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Sentenza

Sentenza n. 567/2026 - L'aquila, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500413

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: annullamento in autotutela del permesso di costruire relativo a un edificio rurale, con contestuale ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, nonché successivo rigetto per silenzio dell'istanza di accertamento di conformità

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno contestato l'annullamento in autotutela del permesso di costruire n. 207/2012 e la conseguente ordinanza di demolizione, deducendo: violazione dell'art. 21-nonies, comma 2-bis, della l. n. 241/1990, perché l'annullamento sarebbe intervenuto oltre il termine di dodici mesi dall'accertamento giudiziale delle false dichiarazioni rese nel procedimento edilizio; violazione del legittimo affidamento e del principio di proporzionalità, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto limitarsi a imporre l'eliminazione delle sole difformità; violazione dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, poiché l'ordine di demolizione avrebbe dovuto essere circoscritto alle opere difformi e sarebbe divenuto inefficace in seguito all'istanza di accertamento di conformità presentata il 19 settembre 2025. Con motivi aggiunti è stato impugnato il silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accertamento di conformità ex art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, relativa a un progetto di rimozione delle opere incompatibili con il regime urbanistico, deducendo l'illegittimità del rigetto implicito e richiamando le censure già proposte contro l'annullamento e la demolizione.

La decisione

Il TAR ha respinto sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti. Quanto all'annullamento d'ufficio, ha ritenuto che il termine previsto dall'art. 21-nonies, comma 1, non tuteli l'affidamento del destinatario quando il titolo ampliativo sia stato conseguito mediante dichiarazioni false o mendaci, senza le quali il provvedimento non sarebbe stato adottato. L'art. 21-nonies, comma 2-bis, consente quindi l'annullamento anche oltre il termine ordinario; secondo il Collegio, la locuzione "possono" riguarda l'estensione temporale del potere e non lascia una scelta discrezionale circa l'annullamento una volta accertato il conseguimento del titolo mediante falsità. In assenza di affidamento legittimo, l'autotutela è doverosa e non occorre una ponderazione di proporzionalità volta a conservare, anche parzialmente, gli effetti favorevoli del titolo. La convalida non era praticabile perché i vizi non erano meramente procedurali, ma intrinseci: l'intervento edilizio risultava incompatibile con la normativa urbanistica vigente. Poiché l'annullamento ha effetto retroattivo, l'edificio è stato considerato realizzato in assenza di titolo, rendendo doveroso l'ordine di demolizione ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001. Anche i motivi aggiunti sono stati respinti: chi impugna il silenzio-rigetto sull'istanza di accertamento di conformità deve allegare gli elementi che avrebbero imposto il rilascio del titolo. Il progetto presentato prevedeva la rimozione di opere non compatibili con il regime urbanistico, confermando l'assenza della doppia conformità richiesta dall'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda. Il Comune avrebbe pertanto dovuto concludere il procedimento con un rigetto espresso. I ricorrenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese processuali, liquidate in euro 3.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies, comma 1, l. n. 241/1990

    termine ragionevole, comunque non superiore a dodici mesi, per l'annullamento d'ufficio dei provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici

    Il termine ordinario tutela l'affidamento del destinatario, ma non opera a favore di chi abbia conseguito il provvedimento mediante dichiarazioni false o mendaci.

  • art. 21-nonies, comma 2-bis, l. n. 241/1990

    possono essere annullati anche dopo la scadenza del termine di sei mesi di cui al comma 1

    La disposizione consente di esercitare il potere di annullamento oltre il termine ordinario quando il provvedimento sia stato conseguito sulla base di dichiarazioni false o mendaci; secondo il TAR, una volta accertata tale circostanza, l'autotutela è doverosa e non discrezionalmente rinunciabile.

  • art. 21-nonies, comma 2, l. n. 241/1990

    La convalida presuppone vizi emendabili e una ponderazione tra interessi pubblici e privati; non è applicabile quando i vizi siano intrinseci e il titolo legittimi un intervento incompatibile con la disciplina urbanistica.

  • art. 38 d.P.R. n. 380/2001

    vizi delle procedure amministrative

    La speciale convalida del permesso di costruire illegittimo è limitata ai vizi procedurali e non riguarda i vizi intrinseci del titolo.

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    L'ordine di demolizione e riduzione in pristino è atto dovuto quando, per effetto retroattivo dell'annullamento del titolo, l'opera risulta realizzata in assenza di permesso di costruire.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    L'accertamento di conformità richiede la doppia conformità dell'opera alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della presentazione della domanda; la sua mancanza giustifica il rigetto, anche implicito, dell'istanza.

Massime di principio

  • Quando un provvedimento amministrativo ampliativo sia stato conseguito mediante dichiarazioni false o mendaci, il termine ordinario per l'annullamento d'ufficio non tutela l'affidamento del destinatario e il potere di autotutela può essere esercitato anche dopo la sua scadenza.
  • L'accertamento che il titolo amministrativo sia stato ottenuto mediante falsità, senza le quali non sarebbe stato rilasciato, rende l'annullamento d'ufficio doveroso e non richiede una ponderazione di proporzionalità diretta a conservare gli effetti favorevoli del titolo.
  • La convalida di un titolo edilizio illegittimo non è utilizzabile per sanare vizi intrinseci che rendano l'intervento incompatibile con la disciplina urbanistica; la speciale convalida prevista per il permesso di costruire riguarda i soli vizi delle procedure amministrative.
  • L'annullamento retroattivo del permesso di costruire comporta che l'opera debba essere considerata realizzata in assenza di titolo, con conseguente natura doverosa dell'ordine di demolizione previsto dall'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001.
  • Chi impugna il silenzio-rigetto sull'istanza di accertamento di conformità deve allegare gli elementi di fatto e di diritto idonei a dimostrare che il titolo avrebbe dovuto essere rilasciato; la doppia conformità deve sussistere sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoProporzionalità e ragionevolezzaSilenzio della pubblica amministrazione

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