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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17216/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per il reato di dichiarazione infedele (art. 4 d.lgs. 74/2000) dedotta in unico motivo e con prospettazione di questione di legittimità costituzionale: si lamenta la mancata concessione della circostanza attenuante di cui all'art. 62, n. 6 c.p. nella prima parte, in quanto l'integrale riparazione del danno è stata effettuata mediante pagamento rateizzato con definitivo adempimento programmato dopo il giudizio; si deduce contrasto con l'art. 3 Cost. per irragionevole disparità tra soggetti con diverse condizioni patrimoniali. Si censura inoltre la mancata motivazione da parte della Corte d'appello circa la rilevanza della riparazione frazionata ai fini attenuanti (art. 62, n. 6, seconda parte).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale verso art. 62, n. 6, prima parte, c.p., richiamando consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale e della Cassazione che richiede l'integrale riparazione del danno prima dell'apertura del giudizio per l'applicazione dell'attenuante. Ha inoltre escluso l'applicabilità dell'attenuante dell'attivo ravvedimento (art. 62, n. 6, seconda parte) al reato fiscale contestato, in quanto si tratta di reato che offende il patrimonio dell'Amministrazione finanziaria; ha infine ritenuto infondate le doglianze sulla mancata risposta del giudice di merito, richiamando principi sulle impugnazioni e sulla rimessione delle questioni di diritto alla Cassazione. Conseguentemente il rigetto del ricorso è stato disposto e la sentenza di merito confermata.

Norme richiamate

  • art. 4 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    disposizione relativa al reato di dichiarazione infedele

    Norma che descrive il reato contestato: la condotta offensiva colpisce il patrimonio dell'Amministrazione finanziaria e perciò le attenuanti caratteristiche dell'attivo ravvedimento non sono applicabili

  • art. 62, n. 6 cod. pen. (prima parte)

    l'avere, prima del giudizio, riparato interamente il danno, mediante il risarcimento di esso, e quando sia possibile, mediante le restituzioni

    La disposizione richiede l'integrale riparazione del danno prima dell'inizio del giudizio per riconoscere l'attenuante; il pagamento rateizzato con adempimento finale posteriore non è idoneo

  • art. 62, n. 6 cod. pen. (seconda parte)

    L'attenuante dell'attivo ravvedimento (seconda parte) non è applicabile ai reati che offendono il patrimonio della persona offesa, come i reati fiscali, secondo la giurisprudenza consolidata

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dal ricorrente per il principio di uguaglianza; la Corte ha ritenuto che la disciplina di art. 62, n. 6 non realizza una disparità irragionevole, essendo fondata su esigenze oggettive di tutela della vittima e di segno del ravvedimento

  • art. 24 Cost.

    Richiamato in giurisprudenza costituzionale (esaminata nel testo) per precisare che la norma ha contenuto sostanziale e non attiene ai mezzi processuali

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte richiama i limiti nell'uso di censure di motivazione con riferimento a questioni di diritto

  • art. 438, comma 4 cod. proc. pen.

    Richiamato come momento iniziale del giudizio abbreviato: l'ordinanza di ammissione al rito costituisce l'inizio del giudizio ai fini della valutazione temporale della riparazione

  • art. 619 cod. proc. pen.

    Richiamato come rimedio per l'omessa esposizione da parte della Corte d'appello su questioni di diritto, che può essere colmata dalla Cassazione nella sua funzione di giudice di legittimità

  • art. 10-bis d.lgs. 74/2000

    Citato in paragone giurisprudenziale: anche per l'omesso versamento di ritenute (reato che offende il patrimonio) l'attenuante dell'attivo ravvedimento non è riconosciuta

Massime di principio

  • Per ottenere l'attenuante di cui all'art. 62, n. 6 (prima parte) è necessario che il danno sia stato riparato integralmente prima dell'apertura del giudizio; pagamenti rateali con adempimento definitivo dopo l'avvio del processo non sono idonei
  • La disciplina dell'art. 62, n. 6 mira sia a premiare il ravvedimento soggettivo sia a garantire l'integrale ristoro della vittima; entrambe le finalità giustificano il requisito temporale richiesto
  • Le censure costituzionali basate sul principio di uguaglianza (art. 3 Cost.) sono difficilmente accoglibili quando la norma persegua una finalità oggettiva e ragionevole di tutela della parte offesa
  • L'attenuante dell'attivo ravvedimento (seconda parte) non si applica ai reati che offendono il patrimonio della parte offesa, come i reati fiscali; in tali ipotesi la riparazione non dispensa dall'esigenza di integrale ristoro tempestivo
  • In sede di impugnazione, l'omessa risposta del giudice di merito su questioni di diritto non comporta sempre annullamento in Cassazione, soprattutto se la questione, se esaminata, sarebbe risultata infondata

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