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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11614/2026 del 26/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando il rigetto dell'istanza di affidamento in prova terapeutico disposto dal Tribunale di sorveglianza di Firenze. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende, ritenendo sussistenti profili di colpa nell'irritualità dell'impugnazione.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Firenze che aveva respinto la richiesta di ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale per finalità terapeutiche. Dal testo emerge che il giudice di merito aveva escluso il beneficio valorizzando la pericolosità sociale del condannato, desunta non solo dai precedenti penali ma anche da condotte aggressive tenute in carcere, e ritenendo tale pericolosità incompatibile con l'ampiezza del programma terapeutico. In Cassazione il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato e, comunque, formulato mediante mera riproposizione di censure già esaminate dal giudice specializzato; la Corte ha richiamato il principio secondo cui, per l'affidamento in prova terapeutico ex art. 94 d.P.R. 309/1990, il giudice deve valutare in modo complessivo la probabilità di successo del programma terapeutico, la pericolosità del condannato e la capacità del trattamento di favorire un effettivo reinserimento sociale, escludendo il beneficio quando la pericolosità attuale sia incompatibile con la collaborazione richiesta dal programma.

Norme richiamate

  • art. 94 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale richiesto per ragioni terapeutiche; la concessione presuppone una valutazione complessa sulla probabilità di successo del programma terapeutico, sulla pericolosità del condannato e sulla capacità del trattamento di realizzare il reinserimento sociale.

  • art. 52 d.lgs. 196/2003

    Richiamato ai fini dell'oscuramento dei dati personali nel provvedimento diffuso.

  • L. 186/2000

    Richiamata dalla Corte costituzionale in tema di condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende per colpa nell'impugnazione irrituale.

Massime di principio

  • In tema di affidamento in prova terapeutico, il giudice deve compiere una valutazione globale e prognostica sull'idoneità del programma a conseguire finalità terapeutiche e di reinserimento sociale, tenendo conto della pericolosità attuale del condannato.
  • L'affidamento in prova per fini terapeutici non può essere concesso quando la pericolosità sociale del soggetto sia attuale e incompatibile con la collaborazione necessaria all'esecuzione del programma terapeutico.
  • In sede di legittimità, sono inammissibili i motivi di ricorso che si risolvano nella mera riproposizione di censure già esaminate e disattese dal giudice di merito, in assenza di specifiche ragioni di criticità della decisione impugnata.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, in presenza di colpa nella proposizione dell'impugnazione, anche al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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