigettato la domanda ritenendo inapplicabile l'art. 21‑bis perché i prefabbricati erano stati acquistati dal Comune con fondi stanziati dal d.l. 776/1980 (e non "costruiti dallo Stato" ai sensi del d.l. 75/1981) e perché, secondo i commi 3 e 4 dell'art. 21‑bis, lo Stato (Amministrazione finanziaria) sarebbe il soggetto che deve stipulare gli atti traslativi. I ricorrenti hanno impugnato in Cassazione sollevando vizi di interpretazione della norma, questioni di legittimazione passiva, omissione di documenti e omissione di prova. La Corte di Cassazione ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 21‑bis comma 1 e, dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, ha accolto i motivi principali (secondo e terzo) e ha rimesso la causa alla Corte d'appello di Potenza per nuovo esame alla luce della declaratoria di incostituzionalità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati in particolare il secondo e il terzo motivo di ricorso (assorbendo il primo e il quarto), ha constatato che la disposizione censurata dell'art. 21‑bis poneva un dubbio di legittimità costituzionale e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale. La Corte Costituzionale (sent. n.189/2023) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 21‑bis, comma 1, primo periodo, nella parte in cui non prevede la cessione gratuita in proprietà anche per gli alloggi prefabbricati costruiti o acquistati dai comuni delle Regioni Campania e Basilicata in qualità di concessionari del Commissario straordinario per il terremoto del 1980 (d.l. 776/1980). Conseguentemente la Cassazione ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Potenza, in diversa composizione, per un completo riesame della vicenda e per regolamentare le spese del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 21‑bis, comma 1, primo periodo, d.l. 23 giugno 1995, n. 244, conv. l. 8 agosto 1995, n. 341

    "la cessione agli assegnatari, a titolo gratuito, della proprietà degli alloggi prefabbricati costruiti dallo Stato ai sensi del decreto‑legge 19 marzo 1981, n. 75"

    Originariamente interpretato dalla Corte d'appello come riferito solo ai prefabbricati "costruiti dallo Stato" ai sensi del d.l. 75/1981; la Cassazione ha evidenziato il dubbio di irragionevolezza dell'esclusione dei prefabbricati acquisiti o costruiti da comuni con fondi statali, dubbio poi risolto dalla Corte Costituzionale in favore dell'estensione ai prefabbricati comunali nelle regioni indicate.

  • decreto‑legge 19 marzo 1981, n. 75, conv. l. 14 maggio 1981, n. 219

    Riferimento normativo usato nel testo dell'art. 21‑bis per individuare i prefabbricati "costruiti dallo Stato"; caratterizzava la disciplina originaria alla quale la norma del 1995 rinviava.

  • decreto‑legge 26 novembre 1980, n. 776, conv. l. 22 dicembre 1980, n. 874

    Fonte normativa dei finanziamenti impiegati per gli interventi d'emergenza post‑sisma 1980; i prefabbricati acquistati dai comuni con fondi stanziati con questo decreto sono stati oggetto della questione relativa all'ambito applicativo dell'art. 21‑bis.

  • art. 2, comma 1, d.l. 27 febbraio 1982, n. 57, conv. l. 29 aprile 1982, n. 187

    "Gli alloggi prefabbricati, acquistati con i fondi stanziati nel bilancio dello Stato e quelli pervenuti in dono tramite il commissario per le zone terremotate, o che pervengano in dono, tramite il Ministro per il coordinamento della protezione civile, con destinazione alle zone terremotate sono trasferiti in proprietà ai comuni nel cui territorio sono installati"

    Stabilisce che prefabbricati acquistati con fondi statali possono passare in proprietà ai comuni in cui sono installati; la Corte ha usato questa disposizione per spiegare che la legittimazione passiva spetta al proprietario reale (il comune) al momento della domanda.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 189/2023

    "dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 21‑bis, comma 1, primo periodo, del d.l. n. 244/1995 ... nella parte in cui non prevede la cessione gratuita in proprietà ai relativi assegnatari degli alloggi prefabbricati costruiti o acquistati dai comuni delle Regioni Campania e Basilicata ... ai sensi del d.l. n. 776/1980"

    La Corte Costituzionale ha ritenuto irragionevole e discriminatoria l'esclusione dei prefabbricati comunali (finanziati con il d.l. 776/1980) dalla tutela prevista dall'art. 21‑bis, estendendo la protezione ai relativi assegnatari.

  • art. 331 c.p.c.

    Richiamato dai ricorrenti a sostegno dell'ipotesi di litisconsorzio necessario; la Cassazione ha valutato la questione della legittimazione ad essere citato in giudizio e ha chiarito che la legittimazione passiva compete al proprietario dell'immobile al momento della domanda.

  • art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5

    Norme processuali invocate come criteri di cassazione (violazione di norme di diritto, omessa motivazione, omissione di prove); la Corte ha ritenuto fondati almeno alcuni dei rilievi relativi ad errata interpretazione della norma e alla legittimazione passiva.

  • art. 101 c.p.c.

    Richiamato con riferimento all'erronea esclusione di documenti o elementi rilevanti dalla decisione della Corte territoriale; la Cassazione ha ritenuto necessario il riesame alla luce della pronuncia costituzionale.

  • art. 345 c.p.c.

    Invocato circa l'istruttoria e la formazione della prova; la Cassazione ha disposto il rinvio per un completo riesame probatorio e processuale.

Massime di principio

  • Quando prefabbricati destinati all'emergenza sono stati acquistati con fondi statali ma sono di proprietà comunale al momento della domanda, la legittimazione passiva per una domanda di trasferimento della proprietà spetta al comune‑proprietario, non automaticamente allo Stato.
  • La portata sostanziale di una norma che tutela esigenze abitative post‑sisma va interpretata in modo coerente con la ratio protettiva: discriminazioni basate su differenze formali di atto legislativo (diverso decreto) possono essere dichiarate incostituzionali se producono disparità irragionevoli.
  • I commi procedurali che indicano lo Stato quale soggetto chiamato ad eseguire trasferimenti si applicano solo ove il bene sia effettivamente di proprietà statale; non impediscono che, nel caso di proprietà comunale, l'obbligo di cessione gravi sull'ente proprietario secondo la sua disciplina.
  • Una pronuncia di illegittimità costituzionale richiede il rinvio della causa al giudice di merito per riesame completo alla luce della nuova interpretazione costituzionale.
  • In contenziosi su trasferimenti di proprietà relativi ad alloggi d'emergenza è essenziale documentare con precisione la provenienza dei fondi, il titolo di acquisto e la titolarità attuale della proprietà: questi elementi determinano sia il diritto sostanziale sia la legittimazione a resistere in giudizio.
  • Dal punto di vista processuale, gli attori devono valutare la necessità di litisconsorzio per tutelare interessi plurimi e il convenuto deve essere il soggetto proprietario al momento della domanda; omissioni probatorie o documentali rilevanti possono determinare il rinvio per nuovo esame.

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