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Sentenza

Sentenza del 18/05/2018 n. 12289 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ricorrente contestava le fatture relative alla T.I.A. per l’anno d’imposta 2008, sostenendo che l’immobile fosse utilizzato prevalentemente come deposito merci e che vi fossero prodotti soprattutto imballaggi secondari e terziari e rifiuti speciali, tra cui ferro, smaltiti autonomamente tramite ditte autorizzate. Contestava inoltre l’applicazione dell’I.V.A. sulla T.I.A. e gli atti successivi di pagamento delle fatture.

La decisione

Nel corso del giudizio di Cassazione le parti hanno depositato un’istanza congiunta dichiarando di aver transatto la lite. La Corte ha quindi dichiarato l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere e sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti. La Corte ha inoltre escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché l’estinzione del giudizio e l’eventuale inammissibilità sopravvenuta non integrano un’impugnazione originariamente inammissibile.

Norme richiamate

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    Il raddoppio del contributo unificato ha funzione dissuasiva rispetto a impugnazioni originariamente inammissibili, improcedibili o infondate nei casi previsti. Non si applica, secondo l’orientamento richiamato dalla Corte, quando l’inammissibilità è sopravvenuta o il giudizio si estingue per cessazione della materia del contendere.

  • Legge 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17

    Ha introdotto il meccanismo del contributo unificato aggiuntivo previsto dall’art. 13, comma 1-quater, del D.P.R. n. 115/2002.

  • Cassazione, sentenze e ordinanze nn. 30225/2017, 459/2018, 2226/2014, 19464/2014, 13636/2015, 8461/2016, 16305/2016 e 18528/2016

    I precedenti richiamati confermano che una transazione intervenuta durante il processo può determinare la cessazione della materia del contendere e l’estinzione del giudizio, nonché l’esclusione del contributo unificato aggiuntivo quando l’estinzione è sopravvenuta.

Massime di principio

  • Se le parti transigono la controversia durante il giudizio e la transazione definisce integralmente la lite, viene meno l’interesse a ottenere una pronuncia sul merito e il giudice può dichiarare l’estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
  • L’estinzione per accordo transattivo non equivale a una decisione di merito favorevole a una delle parti: la controversia si conclude per effetto dell’accordo, senza stabilire in via definitiva chi avesse ragione sulle questioni sostanziali.
  • In assenza di una diversa pattuizione o di ragioni particolari, le spese del giudizio possono essere compensate, con ciascuna parte che sopporta i propri costi.
  • Il contributo unificato aggiuntivo non dovrebbe essere richiesto quando l’estinzione o l’inammissibilità del giudizio sopravvengono dopo la proposizione del ricorso, poiché la finalità della maggiorazione è scoraggiare impugnazioni originariamente pretestuose o inammissibili.
  • La transazione dovrebbe essere documentata e portata formalmente a conoscenza del giudice, preferibilmente mediante istanza congiunta, affinché possa essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.

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