Cassazione Penale, Sentenza n. 13800/2024 del 04/04/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del 06/10/2023 con cui la Corte di appello di Roma aveva dichiarato inammissibile per genericità l'appello proposto dall'imputato contro la sentenza del Tribunale di Roma del 03/08/2015 (condanna per tentato furto aggravato). Due motivi principali: 1) nullità assoluta dell'ordinanza per mancato avviso al difensore di fiducia e per inganno causato dal decreto di citazione indirizzato al difensore di ufficio, che avrebbe impedito il deposito di motivi aggiunti; 2) omessa e insufficiente motivazione dell'ordinanza di inammissibilità, che avrebbe liquidato frettolosamente le doglianze difensive come generiche senza valutare adeguatamente le censure relative alla riduzione per il tentativo e al giudizio di comparazione/non equità del trattamento sanzionatorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo ritenendo che l'inammissibilità dell'appello nella fase di cognizione possa essere dichiarata de plano senza necessità di fissare udienza camerale o di avvisare i difensori, in linea con la giurisprudenza consolidata. Ha invece accolto il secondo motivo: l'appello non era aspecifico rispetto ai punti contestati (giudizio di comparazione e trattamento sanzionatorio) dato che la sentenza di primo grado era scarsamente motivata su tali aspetti e l'appellante aveva formulato rilievi critici puntuali in relazione a quegli stessi punti. Considerata la fondatezza di tale motivo e il fatto che, nel frattempo, il reato si è estinto per prescrizione il 02/02/2023 (decorsi sette anni e sei mesi), la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Non è stata pronunciata decisione nel merito a causa dell'estinzione del reato e perché dalla impugnazione si trattava solo dell'ordinanza di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 581 cod. proc. pen.
comma 1 lett. d) (richiamato); comma 1-bis introdotto dal d.lgs. 150/2022
L'art. 581 disciplina l'ammissibilità dell'appello: la Corte richiama l'esigenza di specificità dei motivi e la giurisprudenza delle Sezioni Unite (Galtelli). Il comma 1-bis rafforza l'obbligo di enunciare rilievi critici puntuali rispetto alle ragioni della decisione impugnata.
art. 591 cod. proc. pen.
Norma generale in tema di inammissibilità del gravame; utilizzata per fondare la declaratoria di inammissibilità dell'appello per genericità.
art. 127 cod. proc. pen.
La Corte precisa che le forme previste dall'art. 127 (procedura in camera di consiglio) non sono sempre applicabili e che, anche quando considerate, l'omissione di formalità procedurali può essere giustificata in caso di inammissibilità de plano.
art. 129 cod. proc. pen.
La pronuncia di assoluzione per sopravvenuta estinzione del reato ai sensi dell'art. 129, comma 2, è possibile solo quando l'insussistenza del fatto o la non riconducibilità all'imputato risultino dagli atti in modo assolutamente non contestabile; nel caso di specie tale pronuncia non è stata disposta perché la censura riguardava solo l'ordinanza di inammissibilità e non il merito.
Sez. U., sent. Galtelli
Sez. U. n. 8825 del 27/10/2016
Principio secondo cui l'appello è inammissibile per difetto di specificità quando non enuncia e argomenta criticamente i rilievi rispetto alle ragioni della decisione impugnata. Impone un 'dialogo' critico con la sentenza di primo grado; il carico di specificità è proporzionale alla precisione della motivazione impugnata.
Sentenza Koiyf Redwan (Sez. 2, n. 24808/2020) e altre giurisprudenze
Giurisprudenza che autorizza la declaratoria di inammissibilità de plano senza necessità di fissare udienza o di avvisare difensori, perché l'art. 127 non si applica automaticamente a tutte le deliberazioni in camera di consiglio.
Massime di principio
- La declaratoria di inammissibilità dell'appello per genericità può essere pronunciata de plano senza udienza e senza avviso al difensore quando si tratta di un controllo di ammissibilità; la mancata comunicazione dell'udienza non costituisce, di per sé, nullità se la decisione è di inammissibilità de plano.
- L'onere di specificità dell'appello richiede che l'impugnante instauri un 'dialogo' critico con le ragioni della sentenza di primo grado: vanno enunciati rilievi critici puntuali e collegati ai capi e punti della decisione impugnata, in misura proporzionale alla precisione della motivazione di primo grado.
- Se la sentenza di primo grado è scarne di motivazione su determinati punti (es. comparazione delle circostanze, valutazione delle attenuanti, trattamento sanzionatorio), l'appellante può superare il vaglio di ammissibilità anche con enunciati critici e non necessariamente con articolate argomentazioni probatorie.
- Se nel corso del giudizio la fattispecie si estingue per prescrizione, la Cassazione può annullare l'atto impugnato senza rinvio e senza decidere nel merito; la pronuncia di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen. è riservata ai casi in cui l'insussistenza del fatto sia manifesta dagli atti.
- Dalla riforma (d.lgs. 150/2022) e dalla giurisprudenza si evince l'esigenza di maggiore cura nella redazione dell'atto di appello: indicare i capi e i punti della decisione contestati e formulare rilievi critici puntuali per evitare il rischio di inammissibilità.
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