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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37098/2023 del 11/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava violazioni processuali con conseguente nullità del giudizio: il giudice di primo grado avrebbe illegittimamente rifiutato di prendere atto del legittimo impedimento dell'imputato derivante da detenzione per altro titolo, impedimento che aveva reso impossibile la sua presenza e la sottoscrizione del programma per la messa alla prova. Si contestava altresì che la Corte d'appello avesse confermato la sentenza di primo grado nonostante tale rifiuto, sostenendo che la detenzione ad altro titolo costituisce legittimo impedimento quando risultante dagli atti e che, informato dell'impedimento, il giudice ha l'onere di differire l'udienza e verificare la sussistenza dell'impedimento stesso. Si osservava inoltre che, pur essendo il processo celebrato con rito abbreviato, ciò non esclude la possibilità di dedurre in appello il carattere ingiustificato del rigetto della sospensione con messa alla prova.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i motivi di ricorso di natura processuale, accertando che la detenzione per altro titolo costituisce legittimo impedimento se risultante dagli atti e che il giudice ha l'onere, una volta informato, di differire l'udienza e verificare l'impedimento. Ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata e disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Salerno, che dovrà valutare in concreto, anche sulla base della documentazione prodotta dalla difesa, se il giudice di primo grado potesse e dovesse sospettare della condizione detentiva dell'imputato al momento dell'udienza e della sottoscrizione del programma di riabilitazione.

Norme richiamate

  • art. 178 cod. proc. pen., lett. c

    Richiamata come principio di nullità processuale collegata a vizi procedurali; la sentenza considera che il rifiuto ingiustificato di prendere atto di un legittimo impedimento integra un vizio rilevante ai fini della nullità.

  • art. 420-ter cod. proc. pen., comma 1

    Stabilisce l'onere del giudice, se informato di un impedimento, di differire l'udienza e verificare la sussistenza dell'impedimento; la Corte ha applicato questa regola ritenendo che la detenzione per altro titolo costituisca legittimo impedimento se risultante dagli atti.

  • art. 464-quater cod. proc. pen., comma settimo

    Richiamato nel contesto della impugnabilità degli atti relativi alla messa alla prova: il tenore dell'articolo non impedisce che, in appello, si deduca il carattere ingiustificato del rigetto della sospensione con messa alla prova, posto che l'ordinanza di rigetto è appellabile unitamente alla sentenza di primo grado.

  • art. 586 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la possibilità di impugnare unitamente alla sentenza i provvedimenti relativi alla messa alla prova; la Corte conferma che il rigetto della messa alla prova può essere dedotto in sede di appello insieme alla sentenza.

Massime di principio

  • La detenzione 'per altro titolo' costituisce legittimo impedimento a comparire in udienza quando tale stato risulti dagli atti: il giudice, informato dell'impedimento, ha l'obbligo di differire l'udienza e verificare la sussistenza dell'impedimento.
  • Il processo celebrato con rito abbreviato non esclude la possibilità, in appello, di dedurre l'illegittimità del rigetto della richiesta di sospensione con messa alla prova: l'ordinanza di rigetto è appellabile unitamente alla sentenza di primo grado.
  • Il mancato rispetto dell'onere di verificare un legittimo impedimento rilevante (es. detenzione documentata) può determinare la nullità del giudizio e l'annullamento della sentenza anche da parte della Corte di Cassazione.
  • La documentazione che attesta lo stato di detenzione, se prodotta tempestivamente e risultante dagli atti, ha efficacia probatoria significativa ai fini della valutazione dell'impedimento.
  • In caso di vizio procedurale rilevante, la Cassazione può annullare senza rinvio e disporre la trasmissione degli atti ad altra Corte d'appello per la prosecuzione del giudizio, demandando a quest'ultima la valutazione concreta delle condizioni che avrebbero dovuto indurre il giudice a differire l'udienza.

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