Cassazione Civile, Sentenza n. 5422/2021 del 26/02/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Carmela Napolitano aveva promosso causa contro la Regione Campania per il risarcimento dei danni subiti dal suo fondo a seguito delle esondazioni dell'alveo Ponteca (6 novembre e 15 dicembre 2011). La Regione aveva chiamato in causa il Consorzio di bonifica; il Consorzio aveva a sua volta chiamato la compagnia assicurativa. In primo grado il TRAP aveva accolto in parte la domanda, condannando Regione e Consorzio al risarcimento. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, in appello, ha confermato in gran parte la responsabilita' del Consorzio ai sensi dell'art. 2051 c.c., ha ritenuto che il canale Ponteca rientri nel bacino dei Regi Lagni incluso nel comprensorio di bonifica Volturno-Garigliano (per cui non era necessario un atto formale di consegna da parte della Regione) e ha accolto la domanda di manleva del Consorzio verso la societa' assicurativa. Il Consorzio ha impugnato in Cassazione articolando sei motivi (vizi di forma dell'atto introduttivo, carenza di legittimazione passiva, natura demaniale del corso d'acqua e necessita' di formale consegna, insussistenza o quantificazione del danno, carattere eccezionale degli eventi atmosferici, omesso esame di fatti decisivi).
La decisione
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha rigettato il ricorso del Consorzio. Ha ritenuto inammissibile o infondati vari motivi: il primo motivo (vizi formali dell'atto introduttivo) e' stato dichiarato inammissibile per carenza di specificita'; altri motivi che impugnavano la qualificazione del canale (naturale vs artificiale) sono stati considerati questioni di fatto non sindacabili in questa sede, posto che il Tribunale aveva accertato non contestata la natura artificiale e l'inclusione nei Regi Lagni e nel comprensorio di bonifica. La Corte ha confermato la responsabilita' del Consorzio per la custodia e manutenzione del canale in base alla legge regionale Campania n.4/2003 e alla ricostruzione legislativa che include i Regi Lagni nel comprensorio Volturno-Garigliano; ha altresi' ritenuto legittima la liquidazione equitativa del danno da parte del giudice di merito e coerente la valutazione sulla non eccezionalita' degli eventi meteorici (tempo di ritorno circa 25 anni). Il ricorso e' stato quindi rigettato; il Consorzio e' condannato alle spese processuali e agli oneri di contributo unificato prevedibili.
Norme richiamate
Legge Regionale Campania n. 4/2003
art. 2 (commi 1 e 3), art. 12 (comma 3), art. 33 (comma 2 lett. a)
La LR ha definito le opere di bonifica attribuite ai consorzi e ha previsto che solo le opere dichiarate di preminente interesse regionale dal Presidente della Giunta sono escluse dalla competenza dei Consorzi; l'inclusione dei Regi Lagni nel comprensorio Volturno-Garigliano attribuisce al Consorzio competenze di manutenzione anche senza atto formale di consegna.
R.D. 13/2/1933 n. 215
Regolamento storico sulla classificazione delle opere di bonifica e sulle funzioni dei consorzi: conferma che i consorzi provvedono all'esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere di bonifica; e' richiamato per interpretare l'ambito di competenza e l'assegnazione di funzioni ai consorzi.
R.D. 25/7/1904 n. 523
norme sulla classificazione delle opere idrauliche
Richiamato come riferimento storico per il riparto di competenze in materia di opere idrauliche; utile a valutare se una opera sia di competenza statale/regionale o consortile.
Codice Civile
Disciplina la responsabilita' per cose in custodia: il custode (qui il Consorzio, se titolare della manutenzione) puo' rispondere dei danni anche in mancanza di colpa, salvo caso fortuito; la Corte ha ritenuto sussistente la responsabilita' ex art. 2051 per mancata manutenzione.
Codice di Procedura Civile
art. 163 nn. 3 e 4; art. 164; art. 200 T.U. acque pubbliche richiamato nel testo; artt. 366 e 369 (oneri di specificazione in cassazione); art. 360 (motivi di cassazione)
Art.163 e 164 riferiti alla forma e integrazione dell'atto introduttivo; la Corte ha valutato la doglianza come questione di fatto o come carente di specificita' e ha dichiarato inammissibile la censura. Le regole processuali sulle impugnazioni del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche limitano il sindacato della Cassazione a specifiche ipotesi previste dall'art.200 del T.U.
D.Lgs. n. 152/2006
Richiamato tra le norme valutate nel ricorso ma non centrale per il decisum; funzioni ambientali e vincoli possono concorrere alla qualificazione del corso d'acqua, ma la decisione si e' fondata soprattutto su legge regionale e quadro di bonifica.
D.P.R. 115/2002
art. 13 e art. 13 comma 1 quater
Norme sul contributo unificato processuale: la Corte ha disposto l'obbligo per il ricorrente del pagamento dell'aggiuntivo contributo unificato dovuto per i ricorsi notificati dopo il 30/1/2013.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi)
Richiami giurisprudenziali (Sez. Un.) sul limite del sindacato di legittimita' rispetto alla valutazione dei fatti, sulla natura del vizio di motivazione e sui requisiti per riconoscere l'eccezionalita' di un evento atmosferico ai fini dell'esimente da responsabilita' per custodia.
Massime di principio
- La qualifica della responsabilita' per danni da esondazione dipende sia dalla natura concreta del corso d'acqua sia dalle norme regionali che attribuiscono funzioni ai consorzi: l'inclusione di un alveo nel comprensorio di bonifica puo' trasferire funzioni di manutenzione al consorzio anche in assenza di un formale atto di consegna.
- In Cassazione non e' possibile ottenere la riconsiderazione libera delle risultanze di fatto: le contestazioni circa la natura dell'opera o l'inclusione nel comprensorio sono, di regola, questioni di merito sindacabili solo per vizio di motivazione e non per il merito della valutazione probatoria.
- Per escludere la responsabilita' del custode con riferimento all'art. 2051 c.c. e' necessario provare che l'evento naturale sia oggettivamente imprevedibile ed eccezionale; tale accertamento richiede dati pluviometrici e valutazioni tecniche (tempo di ritorno). Un tempo di ritorno di circa 25 anni non e' necessariamente considerato eccezionale.
- La liquidazione equitativa del danno e' legittima quando la quantificazione puntuale risulti impossibile o particolarmente difficile; il giudice deve motivare i criteri adottati e valorizzare le prove acquisite per evitare censure di arbitrarieta'.
- Le eccezioni processuali relative alla forma dell'atto introduttivo e alla specificazione del petitum richiedono specificita' in cassazione: la mancata indicazione puntuale degli atti e delle parti di processo e' motivo di inammissibilita' delle censure per carenza di specificazione documentale.
- In sede di responsabilita' amministrativa per opere idrauliche e di bonifica, e' fondamentale consultare la normativa regionale di riferimento e i piani/elenchi di comprensorio: la disciplina regionale puo' determinare l'attribuzione primaria di compiti di manutenzione e, quindi, la titolarita' della custodia.
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