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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32138/2022 del 31/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per i reati di cui agli artt. 476-482 c.p. in relazione al presunto falso rinnovo della patente; il ricorrente, tramite difensore, deduce la violazione di legge per avere la Corte territoriale qualificato l'atto come atto pubblico anziché come certificato amministrativo

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo non manifestamente infondato alla luce di un orientamento giurisprudenziale recente che qualifica l'etichetta di revisione sulla carta di circolazione come "certificato amministrativo" e non come atto pubblico. Verificata la decorrenza del termine di prescrizione (fatto commesso il 26/11/2013; prescrizione maturata l'11/10/2021 computando i periodi di sospensione), la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione

Norme richiamate

  • Artt. 476-482 c.p.

    Norme relative alla falsità in atti e reati connessi; erano le norme applicate nella condanna per il presunto falso nel rinnovo della patente, la cui applicabilità è stata messa in discussione dalla qualificazione giuridica dell'atto come certificato amministrativo

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 5, Sent. n. 49221 del 04/10/2017

    Precedente richiamato che afferma che l'etichetta di revisione sulla carta di circolazione non ha natura di atto pubblico ma di certificato amministrativo; tale orientamento ha formato la base per ritenere non manifestamente infondato il motivo di ricorso

  • Principio della prescrizione del reato

    La Corte ha applicato il principio in base al calcolo dei termini (fatto del 26/11/2013 e prescrizione maturata l'11/10/2021 includendo sospensioni), dichiarando estinto il reato per intervenuta prescrizione e annullando la sentenza senza rinvio

Massime di principio

  • In controversie su falsità documentale occorre anzitutto qualificare giuridicamente il documento (atto pubblico vs certificato amministrativo); la qualificazione è decisiva per individuare la fattispecie penale applicabile
  • La giurisprudenza della Cassazione può mutare l'inquadramento di specifici documenti: bisogna verificare i precedenti più recenti e aderire all'orientamento attuale invocabile in sede di impugnazione
  • Quando la qualificazione del documento rende dubbia l'applicazione delle norme sulla falsità in atto pubblico, il ricorso del difensore non è necessariamente manifestamente infondato e può legittimare un esame di merito da parte della Corte di legittimità
  • Controllare sempre i termini di prescrizione e gli eventuali periodi di sospensione: anche un profilo procedurale come la prescrizione può determinare l'annullamento della sentenza senza rinvio
  • In casi analoghi la difesa dovrebbe: (a) contestare la natura giuridica del documento con richiamo a precedenti recenti; (b) calcolare con precisione i termini di prescrizione e le sospensioni; (c) proporre motivi processuali e sostanziali alternativi qualora la qualificazione del documento sia incerta

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