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Sentenza

Sentenza del 09/12/2022 n. 3808 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria

- accertamento - Decadenza - Onere della prova

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto che incombe sul contribuente l'onere di provare la maturazione della decadenza del potere di accertamento. Poiché il ricorrente non ha fornito prove sufficienti a dimostrare il decorso del termine o l'inefficacia dell'atto dell'Amministrazione, il motivo di ricorso è stato respinto e l'atto impositivo è stato confermato.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente deduceva la decadenza del potere di accertamento dell'Amministrazione, ossia che l'atto impositivo fosse stato emanato oltre i termini previsti e quindi inefficace. La questione centrale era chi dovesse provare la maturazione della decadenza.

Massime di principio

  • L'onere probatorio circa la decadenza del potere di accertamento grava sul contribuente che la invoca: spetta a lui dimostrare elementi certi da cui risulti che i termini per l'accertamento sono decorso senza che l'Amministrazione abbia legittimamente esercitato il proprio potere.
  • La mera allegazione generica della scadenza dei termini non è sufficiente: sono necessari documenti o elementi di prova (es. notifiche, atti amministrativi, controdeduzioni, date certe) che consentano di stabilire il momento iniziale e conclusivo del termine prescrizionale/decadenziale.
  • In caso di assenza di prova fornita dal contribuente, il giudice tende a ritenere valido l'atto impositivo e a respingere la dedotta decadenza; pertanto il privato deve organizzare adeguata produzione documentale già in primo grado.
  • Quando si contesta la decadenza è utile provare non solo il decorso del tempo, ma anche l'assenza di atti interruttivi o sospensivi posti in essere dall'Amministrazione che possano avere fatto decorrere nuovamente o sospeso il termine.
  • Nel valutare la prova il giudice esamina la documentazione temporale (date di notifiche, registri, segnature) e ogni altro elemento che dia certezza sul momento in cui l'Amministrazione avrebbe potuto o dovuto esercitare il potere di accertamento.

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