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Ordinanza

Ordinanza n. 59/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600068

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell'istanza di nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il cittadino straniero, unitamente al legale rappresentante della società agricola presso cui avrebbe dovuto svolgere l'attività lavorativa, ha impugnato il provvedimento prefettizio di rigetto dell'istanza di nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno da motivi di lavoro stagionale a lavoro subordinato. Il diniego era motivato dall'insufficienza del reddito del datore di lavoro riferito all'anno 2023, dall'impossibilità di verificare il reddito relativo al 2024 perché non ancora presente nella banca dati dell'Agenzia delle entrate e dall'incompletezza del contratto di soggiorno, nel quale non risultavano indicati, tra l'altro, il CCNL applicato, la mansione, il livello di inquadramento e i mesi di assunzione. I ricorrenti hanno dedotto, in particolare, il difetto di motivazione quanto alla valutazione del requisito reddituale e l'illegittimità del rigetto fondato sulle incompletezze del contratto di soggiorno, assumendo che i dati omessi fossero comunque ricavabili dalla documentazione ufficiale acquisita al procedimento.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris. Ha ravvisato un difetto motivazionale in ordine al requisito reddituale, poiché dal provvedimento non era possibile comprendere se il reddito fosse stato valutato con riferimento alla ditta individuale oppure alla società semplice, né quali documenti fossero stati esaminati. Ha inoltre ritenuto che le incompletezze del contratto di soggiorno non sembrassero sufficienti a giustificare il rigetto quando i dati mancanti fossero comunque esplicitati nella documentazione ufficiale presente agli atti del procedimento. L'istanza cautelare è stata quindi accolta ai fini del riesame: la Prefettura deve riesaminare la domanda e adottare un nuovo provvedimento debitamente motivato, specificando il soggetto rispetto al quale è valutato il requisito reddituale, la documentazione utilizzata e i dati contabili ricavati. Il nuovo provvedimento, eventualmente corredato da relazione illustrativa, deve essere depositato entro il 15 aprile 2026. L'efficacia dell'atto impugnato è stata sospesa fino all'udienza camerale fissata per il 27 maggio 2026. Le spese sono state riservate alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare è stata concessa, in presenza di fumus boni iuris e di profili di danno, mediante sospensione dell'efficacia dell'atto e ordine all'amministrazione di procedere al riesame.

Massime di principio

  • Un provvedimento di rigetto fondato sull'insufficienza del requisito reddituale è illegittimamente motivato quando non consente di comprendere quale soggetto sia stato assunto come datore di lavoro ai fini della verifica del reddito, né quali documenti e dati contabili siano stati concretamente esaminati.
  • Quando un'istanza amministrativa presenta omissioni o incompletezze meramente formali, il rigetto non è giustificato se i dati mancanti risultano comunque ricavabili dalla documentazione ufficiale acquisita nel procedimento.
  • Nel riesame disposto in sede cautelare, l'amministrazione deve adottare un nuovo provvedimento specificamente motivato sui profili indicati dal giudice, dando conto del soggetto considerato, della documentazione utilizzata e dei dati posti a fondamento della determinazione.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaMotivazione del provvedimentoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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