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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6999/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catania che aveva rigettato l'istanza di dissequestro di un immobile (categoria h4) intestato alla moglie del ricorrente e sottoposto a sequestro preventivo in relazione ai reati indicati (art. 416 e 512-bis c.p.). Il ricorrente deduceva errata interpretazione e applicazione dell'art. 240-bis c.p., lamentando una valutazione sommaria dei documenti prodotti (presunta non autenticità e incongruenza), il travisamento del calcolo delle vincite SNAI che avrebbero giustificato l'acquisto, la mancata considerazione dell'assenza di profili di illiceità anteriori al 2016 rispetto all'acquisto del bene (gennaio 2014), nonché la mancata valutazione delle capacità economiche pregresse (dal 2012) e delle modalità favorevoli di pagamento comprovate da dichiarazioni del venditore. Inoltre sosteneva che la prova di congruità poteva basarsi anche su redditi non dichiarati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, ritenendo che il ricorrente non avesse titolo alla restituzione dell'immobile essendo lo stesso formalmente intestato alla moglie. La Corte ha richiamato precedenti giurisprudenziali secondo cui, nelle misure patrimoniali, l'impugnazione è inammissibile quando il ricorrente abbia una posizione processuale meramente adesiva rispetto al formale intestatario; soltanto l'apparente intestatario può vantare il diritto alla restituzione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Il ricorrente ne lamentava errata applicazione; la Corte ha comunque ritenuto applicabile per analogia il principio secondo cui, nelle misure patrimoniali, l'interesse all'impugnazione è esclusivo del formale intestatario quando l'impugnante abbia una posizione meramente adesiva.

  • art. 416 cod. pen.

    Norma riferita nel provvedimento quale delitto in relazione al quale è stato eseguito il sequestro preventivo; la contestazione del reato ha inciso sulla misura cautelare patrimoniale.

  • art. 512-bis cod. pen.

    Altro reato addebitato a fondamento del sequestro preventivo; indicato nel provvedimento come fatto rilevante ai fini della misura.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 6, n. 48274/2015; Sez. 5, n. 6208/2010)

    Principio consolidato secondo cui è inammissibile l'impugnazione dell'interessato che occupi una posizione meramente adesiva rispetto al formale intestatario; solo il formale intestatario ha legittimazione a chiedere la restituzione del bene.

Massime di principio

  • Se il bene sequestrato è formalmente intestato a un terzo (es. coniuge), il soggetto che non è il formale intestatario può risultare privo di interesse a impugnare le misure patrimoniali: rischia l'inammissibilità per difetto di titolo alla restituzione.
  • Nelle istanze di dissequestro è essenziale provare il titolo di proprietà o un diritto diretto sul bene; la mera produzione di documenti non autenticati o valutati come incongrui può non essere sufficiente.
  • La relazione temporale tra l'acquisto del bene e la commissione dei reati è un elemento significativo: occorre documentare chiaramente che il fatto produttivo del bene sia anteriore e non collegabile alla condotta illecita oggetto dell'indagine.
  • La prova della legittimità delle disponibilità usate per l'acquisto può comprendere redditi non formalmente dichiarati, ma tali elementi devono essere forniti con evidenze solide e, se necessario, anticipate e integrate su richiesta del giudice.
  • Se il ricorrente teme l'inammissibilità per difetto di interesse, la via più sicura è che la richiesta di dissequestro sia promossa dal formale intestatario o che venga contestualmente dimostrato il diritto soggettivo del ricorrente sul bene (es. comunione, trasferimento antecedente, delega).
  • In caso di rigetto per inammissibilità, il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie; pertanto è importante valutare preventivamente la legittimazione ad impugnare prima di proporre ricorso.

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