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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38133/2024 del 17/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la convalida dell'ordinanza del Questore (d.a.spo. con obbligo di presentarsi) deducendo: 1) violazione del termine dilatorio di 48 ore per esaminare gli atti e difendersi, atteso che la convalida è stata adottata alle ore 13:30 del 22/03/2024 mentre la notifica del provvedimento del Questore è avvenuta alle ore 14:00 dello stesso giorno; 2) carenza motivazionale e difetto di istruttoria da parte del G.i.p., poiché nel fascicolo non era disponibile l'informativa di polizia giudiziaria (DIGOS) a fondamento del provvedimento e dunque il giudice non ha potuto valutare compiutamente i fatti indicati dall'autorità di pubblica sicurezza e la pericolosità concreta del soggetto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo sul secondo motivo. Ha dichiarato infondato il primo motivo (la violazione del termine di 48 ore non ha provocato concreto pregiudizio dimostrato dal ricorrente e, secondo l'orientamento, tale inadempimento può configurare una nullità sanabile ai sensi dell'art. 182 c.p.p.). Ha invece accolto la censura relativa alla mancata disponibilità dell'informativa di Pubblica Sicurezza e alla carenza della valutazione dei fatti da parte del G.i.p.: per tale vizio motivazionale ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente all'obbligo di presentazione personale, ha sospeso l'efficacia di tale prescrizione derivante dal provvedimento del Questore del 13/03/2024 e ha rinviato gli atti al Tribunale di Milano - Ufficio G.i.p. per un nuovo giudizio. La cancelleria è stata incaricata di comunicare il dispositivo al Questore.

Norme richiamate

  • art. 6 legge 13 dicembre 1989, n. 401

    La norma impone che, anche quando il Questore dispone divieti e l'obbligo di presentazione personale, il giudice della convalida deve valutare compiutamente i fatti indicati dall'autorità di pubblica sicurezza, verificare la riconducibilità delle condotte e motivare sulla pericolosità concreta e attuale del destinatario; per questa valutazione è necessaria almeno la disponibilità dell'informativa di polizia giudiziaria a fondamento del provvedimento.

  • art. 182 cod. proc. pen.

    L'inosservanza del termine dilatorio (48 ore) configura una nullità generale a regime intermedio che è suscettibile di sanatoria alle condizioni previste dall'art. 182 c.p.p.; pertanto la mancata osservanza del termine non porta automaticamente all'annullamento se l'interessato è stato comunque informato e non dimostra un concreto e specifico pregiudizio derivante dalla violazione.

Massime di principio

  • In presenza di misure di prevenzione con obbligo di presentazione, il giudice della convalida deve avere a disposizione l'informativa di polizia giudiziaria che fonda il provvedimento: la sua assenza può determinare vizio motivazionale e annullamento.
  • La violazione del termine dilatorio di 48 ore non é necessariamente decisiva: se il destinatario è comunque stato notificato e non prova un concreto pregiudizio, la convalida può reggere, posto che la nullità è soggetta a sanatoria secondo art. 182 c.p.p.
  • La motivazione del giudice deve indicare specificamente la riconducibilità delle condotte alle ipotesi di legge e spiegare la valutazione della pericolosità concreta e attuale del destinatario; valutazioni generiche o il mero richiamo al provvedimento del Questore sono insufficienti.
  • Se il vizio riguarda solo una parte della misura (es. l'obbligo di presentazione), la Corte può annullare limitatamente a quella parte e disporre il rinvio per nuovo giudizio, con sospensione parziale dell'efficacia del provvedimento impugnato.
  • In situazioni analoghe, la difesa dovrebbe chiedere espressamente la produzione dell'informativa di P.G. e documentare eventuali pregiudizi concreti derivanti dalla mancata osservanza dei termini processuali.

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