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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 761/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza del 08/06/2021 del G.I.P. che aveva applicato la pena su richiesta delle parti per i reati di detenzione e cessione di cocaina; dedotte due censure: (1) violazione dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. per presunta errata qualificazione giuridica relativa a un'aggravante collegata al quantitativo di stupefacente (si sostiene errore materiale nella imputazione e mancata precisazione se si trattasse dell'ipotesi di primo o secondo comma); (2) violazione della stessa disposizione per omissione di statuizione sulla restituzione della chiave dell'autovettura in cui è stato rinvenuto lo stupefacente

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata: dalla descrizione del fatto nel capo di imputazione risultava contestata l'aggravante in relazione al quantitativo e, nel rito di applicazione della pena concordata, la censura sull'erronea qualificazione è ammessa solo se la qualificazione in sentenza è palesemente eccentrica rispetto al capo di imputazione; inoltre l'aggravante era stata esclusa dalle parti e dal giudice, quindi carenza d'interesse. Il secondo motivo è stato ritenuto inammissibile per aspecificità di formulazione e perché la restituzione della chiave può essere richiesta con autonoma istanza davanti all'autorità competente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e all'obbligo di versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Nel rito di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) limita l'impugnabilità in cassazione: l'erronea qualificazione del fatto può essere censurata solo se la qualificazione contenuta nella sentenza risulta immediatamente e manifestamente eccentrica rispetto al capo di imputazione

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    Norma sulla determinazione della pena per il concorso di circostanze; qui richiamata come riferimento alla contestazione di aggravanti/quantitativi nello specifico reato di stupefacenti

  • art. 73 e art. 80, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norme del Testo unico sulle sostanze stupefacenti in relazione alla detenzione e cessione di cocaina e alle eventuali aggravanti connessi ai quantitativi

  • artt. 444 ss. cod. proc. pen.

    Disposizioni sul procedimento di applicazione della pena su richiesta delle parti; la sentenza è influenzata dall'accordo tra le parti e ciò incide sui limiti di impugnazione

Massime di principio

  • Nel patteggiamento (applicazione della pena su richiesta delle parti) la Corte di cassazione ammette censure sull'erronea qualificazione solo se la qualificazione in sentenza è palesemente e immediatamente eccentrica rispetto al capo di imputazione; censure che richiedono un'evidenza immediata saranno dichiarate inammissibili
  • Se un'aggravante è contestata nel capo di imputazione ma poi esclusa dalle parti e dal giudice nell'accordo, il ricorrente può essere privo di interesse a impugnare quella qualificazione
  • Questioni relative alla restituzione di cose sequestrate (es. chiavi, oggetti mobili) possono essere risolte con una autonoma istanza di restituzione davanti all'autorità giudiziaria competente e non costituiscono in genere motivo adeguato per la cassazione se formulate in modo aspecifico
  • Motivi formulati in modo generico o aspecifico saranno dichiarati inammissibili: occorre precisione nella indicazione della violazione di norma e nel nesso con il contenuto della sentenza impugnata
  • Il ricorso in cassazione inammissibile può comportare la condanna alle spese processuali e l'applicazione di una somma a titolo di ammenda; valutare il rischio economico prima di proporre impugnazioni prive di adeguata base

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