Cassazione Penale, Sentenza n. 38131/2024 del 17/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del decreto del 28/11/2023 con cui il Pubblico Ministero disponeva perquisizione locale, personale e informatica e sequestro probatorio di supporti informatici e documenti presso lo studio professionale e il domicilio del ricorrente; il ricorrente denunciava violazione degli artt. 253 e 355 c.p.p. per omessa motivazione in ordine al fumus commissi delicti, alla pertinenzialita, all'adeguatezza, proporzionalita e gradualita del provvedimento ablativo, e contestava le modalita esecutive della perquisizione e il pregiudizio alla riservatezza dei dati. Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione, deducendo vizio motivazionale e violazione di legge.
La decisione
La Corte dichiara il ricorso inammissibile perche il decreto impugnato e stato emesso dal Pubblico Ministero e non dal giudice; il codice processuale prevede come rimedio il riesame (art. 257 e 324 c.p.p.), mentre il ricorso per cassazione o il ricorso per saltum ex art. 325 comma 2 sono ammessi solo per decreti emessi da un giudice. La Corte ribadisce precedenti (Sez. 2 n. 39148/2019) e respinge la richiesta di conversione o rimessione al tribunale competente: il ricorrente aveva consapevolmente scelto un mezzo inammissibile e non ha chiesto espressamente la riqualificazione dell'impugnazione. Conseguentemente il ricorrente e condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e, in via equitativa, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 252 c.p.p.
Disciplina del sequestro probatorio; la Corte lo richiama come norma che legittima il sequestro di cose ritenute corpo del reato o pertinenti alla condotta delittuosa
art. 253 c.p.p.
Prevede modalita e motivazioni del sequestro probatorio; il ricorrente ne deduceva omessa motivazione, ma la Corte non ha esaminato il merito perche ha ritenuto il ricorso inammissibile per ragioni procedurali
art. 257 c.p.p.
Stabilisce che l'impugnazione del decreto di sequestro probatorio emesso dal Pubblico Ministero avviene tramite riesame; la Corte afferma che questo e l'unico rimedio nei confronti di provvedimenti del PM
art. 324 c.p.p.
Norma sul riesame; la Corte indica il riesame come rimedio previsto per i sequestri probatori disposti dal PM
art. 325, comma 2, c.p.p.
Consente il ricorso per saltum ma solo avverso decreti emessi da un giudice; la Corte sottolinea che non vale per decreti del Pubblico Ministero
art. 311, comma 3, c.p.p.
Citato in relazione alla richiesta del difensore di qualificare diversamente l'impugnazione; la Corte verifica la volonta del ricorrente ma ritiene che non sussistano elementi per convertire l'impugnazione
art. 568, commi 1 e 5, c.p.p.
Principio di tassativita delle impugnazioni e limite alla traslatio iudicii; la Corte applica il principio secondo cui non e possibile trasformare un mezzo non previsto dalla legge in altro rimedio se non ricorre un errore meramente formale sull'etichettatura
art. 355 c.p.p.
Previsione sulla convalida del sequestro da parte del giudice; la Corte ricorda che contro il provvedimento di convalida e contro il decreto del PM il ricorso immediato per cassazione non e ammesso
art. 616 c.p.p.
Norma che disciplina la condanna alle spese in caso di inammissibilita; la Corte condanna il ricorrente alle spese del procedimento secondo questa previsione
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al principio che stabilisce quali provvedimenti siano sempre impugnabili in cassazione (es. quelli che incidono sulla liberta personale), confermando la tassativita degli strumenti di impugnazione
Decreto legge n. 137/2020 art. 23 comma 8
Richiamato in relazione alle conclusioni del Pubblico Ministero; norma procedurale che disciplina modalita di deposito di memorie e conclusioni da parte del PM
Giurisprudenza Sez. 2 n. 39148 del 12/04/2019
Precedente richiamato dalla Corte che afferma che contro il decreto di sequestro probatorio emesso dal PM non e ammesso il ricorso immediato per cassazione; la sentenza e usata come base per l'inammissibilita del ricorso
Sentenza Sezioni Unite n. 16 del 26/11/1997
Interpretazione del principio di traslatio iudicii e dei limiti alla conversione di un'impugnazione proposta con nomen juris errato; la Corte la cita per rigettare la richiesta di trasformazione del ricorso in altro rimedio
Massime di principio
- Il sequestro probatorio disposto dal Pubblico Ministero e impugnabile con il riesame ai sensi degli artt. 257 e 324 c.p.p.; non e percorribile il ricorso per cassazione immediato per tali decreti
- Il ricorso per saltum ex art. 325 comma 2 c.p.p. e ammesso solo contro decreti emessi da un giudice, non contro decreti del Pubblico Ministero
- Se il ricorrente propone deliberatamente un mezzo di impugnazione inammissibile e non chiede espressamente la riqualificazione, il giudice di legittimita non e tenuto a convertire il gravame nella impugnazione corretta
- Le censure relative a carenza motivazionale, pertinenzialita, proporzionalita e lesione della riservatezza vanno sollevate nel procedimento di riesame o dinanzi al giudice competente, non nel ricorso per cassazione se questo risulta inammissibile per ragioni formali
- Prima di proporre impugnazioni in Cassazione e opportuno verificare preliminarmente la qualita del provvedimento impugnato (se emesso dal PM o da un giudice) e il rimedio effettivamente previsto dal codice per evitare inammissibilita e sanzioni
- In caso di perquisizione e sequestro di supporti informatici, il difensore deve curare la trasmissione documentale e chiedere espressamente che siano prodotti gli atti rilevanti in sede di impugnazione alternativa come il riesame
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