Sentenza n. 1850/2026 - Napoli, Sezione 8
per l’accertamento della Illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Caserta sull’istanza di accesso agli atti ex artt. 22 e ss. Legge n. 241/1990 presentata dal ricorrente in data 01/04/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio del Comune di Caserta sull’istanza di accesso documentale relativa ai titoli edilizi, alle eventuali sanatorie o condoni e agli atti repressivi concernenti un muro di contenimento realizzato su fondo vicino
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, proprietario di un fabbricato con annesso terreno sito in Caserta, frazione San Leucio, ha presentato al Comune di Caserta un’istanza di accesso documentale ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 241/1990, chiedendo di visionare ed estrarre copia dei titoli edilizi eventualmente rilasciati per la realizzazione di un muro di contenimento sul fondo di proprietari confinanti, nonché delle eventuali istanze e concessioni di sanatoria o condono, degli atti repressivi e di ogni ulteriore documento utile a comprendere la situazione edilizia dell’immobile. A fronte dell’inerzia dell’amministrazione, ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e la condanna del Comune all’ostensione. Il motivo centrale consiste nella sussistenza di un interesse diretto, concreto e attuale all’accesso, derivante dalla vicinitas e dalla posizione differenziata del proprietario rispetto agli interventi edilizi realizzati sull’area limitrofa.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la vicinitas attribuisca al proprietario confinante, o comunque stabilmente collegato alla zona, un interesse diretto, concreto e attuale a conoscere gli atti relativi ai titoli edilizi e agli eventuali procedimenti di sanatoria, condono o repressione riguardanti l’immobile vicino. Tale interesse è distinto da quello richiesto per impugnare direttamente il titolo edilizio: ai fini dell’accesso è sufficiente una posizione qualificata e differenziata, non riconducibile a un controllo generalizzato sull’attività amministrativa. Poiché nel caso concreto la vicinitas era incontestata e il Comune non aveva osteso la documentazione, il Collegio ha accertato il diritto di accesso e ordinato al Comune di consentire la visione e l’estrazione di copia degli atti richiesti entro trenta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento di 1.500 euro di spese di lite, oltre accessori e rifusione del contributo unificato se versato.
Norme richiamate
artt. 22 ss. l. 241/1990
La disciplina dell’accesso documentale richiede la titolarità di un interesse diretto, concreto e attuale, che nel caso di accesso agli atti edilizi può derivare dalla vicinitas e dalla conseguente posizione differenziata del richiedente.
Massime di principio
- Ai fini dell’accesso documentale agli atti edilizi relativi a un immobile vicino, la vicinitas è sufficiente a radicare un interesse diretto, concreto e attuale quando determina una posizione qualificata e differenziata rispetto alla generalità dei consociati.
- L’interesse necessario per accedere agli atti edilizi è distinto dall’interesse richiesto per impugnare il titolo edilizio: per l’accesso non occorre dimostrare la sussistenza di tutte le condizioni dell’azione di annullamento, ma è sufficiente il collegamento stabile e qualificato con l’area interessata.
- Il proprietario confinante, il frontista e, più in generale, chi sia titolare di un stabile collegamento con la zona dell’intervento edilizio può chiedere l’accesso ai titoli abilitativi, alle pratiche di sanatoria o condono e agli atti repressivi, poiché è direttamente interessato al rispetto dei limiti dello ius aedificandi.
- La posizione derivante dalla vicinitas non integra un controllo generalizzato sull’operato dell’amministrazione quando l’istanza è riferita a uno specifico intervento edilizio e ai relativi atti amministrativi.
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