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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22128/2022 del 07/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava il rigetto dell'istanza di riesame avverso il sequestro preventivo diretto disposto dal G.I.P. nei confronti della New Edy s.r.l. (e, in via subordinata, per equivalente nei confronti di Savignano). I motivi principali erano: 1) carenza o apparenza della motivazione in ordine al fumus commissi delicti; 2) errata qualificazione delle condotte come truffa aggravata ai danni dello Stato invece che come reati tributari (art. 8 d.lgs. 74/2000) e conseguente vizio di identificazione del fumus; 3) illegittimità del sequestro diretto delle somme trovate sui conti societari senza accertare la loro origine e pertinenzialità rispetto al reato (soprattutto per somme accreditate successivamente alla presunta commissione dei reati); 4) censura sulla confisca e sulla mancata considerazione del ravvedimento operoso dell'IVA per il 2018 da parte della società.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. In particolare: a) è stata ritenuta inammissibile la parte del ricorso proposta nell'interesse della società New Edy s.r.l. per mancanza di procura speciale a favore dei difensori; b) per la restante parte, la Corte ha ritenuto mancanti i presupposti di ammissibilità (difetto di interesse concreto dell'indagato rispetto al provvedimento reale) e, comunque, manifestamente infondate le censure sul merito. La Corte ha richiamato l'orientamento di legittimità (anche Sezioni Unite) secondo cui il denaro, per la sua natura fungibile, può essere oggetto di confisca diretta quale profitto del reato, senza che la prova dell'origine lecita della specifica somma osti alla misura. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e a versare in favore della cassa delle ammende la somma di Euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamata dalla difesa per censurare la motivazione dell'ordinanza; la Corte però considera che le doglianze erano in gran parte di natura argomentativa e non integravano motivazione mancante ai fini di cassazione.

  • art. 640 cod. pen. (comma 2, n.1) e art. 640-quater cod. pen.

    Richiamati dal Tribunale come fattispecie cui ricondurre le condotte (truffa aggravata), mentre la difesa sosteneva che le condotte fossero riconducibili a reati tributari; la Corte non ha ritenuto fondata la ricostruzione alternativa del ricorrente in sede di legittimità.

  • art. 640-bis, art. 648-bis e art. 648-ter cod. pen.

    Richiamati nel provvedimento impugnato come parte dell'assetto probatorio; la Corte ha ritenuto congrua la motivazione che collega le risultanze agli elementi costitutivi delle fattispecie indicate.

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Norma sul concorso nel reato tributario; la difesa sosteneva che le contestazioni dovessero ricondursi a questa norma (specialità rispetto alla truffa), ma la Cassazione ha ritenuto che tale censura configurasse un contrasto argomentativo non sindacabile in sede di legittimità nel modo proposto.

  • art. 9 d.lgs. n. 74/2000

    Norma che prevede la non punibilità di chi si avvale di fatture per operazioni inesistenti in certe ipotesi; la difesa ne invocava l'applicazione per Savignano, ma la Corte non ha accolto tale prospettazione in questa sede.

  • art. 13 d.lgs. n. 74/2000

    Citata dalla difesa in relazione al ravvedimento operoso per l'IVA 2018; la Corte ha ritenuto che il pagamento successivo non escluda automaticamente la possibilità del sequestro/confisca diretta del denaro, alla luce della giurisprudenza sulla natura fungibile del denaro.

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Richiamato per affermare che i soggetti con interesse meramente civilistico (la società) devono stare in giudizio con difensore munito di procura speciale; l'assenza di tale procura ha determinato l'inammissibilità della parte del ricorso promossa per la società.

  • art. 83 cod. proc. civ. (richiamato per analogia)

    Usato come termine di paragone per la necessità della procura speciale nei confronti di soggetti non direttamente imputati.

  • art. 182, comma 2, cod. proc. civ. (richiamato e disatteso)

    La Corte ha escluso che la possibilità di sanare la rappresentanza prevista da tale norma civile possa trovare applicazione nel procedimento penale incidentale relativo alla revoca di una misura cautelare reale.

  • Sez. U, Sentenza n. 42415 del 27/05/2021 (decisione di legittimità)

    Sez. U, Sentenza n. 42415 del 27/05/2021, dep. 18/11/2021

    Richiamata per affermare il principio che il denaro, per la sua natura fungibile, può subire confisca diretta come profitto del reato anche se è fornita prova della sua apparente origine lecita; tale orientamento ha sorretto l'accoglimento dell'operatività del sequestro diretto.

Massime di principio

  • Per impugnare provvedimenti che incidono sui diritti patrimoniali di una società è obbligatorio essere muniti di procura speciale: la mancanza comporta inammissibilità della parte di ricorso promossa per la società.
  • In sede di Cassazione il sindacato sui provvedimenti cautelari è limitato: si verifica la legittimità e la congruità motivazionale, ma non è ammissibile una rinnovata valutazione del materiale probatorio o una risistemazione fattuale delle emergenze probatorie.
  • Il denaro è considerato bene "fungibile": secondo la giurisprudenza di legittimità, la confisca diretta può riguardare somme rinvenute nel patrimonio dell'autore del reato senza che la mera allegazione della provenienza lecita della specifica somma costituisca ostacolo automatico alla misura.
  • L'interesse concreto ad impugnare è requisito essenziale: l'indagato deve dimostrare che il provvedimento reale ha avuto concreta esecuzione o incide effettivamente sul suo patrimonio (es. blocco conto, sequestro eseguito), altrimenti manca legittimazione a proporre impugnazione per inesistente interesse.
  • Il pagamento successivo di imposte (es. ravvedimento operoso) non garantisce automaticamente l'immunità dal sequestro/confisca in relazione alla regola della fungibilità del denaro; è necessario agire tempestivamente e valorizzare tutte le istanze cautelari nei gradi opportuni.
  • Nel fare censure sulla tipizzazione del reato (truffa vs reati tributari) attenzione: questioni di qualificazione giuridica basate su rivalutazioni probatorie spesso non sono efficacemente sindacabili in cassazione se configurano ricostruzioni alternative dei fatti.

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