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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13952/2022 del 12/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso sentenza di patteggiamento del 28.10.2021 con due motivi: 1) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche nonostante l'incensuratezza, l'ammissione del fatto e l'opzione per il patteggiamento; 2) confisca del denaro sottoposto a sequestro senza prova che costituisse profitto dell'attività di spaccio e senza motivazione specifica, trattandosi di confisca facoltativa.

La decisione

Il ricorso è stato accolto parzialmente. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile: la contestazione della mancata concessione delle generiche attiene alla congruità della pena (profili discrezionali) non sindacabili in cassazione ai sensi dell'art. 448 comma 2-bis c.p.p. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: la confisca disposta dal Tribunale non è stata motivata in relazione al nesso eziologico tra il denaro e il reato (la detenzione a fini di spaccio, non la cessione) e, inoltre, non può applicarsi la confisca per sproporzione richiamando l'art. 85-bis DPR 309/1990 che esclude l'art. 240-bis per i reati qualificati dall'art. 73, comma 5. Per tale ragione la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla disposizione di confisca e ha rinviato al Tribunale di Trani per integrare la motivazione e riesaminare la misura patrimoniale, restando impregiudicata la pena principale.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale, art. 444

    Disciplina del patteggiamento: il giudice ratifica l'accordo delle parti dopo un vaglio limitato; la motivazione può essere sintetica e il giudice è esonerato da motivazione sui punti non controversi

  • D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 (Testo Unico stupefacenti), art. 73, comma 5

    art. 73, comma 5 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Qualifica della fattispecie come detenzione per fini di spaccio; tale qualificazione ha effetti sull'applicabilità di specifiche discipline in materia di confisca

  • Codice di procedura penale, art. 448 comma 2-bis

    art. 448 comma 2-bis cod. proc. pen.

    Limita tassativamente i motivi di ricorso in cassazione avverso le sentenze di patteggiamento, consentendo il sindacato solo per vizi che concernono l'illegalità della pena (es. pena non corrispondente al tipo o alla quantità prevista)

  • D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 85-bis

    art. 85-bis d.P.R. 309/1990

    Esclude l'operatività dell'art. 240-bis c.p. (confisca per sproporzione) quando il fatto è qualificato ai sensi dell'art. 73, comma 5, pertanto impedisce di utilizzare la confisca per sproporzione per tali reati

  • Codice penale, art. 240 (secondo comma)

    art. 240 secondo comma cod. pen.

    Individua la confisca obbligatoria per taluni casi; fuori da questa fattispecie, la confisca patrimoniale richiede una motivazione che dimostri il nesso tra bene e reato

  • Codice penale, art. 240-bis

    Prevede la confisca per sproporzione (per sproporzione tra patrimonio e redditi leciti), ma la sua operatività è esclusa per le fattispecie richiamate dall'art. 85-bis DPR 309/1990

  • Codice di procedura penale, art. 129

    Il giudice deve accertare l'assenza di cause di non punibilità prima di ratificare l'accordo di patteggiamento

  • Sezioni Unite, sent. n. 21368 del 26/09/2019

    Chiarimento secondo cui l'illegalità della pena prevista nell'art. 448 comma 2-bis si estende anche alle misure di sicurezza e alle misure patrimoniali applicate d'ufficio, rendendole impugnabili in cassazione

  • Cassazione penale, Sez. 6, n. 55852 del 17/10/2017 (Lanzi)

    Distinzione tra detenzione a fini di spaccio e cessione: la presenza di denaro non costituisce automaticamente profitto del reato se il fatto contestato è la detenzione e non la cessione

  • Cassazione penale, Sez. 3, n. 7074 del 23/01/2013 (Lagrini)

    Conferma che per ritenere un bene profitto del reato occorre un collegamento oggettivo e non meramente occasionale con l'attività illecita

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso il patteggiamento è molto limitato: è ammissibile principalmente quando si allega l'illegalità della pena e non quando si discute la mera congruità o valutazione discrezionale (es. mancato riconoscimento delle attenuanti generiche).
  • Se la confisca patrimoniale non è obbligatoria per legge, il giudice deve motivare specificamente il nesso eziologico tra il bene e il reato; l'assenza di motivazione sulla confisca ne legittima l'annullamento parziale della sentenza.
  • Per i reati qualificati dall'art. 73, comma 5 DPR 309/1990 (detenzione a fini di spaccio) non è possibile ricorrere alla confisca per sproporzione prevista dall'art. 240-bis c.p., per cui non si può presumere automaticamente che somme trovate siano profitto dell'attività illecita.
  • Quando la confisca è disposta d'ufficio e non è oggetto dell'accordo tra le parti, essa può essere oggetto di controllo in Cassazione ai sensi della giurisprudenza delle Sezioni Unite; quindi il difensore dovrebbe impugnare specificamente la misura patrimoniale se carente di motivazione.
  • In situazioni analoghe, il giudice di merito chiamato a disporre o a confermare una confisca deve: (a) valutare le giustificazioni addotte dall'imputato, (b) spiegare perché risultino inattendibili se le rifiuta, e (c) dimostrare il collegamento strumentale tra i beni e l'attività illecita.

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