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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2205/2025 del 17/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso non manifestamente infondato e ha verificato che il termine di prescrizione del reato (commesso il 28/12/2015) è spirato il 19/03/2024, periodo pari a sette anni e sei mesi tenendo conto dell'interruzione e dell'assenza di sospensioni (artt. 157 e 161 c.p.). Per tale ragione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per prescrizione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la conferma di condanna per il delitto previsto dall'art. 483 c.p.; il motivo principale dedotto era la violazione di norme penali sostanziali e processuali e il vizio di motivazione in relazione al rigetto dell'istanza di applicazione delle pene sostitutive (alla luce della recente disciplina novellata dal d.lgs. n.150/2022). Il ricorso è stato articolato in un unico motivo nei limiti dell'art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 483 cod. pen.

    Norma che individua il delitto per cui l'imputato è stato condannato; è il capo di imputazione originario rispetto al quale si è poi valutata la prescrizione.

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    Riferimento alla recente riforma delle pene sostitutive, rilevante per la valutazione dell'istanza di applicazione di pene alternative; la Corte ha tenuto conto del mutato quadro normativo nel valutare la fondatezza del ricorso.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata a limitare l'ambito di enunciazione del motivo di ricorso in cassazione; il ricorso è stato ammesso nei limiti consentiti da tale disposizione.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sulla prescrizione del reato; utilizzata per calcolare la durata della prescrizione tenendo conto dell'interruzione.

  • art. 161 cod. pen.

    Norma relativa agli effetti dell'interruzione della prescrizione e alla mancata rilevazione di sospensioni, utilizzata per determinare l'effettiva scadenza del termine prescrizionale.

  • Sez. 2, n. 8794 del 14/02/2024 (Pesce)

    Giurisprudenza di riferimento richiamata dalla difesa che riguarda l'interpretazione applicativa della riforma sulle pene sostitutive; la Corte ha considerato utile il richiamo alla giurisprudenza recente nell'esame del ricorso.

Massime di principio

  • Se, prima della decisione della Cassazione, è spirato il termine di prescrizione del reato, il giudice di legittimità deve annullare la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato.
  • La riforma delle pene sostitutive (d.lgs. n.150/2022) può essere rilevante per la valutazione delle istanze di applicazione di pene alternative; le decisioni di merito devono motivare adeguatamente il rigetto alla luce del nuovo quadro normativo.
  • Nel calcolo della prescrizione è fondamentale considerare interruzioni e sospensioni: l'interruzione sospende il decorso ma non la sospensione, e la mancata constatazione di sospensioni può accelerare lo spirare della prescrizione.
  • Un ricorso non manifesta infondatezza quando solleva questioni attinenti a norme recentemente novellate o a orientamenti giurisprudenziali non consolidati: in tali casi la Corte di Cassazione può approfondire e, se ricorre prescrizione, pronunciarsi con annullamento senza rinvio.
  • In situazioni analoghe è utile che la difesa contesti sia la legittimità dell'applicazione della pena sia la motivazione del rigetto di misure alternative, e verifichi tempestivamente il decorso dei termini prescrizionali per chiedere l'intervento del giudice quando la prescrizione sia prossima.

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