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Sentenza

Sentenza del 08/03/2016 n. 148 - Comm. Trib. Reg. per le Marche

Compro oro, no al reverse charge se c'è mera attività commerciale

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente contestava l'accertamento IVA relativo al 2009, sostenendo di aver correttamente applicato il regime dell'inversione contabile (reverse charge) alle cessioni di materiale aurifero destinato alla fusione. Deduceva, inoltre, la carenza motivazionale dell'avviso e l'omessa valutazione, da parte dei giudici di primo grado, degli elementi prodotti, tra cui la dichiarazione della società acquirente circa la destinazione dei beni alla fusione. L'Amministrazione riteneva invece che i beni ceduti fossero prodotti finiti usati, non rottami, e che non fossero stati dimostrati né i requisiti di operatore professionale in oro né la destinazione esclusiva dei beni alla lavorazione industriale.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale delle Marche ha respinto l'appello e confermato l'accertamento. Ha stabilito che il reverse charge è un regime eccezionale, applicabile rigorosamente ai casi previsti dalla legge, e che il contribuente deve dimostrare i presupposti per utilizzarlo. La ricorrente non risultava iscritta o qualificata come operatore professionale in oro e non aveva provato che i monili fossero stati ceduti esclusivamente a soggetti impegnati nella fusione o trasformazione industriale dei metalli preziosi. Pertanto, le cessioni sono state assoggettate al regime IVA del margine previsto per i beni usati, con recupero a tassazione dell'utile lordo, pari alla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, maggiorata degli oneri rilevanti. L'appellante è stata inoltre condannata alle spese di giudizio, liquidate in 2.500 euro oltre IVA e CAP se dovuti.

Norme richiamate

  • Legge 17 gennaio 2000, n. 7

    Il commercio di oro è professionalmente esercitabile solo da banche o da soggetti in possesso di specifici requisiti e previa comunicazione alla Banca d'Italia.

    La disciplina individua gli operatori professionali autorizzati a commerciare oro e costituisce un presupposto rilevante per l'applicazione dei regimi fiscali specifici del settore.

  • Art. 17, comma 5, del D.P.R. n. 633/1972

    Inversione contabile o reverse charge.

    Il reverse charge può essere applicato alle cessioni di determinati materiali auriferi destinati esclusivamente alla fusione o alla trasformazione industriale, ma non può essere esteso analogicamente a normali cessioni commerciali di prodotti finiti.

  • Articoli da 36 a 40 del D.L. 23 febbraio 1995, n. 41

    Regime speciale IVA del margine relativo ai beni usati.

    Quando un commerciante acquista beni usati da privati e li rivende, l'IVA può essere applicata sul solo margine, cioè sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, con gli adeguamenti previsti per spese accessorie e riparazioni.

  • Art. 15 del D.Lgs. n. 546/1992

    Condanna alle spese di giudizio.

    La parte soccombente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

  • Risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate n. 375/E del 28 novembre 2002 e n. 92/E del 12 dicembre 2013

    Sono richiamate per distinguere i beni effettivamente destinati alla fusione o alla trasformazione industriale dai prodotti finiti commercializzati come beni usati.

Massime di principio

  • Il reverse charge nel commercio dell'oro è un regime eccezionale e non può essere applicato automaticamente a tutte le cessioni effettuate da un negozio compro oro.
  • La mera natura aurea del bene o la sua astratta possibilità di essere fuso non è sufficiente: occorre dimostrare concretamente che il bene sia destinato esclusivamente alla fusione, affinazione o trasformazione industriale.
  • Il contribuente che invoca un regime fiscale speciale deve provare tutti i relativi presupposti, inclusa la qualifica dell'acquirente come soggetto effettivamente operante nella lavorazione industriale dei metalli preziosi.
  • In assenza dei requisiti per il reverse charge, i monili integri e gli altri prodotti finiti usati ceduti dai compro oro seguono, di regola, il regime IVA ordinario oppure il regime del margine quando sono stati acquistati da privati.
  • Dichiarazioni provenienti dall'acquirente non sono necessariamente sufficienti a provare la destinazione industriale dei beni, soprattutto se la documentazione contabile o le altre circostanze risultano incompatibili con la fusione effettiva.

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