Cassazione Penale, Sentenza n. 12562/2026 del 02/04/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza del 20/12/2024 della Corte d'appello di Bologna che aveva confermato, salvo variazione di pena per Pelucchi, le condanne in abbreviato per vari reati fallimentari e tributari (associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta distrattiva, bancarotta per distrazione di beni, reati tributari tra cui emissione di fattura inesistente e frode fiscale). Le censure principali eccepivano: insufficiente e generica motivazione della sentenza di appello (riproduzione acritica di motivazioni di primo grado e di provvedimenti cautelari); errata valutazione e travisamento della prova su profili fattuali (ad es. riconducibilità di utenze telefoniche, responsabilità per cessioni di quote e svendite, natura e consapevolezza delle condotte distrattive); vizio di correlazione tra imputazione e condanna; erronea applicazione e quantificazione della confisca per equivalente; errata configurazione di aggravanti e mancato ponderato bilanciamento delle circostanze attenuanti nella determinazione della pena; violazione di principi in tema di responsabilità dell'amministratore di diritto ("prestanome"), e problemi interpretativi tra dolo specifico e dolo eventuale nei reati tributari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i ricorsi nei limiti motivati: il giudizio d'appello è stato annullato perché risultante sostanzialmente privo di autonoma e sufficiente motivazione (ampia riproduzione acritica delle motivazioni di primo grado e di parti dell'ordinanza cautelare) e per mancata rispostae confronto puntuale con le censure d'appello. In conseguenza: - annullamento della sentenza impugnata e rinvio della causa per nuovo esame ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna; - la Corte ha indicato espressamente l'annullamento con rinvio delle valutazioni relative a più posizioni (nello svolgimento motivazionale sono stati indicati, tra gli altri, Del Vecchio Francesco, Montanari Federico, Pelucchi Andrea, Pieraccini Filippo, Rovere Valentina e Pilato Domenico) affinché la Corte di appello riscontri puntualmente e motivatamente ciascuna doglianza di appello (inclusi profili di trattamento sanzionatorio e confische). - La Cassazione ha richiamato principi di diritto rilevanti (es.: obbligo del giudice d'appello di confrontarsi specificamente con i motivi d'appello; regole di corretto calcolo e riparto della confisca in caso di concorso di persone nel reato), indicando la necessità di rispettare i precedenti di legittimità su confisca e proporzionalità. Non è stata pronunciata una statuizione definitiva sulla responsabilità sostanziale degli imputati: la questione torna al nuovo giudice d'appello per decisione motivata.
Norme richiamate
art. 416 cod. pen.
Fattispecie di associazione per delinquere citata come capo di imputazione; la Corte non entra nel merito della ricostruzione fattuale definitiva ma richiama la necessità di adeguata motivazione sul ruolo di ciascun associato
art. 322 comma 1 lett. a) c.p. (richiamato nei capi)
Norma richiamata nelle imputazioni fallimentari/tributarie (reati connessi alla gestione societaria); la decisione solleva questioni relative alla prova dell'elemento soggettivo e del contributo causale degli estranei al fatto
art. 323 comma 1 lett. a) c.p.
Norma riferita a reati connessi alla gestione degli atti in danno dei creditori (bancarotta); la Corte richiede che la valutazione sia motivata distintamente per ciascun imputato, soprattutto per gli amministratori formali
art. 11 e art. 8 d.lgs. 74/2000
Norme tributarie (frode fiscale, emissione di fattura per operazioni inesistenti) cui sono connesse questioni sull'elemento soggettivo (dolo specifico vs dolo eventuale) e sulla prova della consapevolezza della debitoria tributaria
art. 12-bis d.lgs. 74/2000
Norma che disciplina la confisca per equivalente nei reati tributari; la Corte ha richiamato la necessità di applicarla rispettando il principio di proporzionalità e le regole sul riparto in caso di concorso di persone
art. 216 comma 1 n.1 R.D. 267/1942
Richiamato in relazione alle fattispecie di bancarotta previste dal codice fallimentare; la Corte richiede che la rilevanza penale delle condotte sia accertata con motivazione adeguata
art. 133 cod. pen.
Norma sulla determinazione della pena: la Corte ha censurato la motivazione sul giudizio di bilanciamento delle circostanze attenuanti/aggravanti e sulla commisurazione della pena
art. 15 cod. pen.
Richiamato in relazione alla contestazione di concorso di reati e alla eventuale sovrapposizione tra fattispecie (es.: bancarotta vs reati tributari) e alla necessità di corretta qualificazione normativa
Sez. U., n. 13783 del 26/09/2024 (Massini)
Precedente delle Sezioni Unite richiamato circa il principio secondo cui, in caso di concorso di persone nel reato, la confisca per equivalente non può essere applicata in forma solidale ma deve essere limitata a quanto ciascun concorrente ha effettivamente conseguito
Sez. 3, n. 44418 del 16/07/2013 (Argentieri) e giurisprudenza successiva
Principio secondo cui la motivazione di secondo grado può 'integrare' quella di primo grado solo se il giudice d'appello fornisce una valutazione specifica e autonoma dei motivi di impugnazione; la Cassazione ha applicato tale principio per censurare la sentenza impugnata
Sez. 5, n. 54490 del 26/09/2018
Giurisprudenza richiamata sul tema della responsabilità dell'amministratore apparente ("prestanome"); la Corte sottolinea che l'accettazione della carica non implica automaticamente la consapevolezza di disegni criminosi promossi dall'amministratore di fatto
Massime di principio
- La Corte d'appello, nel decidere in seconda istanza, deve fornire una motivazione autonoma e specifica in ordine ai singoli motivi di appello: la mera riproduzione acritica della motivazione di primo grado o di provvedimenti cautelari è insufficiente e determina annullamento
- In presenza di più coimputati, la confisca per equivalente deve essere calcolata e ripartita tenendo conto di quanto ciascun concorrente ha effettivamente conseguito (no a forme di solidarietà passiva), secondo i principi fissati dalle Sezioni Unite
- La responsabilità penale dell'amministratore di diritto (cd. prestanome) non può essere affermata automaticamente: occorre prova specifica della sua consapevolezza o del contributo volto alla realizzazione del disegno distrattivo
- Nel giudizio su reati tributari è essenziale distinguere tra dolo specifico e dolo eventuale: la configurabilità del reato richiede prova adeguata dell'elemento soggettivo richiesto dalla norma contestata
- Quando vengono contestate operazioni societarie complesse (cessioni di quote, trasferimenti di cespiti, svendite), il giudice deve valutare oggettivamente il valore temporale e le circostanze economico‑giuridiche (es.: condizioni di mercato, provvedimenti interdittivi) prima di qualificare la condotta come distrattiva
- Il principio di divieto di reformatio in peius impone limiti al giudice d'appello nell'aggravamento della posizione dell'imputato; ogni modifica peggiorativa deve rispettare i limiti processuali e motivazionali
- Il giudice di legittimità verifica non solo la correttezza delle qualificazioni giuridiche ma soprattutto la sufficienza della motivazione: decisioni generiche o assertive prive di confronto con le censure difensive vengono annullate
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