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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22601/2026 del 18/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto tre motivi: (1) vizio di applicazione della norma penale in relazione all'art. 341-bis c.p. e carenza di motivazione, deducendo che mancava prova certa della presenza di più persone in grado di udire le espressioni offensive; (2) errata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto), vizio di motivazione e travisamento per omissione: la Corte territoriale avrebbe escluso la particolare tenuità o rilevanza della condotta susseguente senza valutare documenti prodotti in appello, tra cui una missiva di scuse e offerta di risarcimento inviata via PEC ai pubblici ufficiali; (3) vizio di motivazione e travisamento della prova nel bilanciamento tra circostanze attenuanti generiche e recidiva, per non aver valutato i medesimi documenti e gli elementi sopravvenuti utili a far prevalere le attenuanti.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il primo motivo infondato, confermando che era provata la presenza di più persone e la concreta possibilità che le frasi fossero percepite (criterio applicato per la configurabilità dell'oltraggio ex art. 341-bis c.p.). I secondi due motivi, invece, sono stati ritenuti fondati: la Corte territoriale non ha valutato i documenti prodotti dall'imputato (in particolare la lettera di scuse e l'offerta di risarcimento inviata via PEC), elementi potenzialmente rilevanti ai fini dell'applicazione dell'art. 131-bis c.p. e del giudizio di bilanciamento delle circostanze. Per tale omissione la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato ad altra Sezione della Corte d'appello di Torino, che dovrà riesaminare la possibile applicazione dell'art. 131-bis e, ove dovesse confermarsi la condanna, effettuare un nuovo bilanciamento tenendo espressamente conto della condotta susseguente al reato e della documentazione allegata alle conclusioni scritte.

Norme richiamate

  • art. 341-bis cod. pen.

    La Corte ricorda che per l'integrazione del reato di oltraggio a pubblico ufficiale è sufficiente che le espressioni offensive possano essere udite dai presenti: la mera potenzialità di essere percepite è idonea a integrare l'aggravio psicologico verso il pubblico ufficiale

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può tener conto anche della condotta susseguente al reato; la valutazione della condotta posteriore è rilevante sia per l'applicazione dell'art. 131-bis sia nel bilanciamento tra circostanze eterogenee

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata a proposito dei limiti di sintesi del ricorso in cassazione (articolazione e sintesi dei motivi), richiamata per la riduzione della esposizione dei motivi nel testo

  • art. 23-bis, comma 4, legge n. 176/2020

    Richiamata in relazione alle conclusioni scritte depositate dall'imputato in appello; la Corte segnala che la documentazione allegata a quelle conclusioni può essere rilevante e doveva essere valutata dai giudici di merito

  • art. 69 cod. pen.

    Norma sul giudizio di bilanciamento tra circostanze eterogenee; la Corte indica che la condotta susseguente al reato può influire sulla valutazione della prevalenza o equivalenza delle circostanze

  • decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, art. 1, comma 1, lett. c)

    Modifica il dettato dell'art. 131-bis cod. pen. attribuendo rilievo anche alla "condotta susseguente il reato", ovvero agli atti compiuti dopo il fatto che possono influenzare l'applicazione della particolare tenuità

  • Sez. 6, n. 19010 del 28/03/2017 (Trombetta)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata per confermare il principio secondo cui è sufficiente la potenzialità di percezione delle offese da parte dei presenti per integrare l'oltraggio a pubblico ufficiale

  • Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro)

    Principio secondo cui la Corte di cassazione, in presenza di un vizio di motivazione per travisamento o omissione, può essere giudice anche del fatto e accedere all'esame diretto degli atti processuali

Massime di principio

  • Per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341-bis c.p.) è sufficiente che le espressioni offensive siano potenzialmente percepibili dai presenti; non serve la prova che effettivamente tutte le persone abbiano udito le frasi
  • Se il difensore produce in appello documenti relativi alla condotta susseguente al reato (es. scuse, risarcimento, atti di riparazione), i giudici di merito devono valutarli concretamente e motivare l'eventuale disvalore attribuito a tali elementi; l'omessa valutazione configurabile come travisamento per omissione và sanata dalla cassazione
  • La condotta successiva al fatto è rilevante sia ai fini dell'applicazione dell'art. 131-bis (particolare tenuità) sia ai fini del bilanciamento tra attenuanti e circostanze aggravanti/recidiva; va sempre documentata e portata in decisione quando rivendicata
  • In sede di bilanciamento tra circostanze eterogenee il giudice di merito esprime un giudizio di sintesi non sempre tenuto a sviscerare ogni motivazione in dettaglio, ma non può semplicemente ignorare documenti o elementi prodotti dalle parti che siano potenzialmente decisivi
  • Quando si chiede l'applicazione dell'art. 131-bis, è utile allegare e far registrare documentazione che attesti resipiscenza o riparazione (comunicazioni, versamenti, atti formali) e assicurarsi che la loro ricezione e valutazione risultino nel processo

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