Cassazione Civile, Sentenza n. 24295/2023 del 09/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di riconoscimento degli interessi sul rimborso IVA relativo all'anno d'imposta 2007 per periodi (complessivi 848 giorni) esclusi dall'Amministrazione dal calcolo degli interessi a motivo della pendenza di procedimenti verbali di constatazione, della richiesta e mancata immediata produzione di garanzie fideiussorie e dell'esistenza di un procedimento penale collegato ad accertamenti. La banca contestava che tali periodi non dovevano essere esclusi e che l'art. 38-bis DPR 633/1972 non giustificava la sospensione per tutte le ipotesi addotte dall'Ufficio
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Banco BPM. Ha confermato che l'Amministrazione ha correttamente escluso dal calcolo degli interessi i periodi in cui il rimborso era sospeso per carichi pendenti, mancata prestazione di garanzia e per la pendenza di procedimento penale; ha respinto i vari motivi di cassazione (tra cui nullità per omessa pronuncia su eccezione di giudicato, vizio di motivazione, violazione delle norme su sospensione rimborsi e su decorrenza degli interessi). La Corte ha inoltre enunciato principi di diritto: il giudicato nazionale si estende solo se concerne elementi duraturi; l'art. 38-bis sospende ope legis il rimborso e la decorrenza degli interessi in caso di constatazione di reati tributari fino alla definizione del procedimento; la sospensione del rimborso opera anche per la mancata produzione della garanzia fideiussoria e per carichi pendenti e risponde all'esigenza di non gravare l'Amministrazione per ritardi imputabili al creditore; gli strumenti cautelari sono alternativi e non cumulabili con garanzia prestata ai sensi dell'art. 38-bis
Norme richiamate
D.P.R. n. 633 del 1972 - art. 38-bis
comma 1, comma 3 (ora comma 8), comma 4, comma 5
La Corte interpreta l'art. 38-bis nel senso che esso prevede la sospensione ope legis del rimborso e della decorrenza degli interessi quando risultino reati tributari indicati nella norma; inoltre la mancata prestazione della garanzia prevista sospende il rimborso e gli interessi per il periodo imputabile al creditore
D.P.R. n. 633 del 1972 - art. 30
Riferito come base normativa per le istanze di rimborso e per le richieste documentali; la Corte ricorda che l'Ufficio può chiedere documentazione e che il periodo tra richiesta e produzione eccedente i 15 giorni non è computabile agli interessi
D.Lgs. n. 472 del 1997 - art. 23
Prevede la sospensione in caso di notifica di atto di contestazione o di irrogazione di sanzioni; la Corte afferma che non esiste specialità assoluta tra art. 23 e art. 38-bis: gli strumenti sono alternativi e non cumulabili quando l'Amministrazione abbia già ottenuto una garanzia ex art. 38-bis
R.D. n. 2440 del 1923 - art. 69
quinto comma, sesto comma
Ricondotto alla disciplina del 'fermo amministrativo' e alla necessità che atti di modifica di vincoli su crediti siano documentati per atto pubblico o scrittura privata autenticata; la sospensione può derivare anche dall'esistenza di richieste di sospensione/formalità ex art.69
D.P.R. n. 633 del 1972 - art. 57
comma 1 (formulazione in vigore dal 04.07.2006)
Richiamato in relazione ai termini di decadenza dell'attività di accertamento; la Corte osserva che la questione era stata sollevata in primo grado e che la CTR ha debitamente considerato la materia
Direttiva 2006/112/CE (IVA) - artt. 178 e 183
Richiamati in funzione di principio di primazia del diritto unionale e principio di effettività/neutralità dell'IVA; la Corte tiene conto della giurisprudenza UE nello stabilire che la riduzione degli interessi non può essere invocata per circostanze imputabili al contribuente
Codice Civile - art. 1282
Richiamato per distinzione tra interessi moratori (oggetto della controversia) e interessi corrispettivi ai sensi dell'art.1282 c.c., che possono decorre re anche quando il ritardo non è imputabile all'Amministrazione
Legge n. 212 del 2000 - art. 10
Richiamata la regola di collaborazione e buona fede nei rapporti tra P.A. e cittadino come parametro di ragionevolezza nell'impiego di misure cautelari alternative o cumulative
Codice di procedura civile - art. 324
Richiamata in relazione all'eccezione di giudicato esterno; la Corte valuta i limiti dell'estensione del giudicato tra annualità diverse
Codice civile - art. 2909
Richiamato nel contesto dell'efficacia del giudicato (art.2909 c.c.) e dei limiti della sua estensione ad altri periodi d'imposta quando non rilevino elementi durevoli
Massime di principio
- La sospensione del rimborso IVA e della decorrenza degli interessi opera non solo per i reati tributari espressamente richiamati dall'art. 38-bis (operative 'ope legis' fino alla definizione del procedimento), ma anche quando il creditore non presta la garanzia richiesta: in tali casi il ritardo è imputabile al creditore e gli interessi moratori sono esclusi per il periodo di sospensione
- Gli strumenti cautelari a disposizione dell'Amministrazione (art. 38-bis, art. 23 d.lgs. 472/1997, art.69 R.D. 2440/1923) vanno considerati in rapporto di alternatività: non possono essere applicati cumulativamente se uno di essi (es. garanzia ai sensi dell'art.38-bis) è già in vigore, per evitare duplicazione della tutela a carico del contribuente
- Il giudicato nazionale ha efficacia solo rispetto a questioni di diritto o fatti caratterizzati da durevolezza nel tempo; un giudicato su una singola annualità non si estende automaticamente ad altre annualità se gli elementi considerati non sono permanenti
- L'onere di allegazione e di specificità resta a carico del ricorrente: per contestare la motivazione di merito occorre indicare esattamente dove e come la norma invocata sia stata applicata in modo errato; deduzioni nuove in Cassazione non emergenti nei precedenti gradi sono generalmente inammissibili
- Quando l'Amministrazione richiede atti notarili o notifiche tramite ufficiale giudiziario per documentare la reimmissione nella disponibilità di crediti gravati (cessioni, revoche di vincoli), tali richieste sono legittime: la legge richiede forma pubblica o autenticata per atti che incidono sui vincoli su crediti
- Nei casi in cui il ritardo nel rimborso sia imputabile al contribuente (mancata cooperazione, mancata prestazione di garanzia, pendenza di carichi pendenti), la giurisprudenza e la Corte di Giustizia consentono la riduzione o esclusione degli interessi moratori richiesti dal contribuente
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