Sentenza n. 946/2026 - Salerno, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Autorizzazione paesaggistica per la realizzazione di un elettrodotto aereo BT di undici pali, con i relativi pareri della Commissione Locale per il Paesaggio, della Soprintendenza e dell'Ente Parco
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni paesaggistiche)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Orria a favore di E-Distribuzione S.p.A. per la costruzione di un elettrodotto aereo BT in località Campolongo, nonché il parere favorevole della Commissione Locale per il Paesaggio, il parere favorevole della Soprintendenza e il parere favorevole formatosi per silenzio dell'Ente Parco. Dopo il rigetto dell'istanza cautelare, il ricorrente ha dichiarato, con memoria depositata prima dell'udienza pubblica, di non avere più interesse alla decisione, rappresentando che la società autorizzata aveva rinunciato alla realizzazione del progetto. Ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, prospettando anche la cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha escluso la cessazione della materia del contendere, perché il venir meno dell'interesse non era dipeso da una determinazione dell'amministrazione che avesse pienamente soddisfatto la pretesa del ricorrente, ma dalla scelta autonoma della controinteressata E-Distribuzione di rinunciare alla realizzazione dell'impianto. Ha invece ritenuto rilevante la dichiarazione espressa del ricorrente di non voler coltivare il ricorso: in applicazione del principio dispositivo, la parte può disporre dell'interesse a ricorrere sino alla trattenuta della causa in decisione e il giudice, non potendo sostituirsi ad essa nella valutazione dell'interesse alla decisione, deve dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere
La cessazione della materia del contendere presuppone la piena soddisfazione della pretesa sostanziale del ricorrente mediante successive determinazioni dell'amministrazione; non ricorre quando il venir meno dell'interesse dipende dalla rinuncia autonoma della controinteressata.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Costituisce la base processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicabili alla definizione del giudizio.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere richiede che, nel corso del giudizio, la pretesa sostanziale del ricorrente sia stata pienamente soddisfatta da successive determinazioni autonome dell'amministrazione, con conseguimento del bene della vita e inutilità della prosecuzione del processo.
- Quando il venir meno dell'interesse alla decisione dipende dalla rinuncia autonoma del controinteressato all'attività autorizzata, e non da un provvedimento amministrativo satisfattivo, non sussistono i presupposti per dichiarare la cessazione della materia del contendere.
- Nel processo amministrativo il ricorrente dispone dell'interesse a ricorrere sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione; la dichiarazione espressa di non voler più coltivare il ricorso impone, in applicazione del principio dispositivo, la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
- In presenza di una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non può procedere d'ufficio alla decisione nel merito né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse alla prosecuzione del giudizio, ferma la necessità di regolare le spese.
Come è indicizzato
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