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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31405/2024 del 31/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I due imputati hanno impugnato la sentenza di appello che confermava le condanne pronunciate in abbreviato: erano stati ritenuti responsabili, nell'ambito dell'attività della societa AZETA CED, di aver formato e utilizzato documentazione contraffatta per numerose pratiche di rilascio/ rinnovo di permessi di soggiorno (con relativo concorso in più delitti di falso e reati connessi) e, per una pratica specifica (capo 9, parte offesa Said Joudali), anche del reato di truffa. Con cinque motivi i ricorrenti hanno dedotto carenza e illogicità della motivazione per presunto travisamento del fatto e della prova e hanno contestato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha richiamato il principio per cui il sindacato di legittimità non può rimettere in discussione l'attendibilità intrinseca delle prove né sostituirsi al giudice di merito in una diversa lettura del compendio probatorio, potendo verificare solo la logicità, la congruenza e la correttezza giuridica della motivazione. Ha ritenuto che la motivazione della Corte territoriale, integrata con quella del giudice di primo grado, dia adeguata e congrua risposta alle censure, che non risultano fondate né configurano un travisamento della prova. Quanto alle attenuanti generiche, il rigetto è stato ritenuto motivato: la Corte di merito ha adeguatamente spiegato l'esercizio del potere discrezionale ai sensi degli artt. 132 e 133 c.p., richiamando il numero dei reati, violazioni di misure cautelari, assenza di resipiscenza e precedenti penali. Conseguentemente le condanne (Zannini: 3 anni e 6 mesi; Kannousse: 3 anni e 4 mesi) sono state confermate; i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, che saranno liquidate dalla Corte d'appello.

Norme richiamate

  • art. 477 cod. pen.

    Norma richiamata in relazione ai delitti di falso: la Corte l'ha usata come parametro per la qualificazione degli illeciti connessi alla formazione e all'utilizzo di documenti contraffatti.

  • art. 482 cod. pen.

    Richiamato in combinazione con altri articoli sul falso: considerato parte del quadro normativo applicato ai reati di falsificazione documentale.

  • art. 48 cod. pen.

    Rinvio ai criteri di concorso di persone nel reato; utilizzato nella ricostruzione della responsabilità concorrente degli imputati.

  • art. 476 cod. pen.

    Richiamato nel quadro dei reati relativi a documenti amministrativi falsi o alterati impiegati per permessi di soggiorno.

  • art. 56 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla partecipazione a reato e alla punibilità a titolo di concorso nei singoli episodi.

  • art. 640 cod. pen.

    Norma relativa al reato di truffa, applicata al capo relativo alla pratica di Joudali.

  • art. 5, comma 8-bis, D.lvo 286/1998

    Richiamato per le specifiche violazioni in materia di immigrazione e rilascio/rinnovo permessi di soggiorno: utilizzato nella qualificazione degli illeciti amministrativi/connessi.

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Principio centrale: delimita l'oggetto del sindacato di legittimità alla motivazione e stabilisce i limiti entro i quali è deducibile il vizio di motivazione (incluso il travisamento della prova), impedendo la rinnovata valutazione del compendio probatorio da parte della Cassazione.

  • art. 132 cod. pen.

    Richiamato in tema di determinazione della pena: la Corte di merito ha motivato la misura in conformità al principio di proporzionalità.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato congiuntamente all'art. 132 per l'esercizio del potere discrezionale nella determinazione della pena e la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Citato in relazione alle circostanze attenuanti specifiche: la sussistenza o esclusione è valutazione di merito che la Cassazione non rivede se la motivazione è congrua.

  • art. 8, comma 1, legge n. 46/2006

    Riferimento legislativo che ha ampliato l'ambito della deducibilità del vizio di motivazione anche ad "altri atti del processo"; la Corte precisa però che ciò non muta la natura limitata del sindacato di legittimità.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione controlla la correttezza formale, logica e giuridica della motivazione, ma non può riconsiderare l'attendibilità intrinseca delle prove né sostituirsi al giudice di merito nella ricostruzione fattuale.
  • Il "travisamento della prova" è configurabile solo se la motivazione contiene errori revocatori (omissione, invenzione o falsificazione di atti) tali da disarticolare l'intero ragionamento probatorio; semplici letture alternative dell'istruttoria non sono sufficienti.
  • Per dedurre il travisamento di un atto processuale occorre allegare l'atto stesso (o trascriverne integralmente il contenuto) e dimostrare che esso sia decisivo rispetto alla motivazione impugnata.
  • La valutazione sulla concessione o esclusione delle circostanze attenuanti generiche è esercizio discrezionale del giudice di merito; se la motivazione è congrua e non contraddittoria la Cassazione non la sindaca.
  • Il ricorrente non può utilizzare i motivi di cassazione per chiedere alla Corte la riformulazione di una diversa ricostruzione probatoria: la giurisprudenza afferma confini netti tra sindacato di legittimità e rivalutazione del merito.

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