Cassazione Penale, Sentenza n. 30782/2022 del 08/08/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione, in sede di cassazione, dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Perugia che aveva confermato l'ordinanza del Magistrato di sorveglianza di Spoleto favorevole a Bonaddio: il provvedimento di merito aveva disposto che al detenuto sottoposto al regime 41-bis fosse consentito acquistare sul "modello 72" gli stessi generi alimentari dei detenuti non sottoposti al regime differenziato e poter cucinare senza le fasce orarie previste dal regolamento d'istituto. Il Ministero contestava la legittimità della limitazione amministrativa (fasce orarie per la cottura e esclusione di alcuni generi dal sopravvitto) come esercizio legittimo di organizzazione interna necessario a sicurezza e ordine.
La decisione
La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso del Ministero: ha annullato con rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla previsione delle fasce orarie per la cottura dei cibi, perché il divieto è legittimo solo se applicato in modo omogeneo a tutti i detenuti e non soltanto ai soggetti 41-bis (mancanza di chiarezza nel provvedimento di merito se la limitazione riguardasse tutti i circuiti). Sul profilo dei generi alimentari esclusi dal "modello 72", la Cassazione ha ritenuto corretta la motivazione del Tribunale che aveva escluso che i prodotti fossero beni di pregio o comunque idonei a generare posizioni di supremazia: il rigetto del reclamo dell'Amministrazione su questo punto è stato confermato. In sintesi: ricorso accolto quanto agli orari (annullamento con rinvio su quel punto) e respinto nel resto.
Norme richiamate
art. 41-bis Ord. pen. (L. 26 luglio 1975, n. 354)
Disciplina il regime detentivo speciale; motivazione della Corte: il regime non giustifica, di per sé, ogni limitazione alimentare quando essa sia ingiustificatamente afflittiva o disparitaria rispetto agli altri detenuti
art. 35-bis Ord. pen.
Istituisce il rimedio giurisdizionale davanti al magistrato di sorveglianza per i detenuti; la Corte ricorda che consente la tutela di posizioni qualificabili come "diritti" quando derivi un attuale e grave pregiudizio
art. 69, comma 6, lett. b), Ord. pen.
Norma richiamata circa le competenze del magistrato di sorveglianza nel reclamo giurisdizionale; il controllo giurisdizionale è limitato ai vizi di legittimità e alla ragionevolezza/proporzionalità
art. 36, lett. b), d.P.R. n. 230/2000
"il regolamento interno disciplina gli orari relativi all'organizzazione della vita quotidiana della popolazione detenuta o internata"
Riconosce all'Amministrazione la potestà di regolare orari e organizzazione interna; la Corte valuta però la legittimità della disciplina in termini di ragionevolezza, proporzionalità e parità di trattamento
art. 13, comma 4, d.P.R. n. 230/2000
Richiamato in relazione alla possibilità, dopo la sentenza della Corte costituzionale, di riscaldare e preparare cibi semplici; delimita le attività consentite
art. 14 d.P.R. n. 230/2000
Prevede limiti alla ricezione, acquisto e possesso di oggetti e generi alimentari da parte di tutti i detenuti; usata per ricordare che esistono limiti generali anche al di fuori del 41-bis
art. 14-bis Ord. pen.
Citato come strumento per interventi individuali di contenimento di forme di pericolosità violenta interne, alternative a misure generali di esclusione
Corte costituzionale, sent. n. 186/2018
Ha ritenuto che il divieto assoluto di cuocere cibi previsto dall'art. 41-bis fosse contraria al senso di umanità e ha orientato il giudice di merito a evitare misure ulteriormente afflittive non funzionali alle finalità del regime speciale
Corte costituzionale, sent. n. 97/2020
Richiamata a supporto del principio che limitazioni ingiustificate possono assumere carattere irragionevole e afflittivo
Massime di principio
- Il magistrato di sorveglianza può sindacare provvedimenti dell'Amministrazione che incidono su diritti fondamentali (es. diritto all'alimentazione/alla salute) non solo per legittimità formale ma anche per ragionevolezza e proporzionalità; il controllo non equivale a sostituirsi al merito amministrativo ma può annullare misure manifestamente irragionevoli o discriminanti.
- Le regole organizzative interne (orari per la cottura, modello 72) rientrano nella discrezionalità dell'Amministrazione penitenziaria ai sensi del regolamento interno, purché siano adottate con criteri ragionevoli, proporzionati e applicati in modo omogeneo: una limitazione valida per motivi di ordine/sicurezza è lecita se riguarda tutti i detenuti e non solo i soggetti 41-bis senza giustificazione.
- Le restrizioni ai generi alimentari acquistabili dai detenuti 41-bis devono essere motivate dalla effettiva necessità di prevenire privilegi, potere o rischi specifici collegabili alla misura; l'esclusione generalizzata di prodotti non di pregio e senza prova della loro idoneità a creare squilibri può essere annullata come ingiustificatamente afflittiva.
- Se emergono esigenze di sicurezza o di singolo rischio di strumentalizzazione di beni, è preferibile intervenire con misure individuali e motivate piuttosto che con divieti generali che colpiscono l'intera popolazione sottoposta al regime speciale.
- Il reclamo ex art. 35-bis è lo strumento idoneo per i detenuti a tutelare posizioni qualificabili come diritti; occorre dimostrare un attuale e grave pregiudizio e la decisione del giudice terrà conto sia della normativa primaria che dei principi costituzionali (umanità della pena, parità di trattamento) e del bilanciamento con esigenze di ordine interno.
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