Cassazione Penale, Sentenza n. 27427/2022 del 14/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la condanna per tentato furto in abitazione aggravato dalla destrezza. I motivi di ricorso denunciavano: 1) mancanza di prova della responsabilità e possibile riconducibilità della condotta alla sola violazione di domicilio (mera presenza passiva in casa); 2) mancata sussistenza dell'aggravante della destrezza; 3) mancata o erronea valutazione della recidiva; 4) vizio nella dosimetria della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e, in parte, per assenza di specificità. Ha ritenuto logica e fondata la ricostruzione della Corte territoriale: i poliziotti erano stati allertati per una persona che si arrampicava sull'impalcatura, il comportamento e le modalità (arrampicarsi fino al quarto piano) dimostravano l'intento predatorio e non una mera violazione di domicilio. L'aggravante della destrezza è stata ritenuta sussistente per la notevole abilità e rapidità nell'arrampicarsi; la recidiva è stata confermata sulla base di precedenti specifici del 2018 e 2019; la dosimetria della pena è stata ritenuta congrua e nel rispetto della discrezionalità del giudice di merito. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 132 cod. pen.
Norma richiamata come principio per la graduazione della pena e l'esercizio della discrezionalità del giudice nella determinazione della pena base
art. 133 cod. pen.
Norma richiamata in relazione ai criteri di determinazione della pena in presenza di circostanze aggravanti o attenuanti
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata quale base per le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese processuali e alla somma a favore della Cassa delle ammende
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 6, n. 11022 del 09/10/1996 (Marino)
Principio secondo cui l'introduzione occulta nell'abitazione non si presume fine a se stessa e va valutata la plausibilità delle giustificazioni fornite dall'agente per distinguere violazione di domicilio da tentativo di furto
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 5, n. 48915 del 01/10/2018
Indirizzo secondo cui l'aggravante della destrezza richiede condotte caratterizzate da abilità, astuzia o avvedutezza idonee a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013
Richiama il principio che la valutazione della congruità della pena appartiene al giudice di merito e la Cassazione non può sostituirsi in assenza di arbitrio o illogicità
Massime di principio
- La mera presenza all'interno di un'abitazione non esclude automaticamente la sussistenza del tentativo di furto: occorre valutare le modalità dell'ingresso e le giustificazioni fornite dall'agente per distinguere violazione di domicilio da reato predatorio
- L'aggravante della destrezza si applica quando l'agente usa abilità, rapidità o astuzia tali da eludere o sorprendere la sorveglianza: azioni come arrampicarsi rapidamente su impalcature per raggiungere piani elevati possono integrare tale aggravante
- La recidiva deve essere motivata con riferimento a precedenti specifici e, se supportata da condanne recenti per reati analoghi, rafforza la valutazione di pericolosità e la determinazione della pena
- La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito (artt. 132 e 133 c.p.): la Cassazione interviene solo in presenza di arbitrarietà, illogicità o violazione di legge
- In Cassazione i motivi di ricorso devono essere specifici e ben motivati: semplici asserzioni contrarie alla ricostruzione di fatto della Corte territoriale, prive di elementi probatori o di ragionamento logico, sono generalmente inammissibili per manifesta infondatezza o carenza di specificità
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