Tribunale, Sentenza T-375/22
Sentenza del Tribunale (Quarta Sezione ampliata) dell' 8 maggio 2024. — Luisa Izuzquiza e a. contro Parlamento europeo. — Accesso ai documenti – Tutela dei dati personali – Regolamento (CE) n. 1049/2001 – Documenti riguardanti le indennità e i rimborsi spese versati a un membro del Parlamento nonché gli stipendi e le indennità dei suoi assistenti parlamentari – Diniego di accesso – Eccezione relativa alla tutela della vita privata e dell’integrità dell’individuo – Articolo 4, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 6, del regolamento n. 1049/2001 – Tutela degli interessi legittimi dell’interessato – Necessità della trasmissione dei dati personali al fine specifico di servire l’interesse pubblico – Articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2018/1725. — Causa T-375/22
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Tribunale ha affrontato il rapporto tra diritto di accesso ai documenti e tutela dei dati personali in una vicenda eccezionale, relativa a documenti del Parlamento europeo concernenti un deputato condannato penalmente e i suoi assistenti. Ha riconosciuto che, in tali circostanze, esiste un interesse pubblico specifico all’accesso ad alcuni documenti, ma solo per le spese di viaggio e le indennità di soggiorno del deputato e per i rimborsi di viaggio dei suoi assistenti. Per il resto, ha confermato il diniego, respingendo il ricorso nella parte residua.
Accesso ai documenti contenenti dati personali su indennità e rimborsi del Parlamento: prevalenza parziale dell’interesse pubblico alla trasparenza rispetto alla tutela della vita privata
La questione giuridica
Se, in presenza di documenti contenenti dati personali, il richiedente debba dimostrare un interesse pubblico specifico e la necessità della trasmissione ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) 2018/1725; se, in particolare, il Parlamento abbia correttamente negato l’accesso ai documenti relativi a stipendi, indennità di soggiorno, rimborsi di viaggio e stipendi/rimborsi degli assistenti; e se, in subordine, dovesse comunque essere concesso un accesso parziale ex articolo 4, paragrafo 6, del regolamento n. 1049/2001.
Principio di diritto
Quando una domanda di accesso riguarda documenti contenenti dati personali, l’istituzione può opporre l’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 1049/2001 solo applicando le condizioni cumulative dell’articolo 9, paragrafo 1, lettera b), del regolamento 2018/1725: il richiedente deve dimostrare che la trasmissione è necessaria per servire uno specifico interesse pubblico e, solo in tal caso, l’istituzione deve verificare l’eventuale pregiudizio agli interessi legittimi degli interessati e procedere al bilanciamento. Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che l’interesse pubblico specifico e la necessità fossero dimostrati per i documenti relativi ai rimborsi di viaggio e alle indennità di soggiorno del deputato Lagos e ai rimborsi di viaggio degli assistenti, ma non per lo stipendio e l’indennità forfettaria del deputato né per gli stipendi degli assistenti; pertanto ha annullato il diniego solo in parte e ha escluso, per i documenti non necessari, anche l’obbligo di accesso parziale.
Norme richiamate
- Articolo 263 TFUE
- Articolo 15, paragrafo 3, TFUE
- Regolamento (CE) n. 1049/2001
- Articolo 4, paragrafo 1, lettera b), regolamento (CE) n. 1049/2001
- Articolo 4, paragrafo 6, regolamento (CE) n. 1049/2001
- Articolo 6, paragrafo 1, regolamento (CE) n. 1049/2001
- Regolamento (UE) 2018/1725
- Articolo 3, paragrafo 1, regolamento (UE) 2018/1725
- Articolo 5, regolamento (UE) 2018/1725
- Articolo 9, paragrafo 1, lettera b), regolamento (UE) 2018/1725
- Articolo 9, paragrafo 3, regolamento (UE) 2018/1725
- Statuto dei deputati del Parlamento europeo (decisione 2005/684/CE, Euratom)
- Decisione 2009/C 159/01 dell’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo
Accesso ai documenti contenenti dati personali su indennità e rimborsi del Parlamento
La sentenza riguarda un ricorso di annullamento ex articolo 263 TFUE proposto contro il diniego del Parlamento europeo di dare accesso a documenti relativi alle somme versate a un proprio deputato e ai suoi assistenti. La causa si colloca nel punto di intersezione tra trasparenza istituzionale e protezione dei dati personali, con applicazione congiunta del regolamento n. 1049/2001 e del regolamento (UE) 2018/1725.
Fatti e procedimento principale
I ricorrenti avevano chiesto accesso ai documenti concernenti le indennità e i rimborsi versati al sig. Ioannis Lagos nel periodo successivo alla sua condanna penale e alla revoca dell’immunità, nonché agli stipendi e ai rimborsi dei suoi assistenti. Dopo la conferma del diniego da parte del Parlamento, i ricorrenti hanno impugnato la decisione finale del 8 aprile 2022.
Il Tribunale, nell’ambito della fase istruttoria, ha ordinato al Parlamento di produrre integralmente i documenti controversi, senza comunicarli ai ricorrenti. In udienza, i ricorrenti hanno ritirato uno dei profili originari della domanda, relativo alla comprensione delle regole del Parlamento sulla revoca dell’immunità.
Quadro normativo rilevante
La pronuncia interpreta in particolare:
- l’articolo 15, paragrafo 3, TFUE, sul diritto di accesso ai documenti delle istituzioni;
- l’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 1049/2001, relativo alla tutela della vita privata e dell’integrità dell’individuo;
- l’articolo 4, paragrafo 6, del regolamento n. 1049/2001, sull’accesso parziale;
- l’articolo 9, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 3, del regolamento (UE) 2018/1725, sulla trasmissione di dati personali a terzi;
- lo statuto dei deputati del Parlamento europeo e la decisione 2009/C 159/01 sulle misure di attuazione.
Questioni giuridiche esaminate
Il Tribunale ha dovuto stabilire:
- se la domanda dei ricorrenti soddisfacesse la condizione della necessità della trasmissione dei dati personali al fine specifico di servire l’interesse pubblico;
- se il Parlamento avesse correttamente ritenuto sproporzionata la divulgazione, in ragione degli interessi legittimi del deputato e dei suoi assistenti;
- se, in subordine, dovesse essere concesso un accesso parziale ai documenti espunti dei dati personali.
Ragionamento del Tribunale sulla necessità e sull’interesse pubblico specifico
Il Tribunale ricorda che l’articolo 9, paragrafo 1, lettera b), del regolamento 2018/1725 pone condizioni cumulative: il richiedente deve dimostrare che la trasmissione è necessaria per servire uno specifico interesse pubblico; solo dopo l’istituzione valuta l’eventuale pregiudizio agli interessi legittimi dell’interessato e compie il bilanciamento.
Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che il fine perseguito dai ricorrenti non fosse generico, ma specifico e legato alle circostanze eccezionali della vicenda: un deputato condannato a una lunga pena detentiva, rimasto formalmente in carica e ancora destinatario di fondi pubblici. L’obiettivo di conoscere gli importi effettivamente versati e il loro utilizzo, per consentire un maggiore controllo pubblico e una maggiore responsabilizzazione, è stato qualificato come interesse pubblico specifico.
Tuttavia, il Tribunale ha distinto tra diverse categorie di documenti:
- per lo stipendio del deputato e per l’indennità forfettaria per spese generali, ha ritenuto che i ricorrenti potessero già ottenere le informazioni dal sito del Parlamento, per cui la trasmissione non era la misura più appropriata;
- per i rimborsi di viaggio e l’indennità di soggiorno del deputato, invece, le informazioni pubbliche disponibili non permettevano di conoscere importi effettivi, destinazioni e scopi dei viaggi, sicché la divulgazione dei documenti era necessaria;
- per gli stipendi degli assistenti parlamentari, la divulgazione non poteva offrire indicazioni utili su eventuali attività illecite del deputato, quindi mancava la necessità;
- per i rimborsi di viaggio degli assistenti, invece, la trasmissione poteva fornire indicazioni su attività del deputato e risultava necessaria.
Bilanciamento con gli interessi legittimi degli interessati
In una seconda fase, il Tribunale ha esaminato gli argomenti del Parlamento relativi al rischio di pregiudizio per la libertà di esercizio del mandato, la sicurezza del deputato e la tutela della riservatezza degli assistenti.
Ha respinto tali argomenti per i documenti relativi ai rimborsi di viaggio e alle indennità di soggiorno del deputato, osservando che si trattava di viaggi già avvenuti e che la divulgazione dei luoghi e degli spostamenti passati non era idonea a incidere sul futuro esercizio del mandato; inoltre, il rischio per la sicurezza non era sufficientemente dimostrato, anche perché il deputato era detenuto e non poteva viaggiare.
Quanto agli assistenti, il Tribunale ha riconosciuto che non titolari di un mandato pubblico, ma ha considerato che i rimborsi di viaggio potevano comunque fornire indicazioni su un eventuale collegamento, anche indiretto, con le attività del deputato. Di conseguenza, anche per tali documenti la trasmissione non è stata ritenuta sproporzionata.
Accesso parziale ex articolo 4, paragrafo 6, del regolamento n. 1049/2001
Il Tribunale ha respinto il secondo motivo. Per i documenti concernenti stipendi e indennità forfettarie del deputato e stipendi degli assistenti, ha osservato che l’eliminazione dei dati personali avrebbe privato i documenti di qualsiasi effetto utile rispetto al fine perseguito dai ricorrenti. Non era quindi dovuto un accesso parziale.
Per i documenti sui rimborsi di viaggio e sulle indennità di soggiorno del deputato e sui rimborsi di viaggio degli assistenti, il primo motivo è stato già accolto; pertanto, non era necessario esaminare ulteriormente l’accesso parziale su tali documenti.
Decisione e dispositivo
Il Tribunale ha annullato la decisione del Parlamento nella parte in cui negava l’accesso:
- ai documenti riguardanti i rimborsi delle spese di viaggio e le indennità di soggiorno versati al sig. Lagos e contenenti dati personali su quest’ultimo;
- ai documenti relativi ai rimborsi delle spese di viaggio degli assistenti parlamentari del sig. Lagos e contenenti dati personali su tali assistenti.
Il ricorso è stato respinto per il resto e il Parlamento è stato condannato alle spese.
Principi pratici per il professionista
La sentenza conferma che, in materia di accesso ai documenti, la protezione dei dati personali non opera in modo assoluto: quando la richiesta è sorretta da un interesse pubblico specifico e la trasmissione è realmente necessaria, l’istituzione deve procedere al bilanciamento degli interessi. La decisione è particolarmente rilevante per le richieste di accesso a documenti finanziari di soggetti pubblici, perché mostra che la notorietà o la disponibilità pubblica di informazioni generali non esclude automaticamente l’accesso a documenti più dettagliati, specie in presenza di circostanze eccezionali.
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