Sentenza n. 192/2026 - Torino, Sezione 3
per l'annullamento per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del decreto del Presidente della Giunta regionale del 15 marzo 2022, n. 15, avente ad oggetto: “Legge regionale 30/1982, articolo 2, comma 2, Ulteriori misure di regolamentazione delle attività venatorie e di controllo faunistico della specie cinghiale per l'eradicazione della peste suina africana. Integrazione decreto del Presidente della giunta regionale 22 gennaio 2022, n. 7”. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati in data 27 maggio 2022: - della deliberazione della Giunta regionale del 18 marzo 2022, n. 29-4792 che prevede l'abbattimento di decine di migliaia di cinghiali, pubblicato in BURP n. 12 del 24.3.2022. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati in data 28 giugno 2022: - della deliberazione della Giunta Regionale dell'8 aprile 2022, n. 25-4874.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso e i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dalle ricorrenti e della mancata opposizione delle parti resistenti. Non è stata quindi esaminata la legittimità degli atti regionali impugnati né sono stati decisi i motivi dedotti. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
Atto impugnato: decreto del Presidente della Giunta regionale e deliberazioni della Giunta regionale concernenti la regolamentazione delle attività venatorie e il controllo faunistico del cinghiale per l'eradicazione della peste suina africana, inclusi gli abbattimenti programmati
Esito
Favorevole al resistente (regione e ambiti venatori)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le associazioni ricorrenti hanno impugnato, con il ricorso introduttivo e successivi motivi aggiunti, il decreto del Presidente della Giunta regionale del 15 marzo 2022, n. 15, nonché le deliberazioni della Giunta regionale del 18 marzo 2022, n. 29-4792, e dell'8 aprile 2022, n. 25-4874, contestando le misure regionali di regolamentazione delle attività venatorie e di controllo faunistico della specie cinghiale, comprese le previsioni di abbattimento, adottate nell'ambito delle misure di contrasto alla peste suina africana. Nel corso del giudizio, le ricorrenti hanno dichiarato il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione di merito e hanno chiesto la compensazione delle spese. La Regione Piemonte e l'Ambito Territoriale di Caccia Novara 2 Sesia non si sono opposti alla declaratoria di improcedibilità.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nell'intestazione processuale in relazione alla trattazione della causa; il testo non attribuisce a tale disposizione una specifica incidenza sulla decisione.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione e le amministrazioni resistenti non si oppongono, il giudice amministrativo dichiara improcedibili il ricorso e gli eventuali motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame nel merito dei vizi dedotti contro gli atti impugnati.
- In caso di sopravvenuta carenza di interesse riconosciuta dal giudice, le spese possono essere compensate tra le parti quando ciò sia richiesto dal ricorrente e non vi sia opposizione delle parti resistenti.
Come è indicizzato
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