Cassazione Penale, Sentenza n. 29670/2025 del 25/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Due motivi principali: 1) Contestazione della mancata valutazione, da parte della Corte territoriale, dell'elemento della colpevolezza riferito alla fase di assunzione di stupefacente e della possibilità che la psicosi acuta indotta dalla cannabis costituisse infermità di mente escludente la responsabilità penale o comunque incidente sulla colpevolezza e sul trattamento sanzionatorio; si deduce inoltre l'evoluzione del concetto di infermità e la correlazione spesso proporzionale tra abuso di sostanze e disturbi psichici. 2) Denuncia di vizi di motivazione e travisamento della prova in ordine al riconoscimento del dolo del tentato omicidio nei confronti di due militari: il ricorrente sostiene che i fatti (posizione del mezzo dei militari, assenza di inseguita con segnali acustici/luminosi, difficoltà di evitare l'ostacolo) indicano che l'azione non era diretta a colpire volontariamente le persone ma derivava dalla volontà di fuggire e da incapacità tecnica di guida, configurando al più dolo eventuale.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile/infondata e rigettato. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto preliminarmente la non devoluzione in cassazione della questione sulla colpevolezza collegata alla fase di assunzione della sostanza (non prospettata in grado d'appello) e, nel merito, ha condiviso le valutazioni dei periti e dei giudici di merito: la psicosi era acuta e indotta da assunzione volontaria di cannabis e non configurava un'intossicazione cronica o un'infermità di mente ai sensi del codice penale; l'imputato risultava pienamente imputabile. Sulla colpevolezza la Corte ha confermato che, anche in stato di ubriachezza o alterazione da stupefacenti, il dolo può essere accertato se l'agente ha agito con concatenazione razionale (es. accelerazione, sterzata volontaria verso il veicolo, punto d'impatto idoneo a colpire gli occupanti). Il secondo motivo è stato ritenuto privo di pregio: non c'è travisamento della prova e le risultanze (velocità, manovre, identificabilità del veicolo dei Carabinieri con dispositivi in funzione) avvalorano la volontarietà della condotta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
artt. 88, 89, 92, 93 e 95 cod. pen.
Riferimento al quadro normativo sull'infermità di mente e sull'imputabilità: la Corte ha interpretato che l'infermità penalmente rilevante richiede patologia persistente o danno organico (intossicazione cronica), non la sola psicosi acuta indotta da assunzione volontaria di stupefacenti
art. 94 cod. pen.
Richiamato per distinguere l'intossicazione transitoria dall'intossicazione cronica che può integrare infermità; la Corte ha ritenuto che l'art. 94 esclude rilevanza penale dell'intossicazione abituale quale infermità
artt. 42 e 43 cod. pen.
Principi generali sulla colpevolezza e sul dolo: la Corte ha affermato che la valutazione della colpevolezza segue le regole ordinarie e che il dolo diretto può sussistere anche in stato di alterazione se l'agente ha agito con ragionata concatenazione
art. 92 cod. pen.
Norma sull'imputabilità: la Corte ha sottolineato che essa non disciplina la colpevolezza, che va valutata secondo artt. 42 e 43 cod. pen.
art. 606 comma 3 e art. 609 comma 2 cod. proc. pen.
Richiamate in tema di ammissibilità del ricorso per cassazione: non possono essere dedotte in Cassazione questioni non prospettate in appello, salvo quelle rilevabili d'ufficio o imprevedibili in grado d'appello
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente
Massime di principio
- Non è sufficiente che l'imputato abbia assunto volontariamente droghe per escludere la responsabilità penale: l'infermità di mente penalmente rilevante richiede elementi di patologia persistente o danno organico, non la sola psicosi acuta transitoria da stupefacenti
- In stato di ubriachezza o alterazione da stupefacenti la colpevolezza va valutata secondo le regole ordinarie (artt. 42 e 43 cod. pen.); il dolo diretto può essere accertato anche senza piena lucidità purché emerga una concatenazione razionale delle azioni finalizzate all'evento
- In sede di cassazione non si possono sollevare questioni non previamente dedotte in appello, salvo eccezioni molto limitate; la mancata devoluzione al giudice di appello rende la questione inammissibile
- Per dimostrare l'assenza di dolo in casi di condotta pericolosa è necessario contestare e smontare le evidenze fattuali che indicano volontarietà (es. accelerazione, sterzata mirata, scelta del punto d'impatto, riconoscibilità del veicolo delle forze dell'ordine)
- Il travisamento della prova richiede l'introduzione nella motivazione di elementi non presenti nel processo o l'omissione della valutazione di prove decisive; discrepanze tattiche o interpretative sulle risultanze non configurano automaticamente travisamento
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