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Sentenza

Sentenza n. 9927/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento del provvedimento del 17 novembre 2022, notificato il 21.11.2022, con il quale il Questore della Provincia di Roma oppone divieto allo svolgimento della manifestazione da svolgersi dalle ore 10,00 alle ore 13,00 in Roma Piazza Montecitorio, tra Via della Colonna Antonina e l'Obelisco, come preavvisato con atto depositato il 15 novembre 2022 al Questore di Roma; -di ogni altro atto presupposto, conseguente e/o comunque connesso, e tra questi, la direttiva prefettizia del 12.11.2021, la direttiva prefettizia del 13 aprile 2022, l'atto dal quale risalutano le decisioni del Comitato Provinciale dell'ordine e la sicurezza pubblica nella riunione effettuata presso la locale prefettura il 16 novembre 2022 (non conosciuto dai ricorrenti) e di ogni altro ulteriore atto conseguente, comunque connesso e/o dipendente, anche non conosciuto dai ricorrenti.

Giustizia amministrativa202214511

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: divieto del Questore di Roma allo svolgimento di una manifestazione in Piazza Montecitorio, nonché degli atti presupposti e connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La parte ricorrente aveva impugnato il provvedimento del Questore di Roma del 17 novembre 2022, notificato il 21 novembre 2022, con cui era stato vietato lo svolgimento di una manifestazione preavvisata per il 15 novembre 2022 e prevista in Roma, Piazza Montecitorio, dalle ore 10:00 alle ore 13:00. Erano stati inoltre impugnati gli atti presupposti e connessi, tra cui direttive prefettizie e gli atti relativi alle determinazioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. L'amministrazione si era costituita chiedendo il rigetto del ricorso. Prima dell'udienza di decisione, con dichiarazione dell'11 maggio 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito la legittimità del divieto e degli atti connessi. Il Collegio ha rilevato che, in applicazione del principio della domanda, il processo amministrativo resta nella disponibilità della parte che lo ha instaurato e che il giudice non può pronunciarsi sul merito quando, prima della decisione, il ricorrente dichiari in modo univoco di non avere più interesse alla pronuncia di annullamento. La dichiarazione ha quindi precluso l'esame della controversia. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura in rito della decisione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Prevede la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento insieme alle disposizioni applicate al rito della decisione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato con riferimento all'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, il ricorrente può disporre dell'interesse alla decisione: una dichiarazione univoca di sopravvenuta carenza di interesse, resa prima della spedizione della causa in decisione, impedisce al giudice di esaminare il merito della domanda di annullamento.
  • Quando il ricorrente dichiara prima della decisione di non avere più interesse alla pronuncia, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esame della legittimità degli atti impugnati.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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