Ordinanza n. 932/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Toscana che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il diniego o comunque il provvedimento relativo alla conversione della carta familiare UE in permesso di soggiorno per lavoro autonomo
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione dell’interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il cittadino straniero ha appellato l’ordinanza cautelare del TAR Toscana, chiedendone la riforma. La controversia riguarda la conversione della carta familiare UE, rilasciata in qualità di coniuge di cittadina italiana, in permesso di soggiorno per lavoro autonomo. Dalla motivazione emerge che l’appellante contestava la valutazione sfavorevole dell’amministrazione e del giudice di primo grado, nonostante la posizione familiare e il titolo di soggiorno posseduto; il rigetto cautelare è stato tuttavia esaminato alla luce dei numerosi pregiudizi di polizia a suo carico.
La decisione
Il Consiglio di Stato, nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, ha ritenuto che il TAR Toscana avesse correttamente applicato i principi in materia di conversione della carta familiare UE in permesso di soggiorno per lavoro autonomo. In particolare, ha considerato rilevante la presenza di numerosi pregiudizi di polizia a carico del cittadino straniero. L’appello cautelare è stato quindi respinto e l’ordinanza di primo grado è stata confermata. Le spese del grado sono state compensate.
Norme richiamate
art. 62 c.p.a.
Disciplina l’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamato quale base per disporre l’oscuramento delle generalità e degli ulteriori dati identificativi della parte.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Nella fase cautelare il giudice dell’appello effettua una delibazione sommaria e può confermare il rigetto della tutela cautelare quando il giudice di primo grado abbia correttamente applicato i principi regolatori della materia.
- La conversione della carta familiare UE in permesso di soggiorno per lavoro autonomo non comporta, in sede cautelare, l’irrilevanza di elementi di sicurezza riferiti al richiedente; la presenza di numerosi pregiudizi di polizia può concorrere a giustificare il rigetto della domanda cautelare.
- La posizione familiare del cittadino straniero, inclusa la qualità di coniuge di cittadina italiana, deve essere valutata nel procedimento di conversione del titolo di soggiorno, ma non esclude automaticamente la considerazione di elementi sfavorevoli relativi alla sicurezza e all’affidabilità del richiedente.
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