Cassazione Civile, Ordinanza n. 25991/2022 del 02/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
La controversia riguarda l'impugnazione, da parte della cooperativa contribuente, di un avviso di accertamento catastale con cui l'Ufficio aveva rettificato la categoria catastale, attribuendo all'unità immobiliare sita in Sciacca la categoria C/2 in esito a una variazione DOCFA. La CTP aveva dichiarato inammissibile il ricorso di primo grado per asserita tardività; la CTR, invece, ha ritenuto tempestiva l'impugnazione e, nel merito, ha accolto l'appello della contribuente, valorizzando una perizia giurata di parte che descriveva l'immobile come inscindibile dalla struttura destinata alla vendita di carburanti e olii per natanti, urbanisticamente situato su area portuale e demaniale con vincolo di destinazione, e quindi non classificabile in categoria C/2. L'Agenzia delle Entrate ricorre in cassazione deducendo, con un unico motivo, violazione e falsa applicazione degli artt. 6 e 61 del d.P.R. n. 1142/1949, assumendo che la CTR abbia deciso sulla base di una perizia di parte infondata e in contrasto con le norme sul classamento catastale.
La decisione
La Corte ha ritenuto inammissibile il motivo di ricorso perché, sotto l'apparente denuncia di violazione di legge, esso mirava in realtà a ottenere una rivalutazione del merito e degli accertamenti di fatto compiuti dal giudice di appello. Ha ritenuto corretta la decisione della CTR, che aveva applicato le regole sul riparto dell'onere della prova e aveva fondato il proprio convincimento su elementi fattuali congruamente motivati, senza inversione dell'onere probatorio. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato l'Agenzia delle Entrate alle spese di lite. Non è stata applicata la previsione sul raddoppio del contributo unificato per la soccombenza dell'amministrazione difesa dall'Avvocatura dello Stato.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
Il vizio di violazione di legge non può essere utilizzato per sollecitare una nuova ricognizione della fattispecie concreta o una rivalutazione del merito.
art. 6 d.P.R. n. 1142/1949
Richiamato dall'Ufficio in tema di classamento catastale; la Corte nega che la sua violazione sia stata effettivamente dimostrata.
art. 61 d.P.R. n. 1142/1949
Le unità immobiliari urbane vanno classate in base alla destinazione ordinaria e alle caratteristiche che incidono sul classamento.
art. 4 d.P.R. n. 1142/1949
Le operazioni catastali includono qualificazione, classificazione, formazione delle tariffe, accertamento e classamento.
art. 7 d.P.R. n. 1142/1949
La classificazione serve a suddividere ogni categoria in classi in base ai diversi gradi di capacità di reddito.
art. 9 d.P.R. n. 1142/1949
Il quadro di qualificazione e classificazione indica categorie, classi e unità tipo della zona censuaria.
art. 75, comma 1, d.P.R. n. 1142/1949
I reclami sulla categoria e classe devono indicare immobili comparabili della stessa zona censuaria.
art. 53 Cost.
La facoltà del proprietario di chiedere una diversa classificazione catastale trova fondamento nel principio di capacità contributiva.
art. 2697 c.c.
La Corte richiama il corretto riparto dell'onere della prova: la violazione si ha solo se il giudice lo inverte.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
La Corte esclude l'applicazione del raddoppio del contributo unificato per l'amministrazione soccombente difesa dall'Avvocatura dello Stato.
art. 5 c.p.c.
(richiamato nel testo come art. n. 5 c.p.c., probabilmente in riferimento al vizio motivazionale)
La censura non può essere trasformata in una contestazione di merito attraverso il vizio di motivazione.
Massime di principio
- Nel contenzioso sul classamento catastale, il giudice di merito può fondare la decisione anche su una perizia di parte, purché la motivazione sia congrua e l'accertamento fattuale non sia contestato in modo rituale.
- La violazione delle regole sul riparto dell'onere della prova sussiste solo quando il giudice attribuisce la prova di un fatto a una parte diversa da quella su cui grava; non è sufficiente dolersi della valutazione delle prove effettuata dal giudice di merito.
- In sede di legittimità, la deduzione di violazione di legge non consente di ottenere una nuova valutazione degli elementi istruttori o una diversa ricostruzione della fattispecie concreta.
- Nel classamento catastale, il contribuente può ottenere la revisione della categoria o della rendita quando dimostri che la classificazione attribuita non corrisponde alla reale destinazione ordinaria e alle caratteristiche dell'immobile.
- La rendita catastale ha efficacia riflessa e pluriennale, non costitutiva di obbligazioni fiscali in senso diretto; perciò l'ordinamento ammette istanze di variazione e rettifica e riconosce all'Ufficio il potere di rettificare la proposta del contribuente.
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