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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07145/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (creditore equa riparazione)

La controversia

La controversia nasce da una domanda di equa riparazione ex l. n. 89/2001 proposta da un privato per l'irragionevole durata di una procedura fallimentare. In primo grado la Corte d'appello aveva accolto la domanda e liquidato un indennizzo, ma nel farlo aveva indicato come destinatario della condanna il Ministero della Giustizia, mentre il ricorso introduttivo era stato proposto nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze. I Ministeri hanno quindi proposto opposizione sostenendo, da un lato, che il Ministero della Giustizia non era mai stato convenuto e che il giudice non poteva d'ufficio modificare il soggetto passivo, in violazione degli artt. 101 e 112 c.p.c. e dell'art. 3 l. n. 89/2001; dall'altro, che il decreto era inefficace perché non notificato al Ministero della Giustizia entro trenta giorni, con conseguente impossibilità di sanare l'errore tramite l'art. 4 l. n. 260/1958 e l'art. 153 c.p.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondati entrambi i motivi. Ha affermato che, nel procedimento per equa riparazione, l'opposizione ex art. 5-ter l. n. 89/2001 non è un'impugnazione limitata, ma una fase a contraddittorio pieno dell'unico procedimento. Ha inoltre ribadito che l'erronea evocazione di un Ministero al posto di un altro integra un errore sanabile ai sensi dell'art. 4 l. n. 260/1958, imponendo al giudice di fissare un termine per la rinnovazione della notifica e la corretta instaurazione del contraddittorio, purché l'Avvocatura dello Stato sollevi tempestiva eccezione. La notifica del decreto al Ministero sbagliato non ne determina l'inefficacia, che è ravvisabile solo in caso di mancata notificazione o notificazione inesistente. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna dei ricorrenti alle spese e alle ulteriori somme ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c. nel contesto del procedimento ex art. 380-bis c.p.c.

Norme richiamate

  • art. 3 l. n. 89/2001

    individua il Ministero della giustizia quale soggetto passivo della domanda di equa riparazione quando il procedimento presupposto è davanti al giudice ordinario; la domanda proposta contro altro Ministero integra un errore di identificazione sanabile.

  • art. 5-ter l. n. 89/2001

    l'opposizione avverso il decreto di equa riparazione realizza una fase a contraddittorio pieno dell'unico procedimento e non un'impugnazione limitata ai motivi dedotti.

  • art. 4 l. n. 260/1958

    l'erronea evocazione di un Ministero al posto di un altro comporta la fissazione di un termine per la rinnovazione della notificazione; la sanatoria opera sul piano della corretta instaurazione del contraddittorio e non come stabilizzazione degli effetti verso il soggetto realmente legittimato.

  • art. 101 c.p.c.

    viene richiamato come principio del contraddittorio; la Corte esclude la sua violazione poiché l'errore soggettivo è sanabile nel procedimento previsto dalla legge Pinto.

  • art. 112 c.p.c.

    viene richiamato in relazione al principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte esclude che vi sia stata una modifica d'ufficio non consentita, valorizzando la sanabilità dell'errore di identificazione della parte pubblica.

  • art. 153 c.p.c.

    richiamato dai ricorrenti in tema di rimessione in termini; la Corte lo ritiene non dirimente rispetto alla disciplina speciale dell'art. 4 l. n. 260/1958.

  • art. 380-bis c.p.c.

    viene applicato il procedimento accelerato per i ricorsi manifestamente infondati o inammissibili, con decisione conforme alla proposta del consigliere.

  • art. 96 c.p.c.

    la Corte condanna i ricorrenti al pagamento di una somma ulteriore per la decisione conforme alla proposta nel rito accelerato.

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002

    la Corte precisa che il raddoppio del contributo unificato non si applica ai ricorsi in materia di equa riparazione ex l. n. 89/2001.

Massime di principio

  • Nel procedimento di equa riparazione ex l. n. 89/2001, l'opposizione al decreto monocratico ex art. 5-ter ha natura di fase a contraddittorio pieno del medesimo procedimento e non di impugnazione circoscritta ai soli vizi dedotti.
  • L'errore nell'individuazione del Ministero convenuto, quando riguardi soggetti pubblici distinti patrocinati dall'Avvocatura dello Stato, non determina di per sé l'inammissibilità della domanda: il giudice deve disporre la rinnovazione della notifica ai sensi dell'art. 4 l. n. 260/1958, se l'eccezione è tempestivamente sollevata.
  • La nullità o irregolarità della notificazione del decreto di equa riparazione al Ministero erroneamente indicato non comporta l'inefficacia del decreto; tale effetto è riservato ai casi di mancata notifica o notificazione giuridicamente inesistente.
  • Nel giudizio di equa riparazione la corretta instaurazione del contraddittorio prevale sulla mera erronea intestazione formale del Ministero destinatario, purché la parte interessata sia posta in condizione di difendersi nel merito.
  • Nel procedimento accelerato ex art. 380-bis c.p.c., la decisione conforme alla proposta può comportare la condanna della parte ricorrente alle ulteriori somme ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniLiquidazione giudiziale
RamiProcesso civileFallimentare / Crisi d'impresa
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàGiudicato

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