Cassazione Penale, Sentenza n. 8068/2024 del 23/02/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza di convalida dell'arresto sostenendo errore di diritto (art. 606 comma 1 lett. b) c.p.p.) e facendo valere, con riferimento agli artt. 380 e 382 c.p.p., l'insussistenza dello stato di flagranza o di quasi flagranza rispetto ai reati di rapina impropria e di ricettazione; inoltre deduce l'assenza delle ragioni legittimanti l'arresto facoltativo richiamando l'art. 337 c.p.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato: ha confermato la legittimità della convalida dell'arresto e della misura cautelare rispetto ai delitti di rapina (quasi flagranza per inseguimento continuo dopo la segnalazione della vittima e sequestro di un motoveicolo denunciato rubato) e di resistenza (stato di flagranza per la reazione al momento del fermo), ma ha annullato senza rinvio l'ordinanza limitatamente al reato di ricettazione per difetto di correlazione tra chiesto e pronunciato, in quanto il Pubblico Ministero non aveva chiesto la convalida per quel reato. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 606 comma 1 lett. b) c.p.p.
Norma invocata per il motivo di cassazione relativo a erronea applicazione della legge penale; la Corte ha valutato l'adeguatezza della qualificazione giuridica e della motivazione rispetto alle norme processuali richiamate
artt. 380 e 382 c.p.p.
Richiamati dal ricorrente in relazione alla definizione di flagranza/quasi flagranza; la Corte ha esaminato tali nozioni e confermato che nel caso concreto ricorrevano i presupposti di quasi flagranza per la rapina
art. 381 comma 1 c.p.p.
Applicato dalla Corte per legittimare la privazione della libertà in caso di quasi flagranza: la nozione include l'inseguimento e le attività investigative continue volte alla cattura, anche se iniziate dopo un breve intervallo necessario agli operatori per intervenire
art. 337 c.p.
Richiamato dal ricorrente come norma che giustificherebbe (o meno) l'arresto facoltativo; la Corte ha valutato che, quanto a quel rilievo, le censure non superavano il vaglio e il motivo è stato dichiarato inammissibile salvo per la specifica questione di ricettazione
Massime di principio
- La nozione di "quasi flagranza" comprende l'inseguimento e le attività immediate di ricerca poste in essere dagli operatori senza soluzione di continuità anche se è passato un breve tempo necessario per raggiungere il luogo del fatto: ciò può legittimare la convalida dell'arresto per il reato originario
- L'inseguimento può comprendere attività investigative successive all'arrivo degli organi di polizia, purché non vi sia un'interruzione sostanziale delle ricerche tra la commissione del reato e la cattura
- Per gli atti di convalida dell'arresto è essenziale la corrispondenza tra le richieste formulate dal Pubblico Ministero e quanto il giudice convalida: l'assenza di una richiesta specifica per un reato può determinare un vizio di correlazione e rendere invalida la convalida per quel reato
- La resistenza a pubblico ufficiale è normalmente riconosciuta come stato di flagranza quando l'indagato oppone attiva resistenza nel momento del fermo o del raggiungimento da parte degli operanti
- In situazioni analoghe, per chi esercita attività difensiva è utile contestare sia la sussistenza della flagranza/quasi flagranza sia la regolarità formale della richiesta di convalida per ciascun reato per evitare convalide parziali o viziate
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