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Sentenza

Sentenza n. 412/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - dell'informazione antimafia interdittiva della Prefettura di Lecce prot. n. -OMISSIS- del 6.11.2020, notificata in data 10.11.2020; - di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale e, in particolare di tutti gli atti istruttori, di estremi e contenuti sconosciuti, posti alla base del provvedimento interdittivo impugnato, tra i quali le informative rese dalle Forze dell'Ordine nel corso dell'istruttoria, degli atti di indagine e accertamenti del Gruppo interforze, nonché del parere del Gruppo Interforze del 09.10.2020.

Giustizia amministrativa202100037

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: informazione antimafia interdittiva della Prefettura di Lecce, nonché gli atti istruttori presupposti e connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l'informazione antimafia interdittiva adottata dalla Prefettura di Lecce il 6 novembre 2020, chiedendo l'annullamento anche degli atti istruttori, delle informative delle Forze dell'Ordine, degli accertamenti del Gruppo interforze e del relativo parere. Prima della decisione nel merito, con atto depositato l'8 gennaio 2026, la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione della controversia e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese. Il testo non riporta l'illustrazione dei motivi di illegittimità originariamente dedotti contro l'interdittiva.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione univoca della ricorrente. La decisione è stata adottata in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare nel merito la legittimità dell'informazione antimafia e degli atti presupposti. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione dell'esito del giudizio e della particolarità delle questioni sottostanti; è stata fatta salva la refusione del contributo unificato, se versato.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa, insieme agli artt. 5 e 6 del regolamento generale sulla protezione dei dati, per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quali presupposti per la tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara univocamente la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, in applicazione del principio dispositivo e dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame nel merito dei vizi dedotti contro il provvedimento impugnato.
  • La particolarità delle questioni sottostanti e l'esito processuale possono giustificare la compensazione integrale delle spese di lite, ferma la refusione del contributo unificato se versato.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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