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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8788/2023 del 01/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione per vizio di motivazione: il difensore deduce che la qualificazione giuridica in termini di tentato omicidio sarebbe infondata perché non è stato rinvenuto il coltello, la persona offesa non è stata colpita, e se vi fosse stata reale volontà omicidiaria si sarebbe usato un mezzo più idoneo e un luogo appartato lontano da videocamere. Inoltre si osserva l'assenza di condotte violente successive nei venti giorni tra il fatto e l'applicazione della misura.

La decisione

La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza dei motivi: rigetta la censura sul vizio di motivazione ritenendo che il giudice del merito abbia valutato congruamente le prove (dichiarazioni della testimone Ristagno e immagini video) che mostrano l'uso ripetuto di un coltello in direzione di zone vitali della vittima e manifestano l'animus necandi. È stato affermato che l'assenza di lesioni materiali non esclude la idoneità dell'azione e che l'evento non si è verificato per la reazione della vittima. Parimenti è stato confermato il rischio di reiterazione, collegato alla cessazione del rapporto sentimentale e a precedenti minacce. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Consente la costituzione del Tribunale (giudice per le libertà) ai fini del riesame; qui richiamato per indicare la composizione del Tribunale che ha adottato l'ordinanza impugnata

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Stabilisce il criterio prognostico per la valutazione della gravità indiziaria nel giudizio cautelare: il giudice deve apprezzare il valore dimostrativo degli atti per sostenere la qualificata probabilità di condanna; la Corte ricorda che tale valutazione è essenzialmente prognostica e incidentale

  • Giurisprudenza: Sez. U, sent. Audino 22.3.2000 (rv 215828)

    Richiamata come principio secondo cui la Corte di legittimità verifica la congruenza, completezza e logicità della motivazione sul quadro indiziario senza procedere a una rivalutazione autonoma dei fatti; il controllo è mirato a verificare il rispetto dei canoni logici e dei principi di diritto nella motivazione del giudice di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la sanzione pecuniaria a carico del ricorrente in caso di inammissibilità per manifesta infondatezza dei motivi; applicata con condanna al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare il giudice svolge una valutazione prognostica della gravità indiziaria basata sulla complessiva apprezzabilità probatoria; non è richiesta prova piena ma una qualificata probabilità di condanna
  • Prove audiovisive e dichiarazioni di testimoni presenti possono, anche in assenza di lesioni o del rinvenimento dell'arma, essere idonee a dimostrare l'animus necandi se mostrano l'uso ripetuto di uno strumento lesivo in direzione di aree vitali
  • L'assenza dell'evento lesivo non esclude il tentativo: l'impossibilità dell'evento per reazioni della vittima o circostanze esterne non annulla la rilevanza della condotta intenzionale (dolus eventualis o alternativo)
  • La mancanza di atti violenti successivi non impedisce di ritenere il pericolo di reiterazione se la condotta si inserisce in un contesto di disagio o minacce pregresse collegabili all'indagato
  • In Cassazione la revisione è limitata: la Corte verifica la completezza e la logicità della motivazione del giudice di merito e non può riqualificare autonomamente il materiale probatorio
  • Ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili con condanna alle spese e applicazione dell'ammenda ex art. 616 c.p.p.; pertanto il ricorso di cassazione richiede un profilo di fondatezza tecnico-giuridica, non solo critiche sulla valutazione dei fatti

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