Sentenza del 18/10/2018 n. 2401 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Vendita di azienda - prezzo irrisorio - donazione indiretta - è tale - rilevanza ai fini del tributo successorio - consegue - art. 20 d.P.R. 131/86 - si applica.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa tesi secondo cui la cessione a prezzo irrisorio fosse fiscalmente irrilevante è stata respinta. È stato ritenuto legittimo per l'Ufficio riqualificare l'operazione come donazione indiretta e procedere alla tassazione ai fini dell'imposta di successione, anche mediante l'applicazione dell'art. 20 del d.P.R. 131/1986, qualora risultasse l'intento elusivo del tributo successorio.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la vendita di un'azienda familiare in bonis a un prezzo ritenuto irrisorio. L'operazione è stata considerata potenzialmente finalizzata a trasferire gratuitamente, o quasi gratuitamente, il valore dell'azienda e a eludere l'applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni. Per tale ragione, la vendita è stata qualificata come donazione indiretta, con conseguente rilevanza ai fini del tributo successorio.
Norme richiamate
Art. 20 del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131
La norma è stata ritenuta applicabile per individuare la natura e gli effetti giuridici effettivi dell'operazione, consentendo di considerare la vendita a prezzo irrisorio come donazione indiretta quando l'operazione, nel suo complesso, sia diretta a eludere l'imposta successoria.
Imposta sulle successioni e donazioni
Una liberalità realizzata indirettamente mediante una cessione formalmente onerosa può essere assoggettata al tributo successorio quando emerga che il prezzo è meramente simbolico o sproporzionato e che l'operazione realizza sostanzialmente un trasferimento gratuito.
Massime di principio
- Una vendita formalmente onerosa può essere riqualificata come donazione indiretta se il prezzo è irrisorio o manifestamente sproporzionato rispetto al valore del bene e l'operazione produce sostanzialmente un arricchimento gratuito dell'acquirente.
- Nelle cessioni di aziende familiari occorre valutare non solo il contratto, ma anche il valore economico dell'azienda, i rapporti tra le parti, le modalità di pagamento e l'eventuale intento di evitare l'imposta sulle successioni e donazioni.
- L'Amministrazione finanziaria può considerare l'operazione nella sua sostanza economica e giuridica, oltre la forma contrattuale utilizzata, quando emergano elementi concreti di liberalità indiretta o di elusione fiscale.
- La mera sproporzione del prezzo non è necessariamente sufficiente da sola: devono essere valutati complessivamente gli elementi che dimostrano il carattere gratuito sostanziale dell'operazione e la finalità di sottrarsi al tributo successorio.
- Per ridurre il rischio di riqualificazione è opportuno documentare la congruità del prezzo, le ragioni economiche della cessione, le modalità effettive di pagamento e l'eventuale supporto di una valutazione indipendente dell'azienda.
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