Ordinanza n. 184/2026 - Bari, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'Ordinanza di demolizione -OMISSIS-, adottata dal Comune di Canosa di Puglia – III Settore – Programmazione territoriale, Urbanistica, SUE, Impianti pubblicitari, notificata il successivo 30; - di ogni atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi compreso il verbale di sopralluogo del 9 gennaio 2026, acquisito al prot. comunale -OMISSIS- del 16 gennaio 2026 ancorché non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione relativa a una veranda chiusa trasformata in nuovo locale abitativo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, un'ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Canosa di Puglia, nonché gli atti presupposti e connessi, incluso il verbale di sopralluogo. Dalla valutazione sommaria propria della fase cautelare emerge che le opere contestate consistono nella realizzazione di una veranda chiusa su tutti i lati, destinata a creare un nuovo locale da adibire a cucina e soggiorno, dotato di impianti di illuminazione, riscaldamento e idrico-fognante, in assenza di titolo edilizio autorizzatorio. Il testo non specifica i singoli motivi di ricorso dedotti.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo che, a un esame preliminare, il ricorso non fosse assistito da elementi di fondatezza. La trasformazione di una veranda chiusa in un nuovo locale abitativo, dotato di autonomi impianti e realizzato senza titolo edilizio, è stata ritenuta idonea a giustificare le misure repressive adottate dal Comune ai sensi degli artt. 27, 33 e 94-bis del d.P.R. 380/2001. Non è stata quindi sospesa l'esecuzione dell'ordinanza di demolizione. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare incidentale, oggetto della decisione adottata dal TAR.
art. 27 d.P.R. 380/2001
Richiamato quale fondamento delle misure di contrasto agli interventi edilizi abusivi.
art. 33 d.P.R. 380/2001
Richiamato quale fondamento delle misure repressive applicabili agli interventi edilizi eseguiti in assenza del prescritto titolo.
art. 94-bis d.P.R. 380/2001
Richiamato, insieme agli artt. 27 e 33, quale base normativa delle misure adottate dall'amministrazione.
Massime di principio
- La realizzazione di una veranda chiusa su tutti i lati, destinata a creare un nuovo locale abitativo e dotata di impianti di illuminazione, riscaldamento e idrico-fognante, costituisce un intervento edilizio rilevante che richiede un titolo autorizzatorio; in sua assenza, risultano astrattamente appropriate le misure repressive previste dal d.P.R. 380/2001.
- Nella fase cautelare, il giudice amministrativo valuta sommariamente la fondatezza del ricorso; quando le opere abusive risultano prima facie consistenti nella creazione di un nuovo volume o locale abitativo senza titolo edilizio, l'assenza di fumus boni iuris giustifica il rigetto della sospensione dell'ordinanza di demolizione.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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