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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6876/2024 del 15/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere per il reato di estorsione tentata. Due motivi: (1) violazione di legge e mancanza e contraddittorietà della motivazione circa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, con particolare riferimento all'elemento soggettivo del reato, dal momento che la persona offesa avrebbe accettato spontaneamente senza costrizione la proposta lavorativa; (2) contestazione della qualificazione giuridica del fatto e della sussistenza dell'evento minatorio, sostenendo che l'eventuale minaccia non abbia causato alcun danno alla persona offesa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché formulato con motivi generici e manifestamente infondati. Ha richiamato il principio secondo cui il giudizio di legittimità sulle misure cautelari non sindaca la ricostruzione dei fatti né la valutazione dell'attendibilità delle prove svolta dal giudice di merito. Il Tribunale del riesame ha fornito motivazione approfondita e persuasiva sulla sussistenza di una provvista indiziaria grave e sulla specifica condotta imputata, finalizzata ad imporre la presenza dell'agente e di suoi fidati per attività di sorveglianza al Sicily food festival in assenza di accordi contrattuali. È stato affermato che la minaccia estorsiva può essere anche implicita e indiretta se idonea a incutere timore nelle concrete condizioni del contesto, e che elementi come l'essere sottoposto a misura di sorveglianza speciale rafforzano la percezione intimidatoria. Il secondo motivo è stato ritenuto generico e non confrontato con la motivazione di merito. Conseguenze: rigetto del ricorso, condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3000 alla Cassa delle ammende; rimessione alla Cancelleria per gli adempimenti.

Norme richiamate

  • Sez. F, n. 47748 del 11/08/2014

    Principio secondo cui in materia di misure cautelari il controllo di legittimità non riguarda la rinnovazione della ricostruzione dei fatti né la valutazione dell'attendibilità delle fonti e della concludenza dei dati probatori operata dal giudice di merito

  • Sez. 2, n. 11922 del 12/12/2012, Lavitola

    La minaccia rilevante ai fini dell'estorsione può essere anche indiretta o implicita, purché idonea ad incutere timore e a coartare la volontà della vittima, valutando le circostanze concrete, la personalità dell'agente, le condizioni soggettive della vittima e l'ambiente

  • Sez. 2, n. 19724 del 20/05/2010, Pistolesi

    Conferma della possibilità che richieste formalmente non minacciose possano comunque avere carica intimidatoria in specifici contesti e nei confronti di soggetti particolarmente esposti

  • Sez. 2, n. 12434 del 19/02/2020, Di Grazia

    Richiamata a supporto dell'affermazione che la valutazione delle esigenze cautelari e della gravità indiziaria spetta al giudice di merito e non è rivedibile in Cassazione, salvo censure specifiche e non generiche

Massime di principio

  • Il riesame della misura cautelare richiede motivazioni concrete e argomentate; censure generiche sulla valutazione delle prove sono inammissibili in sede di legittimità
  • Per contestare la custodia cautelare il difensore deve indicare errori logici, omissioni o vizi formali specifici nella motivazione di merito, non una mera lettura alternativa dei fatti
  • La gravità indiziaria e le esigenze cautelari sono valutate in relazione al contesto concreto: modalità di commissione, finalità, assenza di rapporti contrattuali e personalità dell'autore sono elementi decisivi
  • La minaccia idonea a integrare l'estorsione può essere anche implicita o indiretta; in contesti di controllo mafioso o di intimidazione strutturata, richieste apparentemente non minacciose possono avere efficacia intimidatoria
  • Circostanze aggravanti personali dell'indagato, come l'essere sottoposto a misure di sorveglianza speciale, possono rafforzare l'interpretazione intimidatoria della condotta
  • Nel ricorso per cassazione contro misure cautelari, è fondamentale documentare con riferimenti puntuali al materiale probatorio e alla motivazione di merito dove sarebbero i vizi contestati
  • Se si intende contestare la qualificazione giuridica, bisogna dimostrare in modo specifico l'errore di diritto o la contraddittorietà della motivazione, non limitarsi ad affermazioni astratte

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