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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26803/2023 del 21/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Lecce del 14/02/2022 che lo ha ritenuto colpevole del reato rubricato al capo C (art.1161 cod. nav.) per occupazione arbitraria di area demaniale marittima, contestando: 1) errata applicazione dell'art.54 cod. nav. e travisamento della prova in relazione al provvedimento di voltura prot. n.6009 dell'11/09/2012 che avrebbe trasferito a suo favore la concessione demaniale per mq.1161; 2) mancata "motivazione rafforzata" nella riforma in appello dell'assoluzione di primo grado; 3) errato computo dei termini di prescrizione, con individuazione dell'epoca di consumazione e degli eventi interruttivi; 4) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che: il presunto "travisamento" della prova non è dimostrato (la voltura e le dichiarazioni testimoniali addotte non sono state prodotte nel ricorso e la contestazione costituisce errore valutativo non sindacabile in Cassazione); il permesso in sanatoria successivo non estingue il reato di cui all'art.1161 cod. nav.; il reato di occupazione demaniale ha natura permanente e la permanenza è stata interrotta dal sequestro delle opere in data 29/07/2016 (quindi la prescrizione maturava il 29/07/2021, poi prorogata per le sospensioni del dibattimento richieste dalla difesa per 340 giorni e ulteriormente interrotta dal decreto di citazione a giudizio in appello), pertanto la prescrizione non era maturata alla data della sentenza impugnata; la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità è mera critica valutativa e non supera i limiti di ammissibilità in Cassazione. Per l'inammissibilità del ricorso il giudice ha inflitto le spese e ha condannato il ricorrente al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 1161 cod. nav.

    Il reato di occupazione abusiva di aree demaniali ha natura permanente; la consumazione cessa con il venir meno dell'occupazione. La permanenza è interrotta dallo sgombero, dal rilascio della concessione o da provvedimenti giudiziari (sequestro, decreto penale, sentenza).

  • art. 54 cod. nav.

    Norma richiamata in relazione alla responsabilità per occupazione di demanio marittimo; la Corte ha ritenuto che la fattispecie ricada nella disciplina penale della normativa navale in combinato disposto con l'art.1161.

  • D.P.R. n. 380/2001, art. 36

    Il permesso di costruire in sanatoria (art.36) non estingue il reato di occupazione di demanio marittimo previsto dall'art.1161 cod. nav.; pertanto titoli edilizi succeduti non hanno efficacia 'sanante' rispetto al reato navale contestato.

  • D.P.R. n. 380/2001, art. 44, lett. c) e d)

    Richiamato in relazione ai capi di imputazione (capo A) relativi a violazioni urbanistiche; la questione è stata comunque risolta separatamente rispetto al capo C.

  • d.lgs. n. 74/2000, art. 181, comma 1

    Norma richiamata in relazione al capo B (reati tributari) presente nella rubrica dei capi; la Corte ha dichiarato estinti altri capi per prescrizione ma ha lasciato intatta la valutazione del capo C.

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Richiesto per l'iter processuale: il ricorso è stato trattato ex art.23, comma 8 del citato decreto-legge (norma procedurale richiamata per la trattazione in Cassazione).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione, in caso di inammissibilità del ricorso eventualmente riconducibile a colpa del ricorrente, di liquidare le spese e comminare il versamento alla Cassa delle ammende; la Corte ha applicato tale norma per disporre la somma di Euro 3.000,00.

Massime di principio

  • In Cassazione il vizio di "travisamento della prova" richiede la dimostrazione di un errore percettivo (invenzione, omissione o falsificazione di fatti/documenti) e non consente la mera rivalutazione delle prove: l'allegazione di nuovi atti o testimonianze non prodotti in primo grado è inammissibile se serve a trasformare un vizio valutativo in presunto travisamento.
  • Il permesso di costruire in sanatoria rilasciato dopo la realizzazione delle opere non estingue reati la cui disciplina è autonoma (es. art.1161 cod. nav. per occupazione demaniale); i titoli edilizi successivi non hanno efficacia "sanante" sui reati che attengono a vincoli diversi dall'assetto urbanistico.
  • Per i reati di natura permanente (es. occupazione abusiva di demanio) il termine di prescrizione decorre fino all'interruzione della permanenza: atti come sequestro, decreto penale di condanna, sentenze e talune azioni processuali interrompono o sospendono la prescrizione; inoltre, richieste di rinvio o acquisizione documentale operate dalla difesa possono sospendere il decorso della prescrizione.
  • La decisione di appello che riformi totalmente la sentenza di primo grado richiede una motivazione ampia e confrontativa; tuttavia, in sede di legittimità la Corte può sindacare la completezza della motivazione solo entro i limiti consentiti (non rilevando mera discrepanza valutativa quando non vi sia travisamento decisivo della prova).
  • La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità deve essere sorretta da motivazione e prova idonee: in Cassazione non è sufficiente un generico dissenso valutativo rispetto alla valutazione di gravità operata dal giudice di merito.

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