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Ordinanza

Ordinanza n. 2349/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202500334

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione di una tettoia e successivo diniego dell'istanza di accertamento di conformità; impugnazione interinale del silenzio-rigetto formatosi sull'istanza

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di demolizione del 22 novembre 2024, relativa a una tettoia di circa 400 mq, realizzata con profilati in ferro zincato e copertura in pannelli coibentati su un fondo sito nel Comune di Bagheria. Con primi motivi aggiunti hanno impugnato il silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accertamento di conformità presentata ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 380/2001. Con secondi motivi aggiunti hanno impugnato il successivo provvedimento del 10 luglio 2025, con cui il Comune ha negato il permesso in sanatoria richiesto ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 380/2001. Il testo dell'ordinanza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti contro gli atti impugnati.

La decisione

Dopo il passaggio della causa in decisione, il Collegio ha rilevato d'ufficio una possibile sopravvenuta carenza di interesse dei ricorrenti limitatamente ai motivi aggiunti proposti contro il silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di accertamento di conformità del 24 febbraio 2025. Prima di decidere, il TAR ha assegnato alle parti dieci giorni dalla comunicazione dell'ordinanza per depositare deduzioni scritte esclusivamente su tale questione. La decisione collegiale della causa è stata rinviata alla camera di consiglio successiva all'udienza del 22 settembre 2026. L'ordinanza non definisce il giudizio né decide sull'ordinanza di demolizione o sul diniego di sanatoria.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La norma è richiamata quale base dell'istanza di accertamento di conformità e del successivo permesso in sanatoria; l'ordinanza non ne fornisce un'interpretazione sostanziale.

Massime di principio

  • Quando, dopo il passaggio della causa in decisione, il giudice rileva d'ufficio una possibile sopravvenuta carenza di interesse in relazione a una specifica domanda o a specifici motivi aggiunti, deve consentire alle parti di dedurre previamente sulla questione, assegnando un termine per memorie limitate a tale profilo.
  • La presentazione di un'istanza di accertamento di conformità e la successiva adozione di un provvedimento espresso di diniego possono incidere sull'interesse a ricorrere contro il silenzio-rigetto formatosi sulla medesima istanza; la verifica di tale effetto deve essere compiuta dal giudice prima della decisione definitiva.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interessePartecipazione procedimentale

Testo integrale

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