Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28402/2022 del 19/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Napoli n. 3398/21 che aveva dichiarato estinto per prescrizione il delitto di abuso d'ufficio (capo A) e aveva confermato la responsabilità di De Vita per peculato (capo C) con rideterminazione della pena. Bobbio ha dedotto plurime censure (violazione del principio di corrispondenza tra imputazione e sentenza, genericità del capo d'imputazione, vizi di motivazione, nonché la tesi che la condotta non sia più reato alla luce della novella del 2020 che ha limitato l'ambito dell'art. 323 c.p.). De Vita ha dedotto, tra l'altro, l'incompetenza territoriale del Tribunale di Castellammare per il delitto di peculato (sostenendo che il profitto si è concretizzato a Roma), la nullità del decreto di rinvio per il peculato, la mancata corrispondenza tra imputazione e sentenza sull'abuso d'ufficio, e numerose doglianze in ordine alla qualificazione giuridica della condotta, alla mancanza di disponibilità materiale/giuridica del denaro e all'insussistenza del dolo o del concorso richiesto per il reato di peculato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati nei termini esposti. Sul capo A (abuso d'ufficio) la Cassazione ha accolto la tesi secondo cui, alla luce della legge n. 120/2020 (d.l. 76/2020 conv.), non è più punibile l'abuso d'ufficio fondato esclusivamente sulla violazione di norme regolamentari o di norme generali e astratte che non stabiliscano regole di condotta specifiche; pertanto la sentenza impugnata va annullata senza rinvio con riferimento alla dichiarazione di estinzione per prescrizione e alle correlate statuizioni civili (effetto estensivo anche per De Vita). Sul capo C (peculato) la Corte ha evidenziato gravi contraddizioni logico-giuridiche: la decisione di primo grado aveva qualificato De Vita come collaboratore esterno (extraneus) e aveva individuato responsabilità concorrente con il dirigente comunale Battinelli; la Corte d'appello ha invece assolto Battinelli perché il fatto non costituisce reato (mancanza dolo) ma ha comunque confermato la condanna di De Vita, senza spiegare in che modo l'extraneus possa essere ritenuto responsabile ove l'eventuale pubblico ufficiale titolare della disponibilità del denaro sia stato prosciolto. Per tali profili la Cassazione ha disposto il rinvio degli atti a altra sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio sul delitto di peculato (inclusa valutazione delle questioni di competenza territoriale e qualificazione giuridica della condotta).

Norme richiamate

  • art. 323 cod. pen. (abuso d'ufficio)

    La Cassazione ha ritenuto che la modifica normativa operata dalla legge n. 120/2020 ha ristretto l'ambito applicativo dell'art. 323 c.p., escludendo la rilevanza penale delle violazioni di norme regolamentari o di norme generali ed astratte dal cui ambito non emergano regole di condotta specifiche; conseguentemente fatti contestati sulla base di tali violazioni non possono più integrare il reato di abuso d'ufficio.

  • legge n. 120 del 2020 (d.l. 76/2020 conv.)

    La novella ha operato una parziale abolitio criminis per comportamenti fondati su violazioni di norme regolamentari o generiche: il giudice penale non deve valutare come reato mere discrezionalità amministrative o violazioni di norme astratte non imperative.

  • art. 7, comma 6 d.lgs. 165/2001

    Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, ...

    La norma disciplina i presupposti per il conferimento di incarichi esterni e la Corte ha rilevato che l'imputazione faceva riferimento a tale previsione; tuttavia la sussistenza di una violazione di questa norma deve essere valutata alla luce della ristretta nozione di illecito prevista dalla novella del 2020.

  • art. 78 TUEL

    "il comportamento degli amministratori, nell'esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all'imparzialità e al principio di buona amministrazione..."

    La Corte d'appello aveva richiamato questa norma come parametro di legittimità amministrativa; la Cassazione osserva però che il mero richiamo a principi costituzionali o regolamentari non è più sufficiente a fondare penalmente l'art. 323 c.p. dopo la riforma.

  • art. 97 Cost.

    La Corte ha sottolineato che il richiamo all'art. 97 Cost. quale parametro di illecito penale non è più decisivo se la condotta si limita a violare un principio generale/astratto; dopo la riforma occorre richiamare norme che impongano regole di condotta specifiche.

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    Il delitto è reato proprio del pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che si appropria di denaro pubblico; la Corte ha richiamato la necessità che venga chiarita la qualità soggettiva degli imputati e il rapporto causale tra condotte degli extranei e l'evento (appropriazione), specie quando uno dei pubblici ufficiali coinvolti è stato assolto.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata nel dibattito sulla prevalenza della declaratoria di non punibilità per fatto non previsto dalla legge (art. 192 c.p.p.) e sui suoi rapporti con la declaratoria di estinzione per prescrizione; la Corte si è soffermata sull'effetto estensivo della pronuncia di annullamento in relazione all'art. 587 c.p.p.

  • art. 587 cod. proc. pen.

    La sentenza della Cassazione ha esteso gli effetti dell'annullamento senza rinvio ai coimputati nei limiti previsti dall'art. 587 c.p.p., ossia per le parti della decisione che erano inscindibilmente collegate.

Massime di principio

  • Dopo la legge n. 120/2020 (d.l. 76/2020 conv.) l'art. 323 c.p. non può essere applicato per fatti consistenti solo nella violazione di norme regolamentari o di principi generali/astratti: per integrare l'abuso d'ufficio oggi è necessario violare regole di condotta specifiche ed espresse.
  • Il richiamo a principi costituzionali o a norme regolamentari (es. art. 97 Cost., art. 78 TUEL) non è, da solo, sufficiente a fondare penalmente l'abuso d'ufficio se la condotta ricade nella sfera della discrezionalità amministrativa non disciplinata da regole specifiche.
  • Nelle ipotesi di peculato, la responsabilità penale richiede una chiara qualifica soggettiva: il reato è proprio del pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio. Se il pubblico ufficiale titolare della disponibilità del denaro è assolto per mancanza di dolo, la condanna di un soggetto estraneo richiede una convincente ricostruzione di un autonomo titolo di reato (es. induzione in errore comprovata, truffa, altro titolo) e non può essere data per scontata.
  • La competenza territoriale per reati come il peculato può dipendere dal momento e dal luogo in cui si è concretizzato il profitto o la disponibilità delle somme: va valutata in base al concreto fatto materiale (luogo di accredito/possesso), non solo al luogo di emissione di mandati.
  • In appello e in cassazione, se la Corte di merito assolve un concorrente pubblico che aveva la disponibilità giuridica del denaro, il giudice superiore richiederà una spiegazione rigorosa su come l'extraneus possa comunque essere ritenuto responsabile; in mancanza di tale spiegazione la materia dovrà essere rimessa per nuovo esame.
  • Le statuizioni civili (risarcitorie o di rifusione spese) collegate a parti della sentenza annullate penalmente possono essere cancellate se l'annullamento è disposto senza rinvio per quella parte; occorre verificare gli effetti ai sensi delle norme processuali (es. art. 578 e 587 c.p.p.).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.