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Ordinanza

Ordinanza n. 76/2026 - Ancona, Sezione 1

Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: per l’annullamento e declaratoria di illegittimità del silenzio formatosi sull’istanza della parte ricorrente del 30/9/2019 al Comune di Tolentino volta a verificare e a sanzionare l’attività di decollo e di atterraggio degli aeromobili e di volo nella zona in questione, in quanto del tutto illegittima, abusiva ed illecita. e per l’accertamento e la declaratoria ex art. 31 comma 1 c.p.a. dell’obbligo del Comune di Tolentino di concludere il procedimento con l’adozione di un provvedimento espresso prevedendo fin d’ora, in difetto la nomina di un Commissario ad acta che provveda in luogo dell’Amministrazione. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da SOCIETÀ AGRICOLA IL POLLENZA SRL il 11\3\2020 per l’annullamento previa sospensiva - della nota prot. 33530 del 30/12/2019 a firma del Responsabile P.O. Area Pianificazione Edilizia Privata del Comune di Tolentino avente ad oggetto: “Risposta dell’Ufficio in relazione alla nota del 30/9/2019 a firma dell’Avv. Andrea Galvani” - del verbale di sopralluogo del 16/12/2019 e del 26/11/2019 (non conosciuto), - per quanto occorrer possa della Circolare della Regione Marche n. 2 del 27/4/95 Nonché di ogni atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa201900505

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull’istanza del 30 settembre 2019 e, con motivi aggiunti, nota comunale di risposta del 30 dicembre 2019 e verbali di sopralluogo

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Le imprese ricorrenti hanno chiesto l’annullamento e la declaratoria di illegittimità del silenzio formatosi sull’istanza rivolta al Comune di Tolentino per verificare e sanzionare l’attività di decollo, atterraggio e volo di aeromobili nella zona, ritenuta illegittima, abusiva e illecita. È stato inoltre chiesto l’accertamento, ai sensi dell’art. 31, comma 1, c.p.a., dell’obbligo del Comune di concludere il procedimento con un provvedimento espresso, con eventuale nomina di un commissario ad acta. Con motivi aggiunti, una delle società ricorrenti ha impugnato, previa sospensione, la nota comunale del 30 dicembre 2019, il verbale di sopralluogo del 16 dicembre 2019, il verbale del 26 novembre 2019 non conosciuto e, per quanto occorresse, la circolare della Regione Marche n. 2 del 27 aprile 1995, oltre agli atti presupposti, connessi e conseguenti. Dal testo non risultano ancora esaminati nel merito i singoli vizi dedotti contro tali atti.

La decisione

Il TAR non ha definito la domanda principale né adottato una decisione cautelare o di merito. Rilevata la dichiarazione della parte ricorrente circa la permanenza dell’interesse alla decisione, ha disposto incombenti istruttori ai sensi dell’art. 46, comma 2, c.p.a., ordinando all’amministrazione intimata di depositare al più presto una relazione dettagliata e aggiornata sulla vicenda oggetto del contenzioso, nonché ogni altro atto o documento ritenuto utile ai fini del giudizio. L’ordinanza deve essere comunicata dalla segreteria. Non è stata adottata alcuna statuizione sulle spese né è stato nominato il commissario ad acta.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 1, c.p.a.

    La parte ricorrente richiama la disposizione per chiedere l’accertamento dell’obbligo del Comune di concludere il procedimento con un provvedimento espresso e la previsione della nomina di un commissario ad acta in caso di inerzia.

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    La disposizione è posta a fondamento dell’ordine istruttorio rivolto all’amministrazione, consistente nel deposito di una relazione dettagliata e aggiornata sulla vicenda e degli atti o documenti utili al giudizio.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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