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Ordinanza

Ordinanza n. 1336/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202602315

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro la disciplina del payback per i dispositivi medici

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha appellato la sentenza del TAR Lazio n. 22651/2025 e ha chiesto, in via incidentale, la sospensione della sua efficacia. La controversia riguarda la disciplina legislativa del cosiddetto payback per i dispositivi medici. L’appellante ha prospettato ulteriori questioni di legittimità costituzionale, ha invocato la normativa dell’Unione europea ritenendola ostativa alla disciplina nazionale e ha contestato anche profili relativi alla giurisdizione sugli atti regionali. Le amministrazioni statali si sono costituite; le altre amministrazioni e la società controinteressata non si sono costituite.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare. Ha rilevato che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 140 del 2024, ha già affermato la legittimità costituzionale della disciplina del payback per i dispositivi medici, ritenendo conforme alla Costituzione un intervento legislativo sopravvenuto fondato su un ragionevole bilanciamento tra autonomia contrattuale pubblica e privata, continuità dei servizi sanitari e salvaguardia degli interessi finanziari della finanza pubblica. Le ulteriori questioni di costituzionalità potranno essere esaminate nel merito, ma nella fase cautelare non è stato ravvisato un periculum tale da giustificare la disapplicazione della legge. A un sommario esame, la normativa europea invocata dall’appellante non è apparsa pertinente alla fattispecie. Anche le censure ulteriori, inclusa quella sulla giurisdizione relativa ai singoli atti regionali, sono state riservate alla fase di merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate; l’udienza di merito è stata fissata al 24 settembre 2026. È stata inoltre autorizzata la notificazione per pubblici proclami secondo le modalità già seguite in primo grado.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda cautelare proposta in appello.

  • disciplina legislativa del payback per i dispositivi medici

    La disciplina è stata ritenuta, allo stato cautelare e alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 140 del 2024, non disapplicabile in assenza di un periculum qualificato.

Massime di principio

  • La già intervenuta affermazione della legittimità costituzionale della disciplina del payback per i dispositivi medici costituisce un elemento contrario alla sospensione cautelare degli effetti della disciplina, pur non impedendo l’esame nel merito di ulteriori questioni di costituzionalità.
  • In sede cautelare, la disapplicazione della legge non può essere giustificata dalla sola prospettazione di questioni di costituzionalità o di incompatibilità con il diritto dell’Unione europea: occorre un periculum in mora concreto e qualificato.
  • La non pertinenza, rilevata a un sommario esame, della normativa dell’Unione europea invocata dalla parte appellante è sufficiente a escluderne l’incidenza nella fase cautelare, ferma la possibilità di un approfondimento nel giudizio di merito.
  • Le questioni relative alla giurisdizione sugli atti regionali possono essere riservate alla fase di merito quando non risultino immediatamente decisive ai fini della tutela cautelare.

Come è indicizzato

MaterieAccreditamento e convenzionamentoTutela cautelare
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareQuestione di legittimità costituzionalePrimato del diritto UE e disapplicazioneRiparto di giurisdizione

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