Cassazione Penale, Sentenza n. 4208/2024 del 31/01/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza per omissione della statuizione sulla confisca obbligatoria prevista per i reati tributari: il Tribunale, pur dichiarando la responsabilità della Cristofori per il reato di cui all'art. 5 d.lgs. 74/2000 (omessa presentazione della dichiarazione dei redditi per l'anno 2014 e conseguente imposta evasa), non ha disposto la confisca del profitto/valore corrispondente all'imposta evasa, nonostante la normativa e la giurisprudenza prevedano la confisca diretta o per equivalente in caso di condanna per i delitti previsti dal d.lgs. 74/2000.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha affermato la legittimazione del Procuratore generale a proporre ricorso in cassazione anche contro sentenze inappellabili per il pubblico ministero, ha rilevato che il Tribunale ha omesso la prevista statuizione sulla confisca ai sensi dell'art. 12-bis del d.lgs. 74/2000 e della normativa richiamata, e ha annullato la sentenza limitatamente a tale omissione. Ha disposto il rinvio al Tribunale di Ascoli Piceno per un nuovo giudizio finalizzato specificamente all'adozione del provvedimento ablativo, precisando che prima di ordinare la confisca per equivalente va accertata la possibilità di una confisca diretta e che il giudice può indicare l'importo complessivo da confiscare senza individuare immediatamente i singoli beni, rimettendo all'esecuzione la selezione dei cespiti e la verifica del loro valore.
Norme richiamate
art. 5 d.lgs. 74/2000
Disciplina il reato contestato (omessa dichiarazione dei redditi con conseguente imposta evasa). La condanna per tale reato integra la fattispecie che può dar luogo alla confisca del profitto.
art. 12-bis d.lgs. 74/2000
Prevede la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato per i delitti previsti dal d.lgs. 74/2000; la Corte ha richiamato questa norma per affermare l'obbligo di statuire la confisca in caso di condanna o applicazione della pena su richiesta (art. 444 c.p.p.).
art. 1, comma 143, legge n. 244/2007
Norma richiamata nel ricorso come riferimento alla disciplina della confisca per equivalente e delle misure patrimoniali correlate ai reati fiscali; il Collegio ha valutato la violazione denunciata alla luce della normativa antimafia/tributaria richiamata.
art. 322-ter cod.pen.
Norma indicata nel ricorso (riguardante l'aggravante o circostanze connesse) la cui violazione è stata dedotta in relazione alla omessa confisca; la Corte ha esaminato la censura nel complesso con riferimento alla disciplina della confisca.
art. 443, comma 3, cod.proc.pen.
Stabilisce che il pubblico ministero non può proporre appello contro le sentenze pronunciate all'esito del giudizio abbreviato, salvo talune ipotesi; la Corte l'ha richiamata per spiegare il regime di inappellabilità e la conseguente legittimazione del Procuratore generale a ricorrere in Cassazione.
art. 608, comma 1, cod.proc.pen.
Attribuisce al Procuratore generale la facoltà di proporre ricorso per cassazione avverso sentenze di condanna o proscioglimento pronunciate in grado di appello o inappellabili; la Corte ha confermato tale legittimazione nel caso in esame.
art. 570, comma 1, cod.proc.pen.
Prevede la generale facoltà di impugnazione del pubblico ministero a prescindere dalle conclusioni assunte in udienza; la Corte lo ha citato per ricondurre la funzione impugnatoria del Procuratore generale nell'ordinamento.
art. 593-bis cod.proc.pen.
Richiamata dalla Corte come deroga limitata che incide sulla facoltà di avocazione/appello del Procuratore generale in specifiche ipotesi; utile per delimitare i poteri impugnatori ma non applicabile al caso di cassazione in esame.
Massime di principio
- Il Procuratore generale è legittimato a proporre ricorso per cassazione anche contro sentenze pronunciate dopo il giudizio abbreviato in cui il pubblico ministero non può appellare; pertanto il P.G. può tutelare l'interesse pubblico alla corretta applicazione delle misure patrimoniali obbligatorie.
- In caso di condanna per reati tributari previsti dal d.lgs. 74/2000 il giudice è tenuto a valutare e, se del caso, disporre la confisca del profitto o del prezzo del reato (art. 12-bis): l'omissione di tale statuizione è vizio correggibile in cassazione.
- La confisca può essere ordinata anche in assenza di un precedente sequestro cautelare; il giudice può indicare l'importo complessivo da confiscare senza dover individuare subito i singoli beni, rimettendo alla fase esecutiva la scelta e la verifica dei cespiti.
- Prima di disporre la confisca per equivalente, il giudice deve verificare la possibilità di applicare la confisca diretta sui beni che costituiscono il profitto; la confisca per equivalente è alternativa solo se la confisca diretta è materialmente impraticabile.
- L'annullamento parziale con rinvio è lo strumento corretto quando manca la statuizione su misure patrimoniali obbligatorie: il giudice che riceve il rinvio dovrà procedere alla verifica e, se del caso, emettere il provvedimento ablativo indicandone l'ammontare.
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